New York e le sue mille anime

Capitale economica e maggior centro urbano degli Stati Uniti, New York è una città colorata e multietnica, dove il 40% degli abitanti non è di madrelingua inglese. Per scoprire New York non basta visitare i monumenti, ma bisogna viverla, perdendosi nei suoi differenti distretti e respirando la storia delle diverse popolazioni che hanno contribuito a rendere questa città ciò che è oggi.

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La Struttura

Spesso capita erroneamente di confondere l’intera città di New York con Manhattan che, pur essendo il centro pulsante della metropoli, è solo una delle cinque suddivisioni amministrative di cui è formata; le altre quattro sono: Broklyn, The Queens, The Bronx e Staten Island, quest’ultima è un’isoletta situata nel fiume Hudson, raggiungibile in battello dal Ferry Park di Manhattan. Broklyn, famosa per l’omonimo ponte di circa 1,5 km che la collega a Manhattan, è un quartiere che ha subito un recente sviluppo e una conseguente riqualificazione di alcuni distretti che sono diventati zone residenziali di pregio a costi contenuti.

Ogni quartiere si divide a sua volta in distretti: aree urbane senza confini precisi ma che si distinguono gli uni dagli altri per caratteristiche storiche, sociali e culturali. Ne citerò alcuni.

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Midtown

È il centro di Manhattan, qui si trovano Times Square, l’Empire State Building, le vie dello shoopping (5th, 6th e 7th Avenue), Briant Park e il limite sud di Central Park. È sicuramente la zona piu moderna, insieme al Financial District, e la piu caotica, anche se a Briant Park è possibile rilassarsi. Sicuramente è un distretto meritevole di una visita; caldamente consigliata è la salita sull’Empire State Building, da cui è possibile avere una visione a 360 gradi della città dall’alto.

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Greenwich Village

È in assoluto il mio distretto preferito. Centro della scena bohèmienne all’inizio del novecento e poi dei movimenti della Beat Generation negli anni Cinquanta, ora è un distretto residenziale dove in molti desiderano abitare. Nelle vie, per lo piu strette e alberate, si alternano deliziosi edifici residenziali dallo stile vintage (mattoncini a vista, finestre con perimetro lavorato, scala antincendio esterna in metallo), locali trendy e ristoranti vegetariani o etnici. Agli incroci tra le vie principali sono spesso presenti graziosi giardini con fontane e panchine.

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Soho

Il cui nome è un’abbreviazione di SOuth of Houston, è un distretto dove si respira alta moda, shopping sfrenato e vita notturna. A SoHo il business e gli impegni frenetici sono banditi, qui newyorchesi e non si lasciano andare allo shopping più trendy. I marchi e i loghi dei brand più cool fanno mostra di sè in queste strade che, dal grigiore delle loro origini industriali, si trasformano in una passerella en plein air.

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Tribeca

TriBeCa è l’abbreviazione di “Triangle Below Canal Street”, vale a dire il triangolo sotto Canal Street. È un quartiere dall’aspetto più raccolto, con pochi grattacieli e strade di ciottoli. Inizialmente era una fattoria, poi è stato trasformato in un area commerciale, e infine, tra gli anni 70 e 80, prende la forma attuale di quartiere residenziale. I vecchi loft industriali ospitano oggi di gallerie d’arte, ristoranti di alto livello e ambitissime proprietà immobiliari, dove ricavare appartamenti lussuosi. Non ci sono musei o monumenti da visitare a TriBeCa. Il quartiere stesso è la vera attrazione: negozi pittoreschi si alternano a caffetterie e pub eleganti, frequentati da gente dall’aspetto impeccabile.

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Financial District

Qui si trovano Wall Street e il World Trade Centre, oltre a tutti i grattacieli che non sono a Midtown. Un’importante area è intitolata al Memoriale dell’11 settembre, dove è presente un museo dedicato alla tragedia che nel 2001 ha colpito la città. Delle vasche quadrate, profonde, con l’acqua che scorre lungo le pareti, segnano il perimetro dove poggiavano le fondamenta delle torri gemelle.

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Downtown

È la punta della baia di Manhattan, qui è possibile passeggiare lungo li fiume Houdson e ammirare la vicina Jersey City. A Downtown si trova anche il Ferry Park, da cui è possibile prendere il battello per raggiungere Staten Island o l’isolotto su cui si trova la Statua della Libertà.

