Mulini, antiche chiese, ville storiche e canali arricchiscono il paesaggio della Bassa Padovana, donandogli un’atmosfera d’altri tempi che può essere bello scoprire, per allontanarsi dalla frenesia quotidiana.
Suggerimenti per un itinerario di viaggio alla scoperta della vocazione rurale di questo territorio, vere chicche sconosciute ai più?
Partiamo, allora da Villa Widman Borletti, a Bagnoli, progettata dall’illustre architetto Baldassarre Longhena.
Inizialmente proprietà dei monaci benedettini, poi possedimento della ricca famiglia veneziana Widmann, il complesso monumentale, uno dei più importanti del Veneto per grandezza e bellezza, non è solo un bell’esempio di edificio storico, ma testimonia anche la vocazione rurale della Bassa Padovana.
Nel brolo antistante la villa, esteso su 20 ettari, vengono coltivati, infatti, alberi da frutto e vitigni come il Glera e il Friularo, vitigno autoctono della zona, che danno vita a spumanti e vini rossi di grande qualità e gusto.
Notevole il Teatro di Verzura, proprio di fianco al brolo, dove, tra i carpini troviamo alcune antiche statue che evocano la commedia dell’arte e che sembrano uscite dalle opere di Goldoni, che qui soggiornò.
Spostandoci di pochi chilometri, ecco il borgo di Pontemanco, a cui il canale Biancolino, la villa Grimani Fortini e l’attigua chiesetta dell’Annunciazione conferiscono un’atmosfera d’altri tempi.
Il borgo, che fa parte del territorio di Due Carrare, situato ad est dei Colli Euganei, tra la zona termale e la zona sud di Padova, si estende attorno al suo antico mulino, sviluppatosi già nel XIII secolo lungo le sponde del canale Biancolino.
L’attività molitoria è cessata nel 1971, ma si può ammirare ancora l’unica ruota rimasta (in origine ce n’erano ben 12!) e il mulino di destra, restaurato nel 2014.
Nella zona si possono fare rilassanti passeggiate in bici o corse, per ammirare il paesaggio e le case che si riflettono nelle acque del canale, creando un effetto davvero suggestivo.
Solo due chilometri e si arriva a Cornegliana, dove la chiesa di San Biagio si fa apprezzare per la bellissima cappella affrescata, per i pregevoli affreschi e quadri e per le quattordici scene in bassorilievo della Via Crucis, scolpite su marmo bianco di Carrara da Antonio Bonazza.
Altri tre chilometri sono sufficienti per raggiungere Due Carrare e l’ Abbazia di Santo Stefano, la cui fondazione risale intorno all’anno mille.
L’abbazia conserva bellissimi pavimenti a mosaico del X-XI sec e sull’esterno stemmi della famiglia Medici.
Sono realtà rurali e religiose che conservano un fascino immutato, tutto da esplorare!
Claudia Di Meglio






3 Commenti
Mimì
4 anni agoChe bellissima esperienza che è stata, carissima Claudia! Non vedo l’ora di poter approfondire la conoscenza di questi territori e magari, reincontrarti!
Mimì
anna.rubinetto
4 anni agoFarebbe piacere anche a me, non si sa mai … in futuro . un caro saluto
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