L’Heritage Travel potrebbe diventare uno dei principali trend turistici del 2026, spingendo sempre più persone a trasformare la ricerca delle proprie origini in un’esperienza autentica
Il turismo delle radici sta conquistando un ruolo sempre più importante a livello internazionale, coinvolgendo milioni di persone desiderose di riscoprire la storia della propria famiglia e di visitare i luoghi da cui provengono i propri antenati.
In particolare, le comunità della diaspora italiana rappresentano uno degli esempi più noti di questo fenomeno, poiché molti italo-americani, italo-sudamericani e italo-canadesi considerano le proprie origini un elemento fondamentale della propria identità culturale.
Inoltre, la tendenza non riguarda più soltanto i discendenti degli emigrati italiani, ma interessa persone di ogni nazionalità che desiderano ricostruire la propria storia familiare e trasformare questa scoperta in un viaggio ricco di significato personale.
Il digitale rende il fenomeno sempre più accessibile
La diffusione delle piattaforme dedicate alla genealogia, come MyHeritage, insieme agli strumenti per la ricerca negli archivi storici e ai test del DNA, rende oggi molto più semplice ricostruire il proprio albero genealogico e individuare collegamenti familiari rimasti sconosciuti per generazioni.
Di conseguenza, una semplice curiosità può trasformarsi in un percorso personale capace di far emergere origini dimenticate, parenti lontani e connessioni internazionali che diventano l’ispirazione per organizzare un viaggio nei luoghi della propria storia.
Secondo MyHeritage, il 2026 potrebbe segnare un’ulteriore crescita dell’Heritage Travel anche tra gli italiani, con un numero crescente di persone interessate a conoscere le proprie radici e a visitare i Paesi collegati alla propria discendenza familiare.
Heritage Travel: un trend sostenuto anche dai personaggi famosi
Anche numerose celebrità internazionali, tra cui Madonna, Lady Gaga, Martin Scorsese e John Travolta, hanno contribuito ad accrescere l’interesse verso il turismo delle radici, rafforzando un movimento che dagli USA continua a rivolgersi con particolare attenzione all’Italia.
Parallelamente, questa crescita ha favorito la nascita di iniziative istituzionali dedicate, come il programma nazionale Italea, creato per promuovere il turismo delle radici e valorizzare il legame tra le comunità italiane all’estero e i territori di origine.
Le stime indicano inoltre che nel 2026 questo segmento potrebbe generare circa 7,4 milioni di visitatori diretti verso l’Italia, confermando il forte potenziale economico e culturale di una forma di turismo sempre più diffusa.
Tra le espressioni che raccontano l’eredità linguistica conservata dalle comunità italiane all’estero figurano, ad esempio:
- Amunì na Church!, derivato dal siciliano e utilizzato con il significato di Andiamo in chiesa
- Gabagool, variante popolare del termine capocollo
- Gommah, parola utilizzata per indicare il compare.
La ricerca genealogica ispira nuovi viaggi
Margaux Stelman, Head of PR di MyHeritage, osserva che secondo gli esperti il fenomeno dell’Heritage Travel continua a crescere e che negli ultimi cinque anni le vendite dei kit DNA MyHeritage in Italia sono aumentate del 134%, confermando il crescente interesse verso la storia familiare.
Inoltre, l’analisi dei risultati ottenuti dagli utenti italiani evidenzia un patrimonio ancestrale ricco e sorprendentemente variegato, capace di rivelare connessioni internazionali spesso sconosciute fino a pochi anni fa.
Secondo MyHeritage, basta inserire i primi nomi conosciuti all’interno di un albero genealogico oppure effettuare un test del DNA per iniziare a individuare archivi storici, corrispondenze genetiche in tutto il mondo e legami familiari dimenticati.
Infine, conoscere queste storie permette agli italiani non solo di comprendere meglio la propria identità, ma anche di trovare nuove destinazioni di viaggio ispirate alle proprie radici e alla storia della famiglia.
Ugo Dell’Arciprete