Chinatown

Non molto diverso da via Paolo Sarpi a Milano, è il quartiere che senza dubbio si differenzia maggiormente dagli altri di Manhattan. Estremamente caotico, soprattutto a causa dei turisti che lo affollano. Qui accade proprio ciò che si vede nei film: una persona si avvicina e, aprendosi la giacca, cerca di convincerti ad acquistare un orologio o altri oggetti, ovviamente contraffatti. Chinatown è il paradiso delle imitazioni: borse Louis Vitton, Rolex, ecc… tutto ovviamente ad un prezzo ridicolo rispetto agli originali.

Little Italy.

È il distretto dove si sono insidiati i primi connazionali immigrati a New York. Confina a sud con Chinatown, che ha ormai assorbito buona parte di quella che una volta era Little Italy. La parte circostante Mulberry Street, tra Broome Street e Canal Street, è quello che rimane della Little Italy di Manhattan, qui non mancano negozietti, ristoranti e pizzerie, con nomi autenticamente italiani come: “Casa Bella” o “Da Gennaro”.

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Harlem

È il distretto afro-americano per eccellenza. Conosciuto per essere stato, per alcuni decenni del 20° secolo, il tipico ghetto americano, è oggi un quartiere vibrante, sicuro, ospitale e multi etnico. Camminando per la 155th street è possibile sentire musica Reggae e immergersi in piccoli negozietti di alimentari con i profumi dell‘Africa.

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Meatpacking District

Un luogo senza tempo, dove i locali alla moda hanno preso il posto della vecchie macellerie e dei mercati alimentari, di cui però conservano ancora la struttura esterna. In questo quartiere si trova anche Highline, un parco sopraelevato realizzato su una vecchia piattaforma destinata ai binari del treno. Qui è possibile rilassarsi guardando da una posizione privilegiata alcune delle vie più movimentate della città.

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Chelsea

Confina a sud con il Meatpacking District e a nord con Midtown. È un punto di riferimento per l’arte, viste le sue numerosissime gallerie. Il Chelsea Market, uno storico mercato coperto, è diventato oggi un vivace centro commerciale dove è possibile trovare alcune boutique dei brand più in voga.

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Upper Est Side

Qui Si trovano alcuni dei negozi, gallerie, ristoranti è hotel più alla moda del mondo. La parte di 5th Avenue che va dall’incrocio con la 70a Strada Est alla 104a Strada Est è detto anche Museum Mile, perché è qui che si trovano i più importanti musei di New York, tra cui anche il celebre Guggenheim.

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Guggenheim Museum

L’esterno, progettato da Frank Lloyd Wright, è un capolavoro dell’arte contemporanea. All’interno, percorrendo la rampa che sale per i cinque piani, è possibile visitare una personale dedicata all’artista ungherese Moholy-Nagy, membro di spicco della Bauhaus. Nelle sale ai vari piani invece è possibile ammirare la collezione permanente, che raccoglie opere di Artisti come: Monet, Cezanne, Picasso, Mirò, Kandinskij, Balla, Severini, ecc..

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Upper West Side

Distretto che costeggia a ovest Central Park, come il suo omologo Upper East Side, vanta numerosi negozi e ristoranti tra i più raffinati di New York. Nelle vicinanze si trova Colombus Circle, dove è possibile vedere la statua di Cristoforo Colombo e visitare il MAD (Museum of Art and Design)

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MAD

L‘edificio di sei piani da spazio a numerose esposizioni temporanee. Al secondo piano ho potuto visitare due esposizioni dedicate al designer Bertola, “Atmosphere for Enjoyment” che riguarda l’illuminazione e il light designing e “Bent, Cast & Forged ” che mostra le creazioni dell’artista nel campo della gioielleria. La mostra “Eye for Design”, situata la terzo piano, ripercorre la storia del graphic design e dell’uso dell’arte in campo pubblicitario e commerciale. Al sesto piano è invece possibile vedere un atelier dove artisti e artigiani lavorano dal vivo a beneficio dei visitatori.

New York è una città unica ed estremamente accogliente. Del resto in un posto dove anche i residenti sono, in un certo senso, quasi tutti stranieri è facile sentirsi a casa. Quello che consiglio è di abbandonare per un attimo le vie più battute e concedersi il lusso di camminare con il naso verso l’alto, pronti a cogliere le meraviglie che si presentano.

Adriana Fenzi

By | 2016-10-05T22:57:48+00:00 ottobre 2016|Americhe, Destinazioni, Reportage|