Quasi a metà strada tra Lisbona e Mosca, la regione est della Slovacchia con il capoluogo Košice è davvero al centro dell’Europa
I lunghi anni in cui la cortina di ferro ha diviso in due l’Europa hanno prodotto negli italiani una specie di nebbia artificiale che ha offuscato le loro conoscenze geografiche, relegando mezza Europa in un indistinto calderone genericamente indicato come Europa dell’Est.
C’è da giurare che molti nostri connazionali (e probabilmente anche molti europei occidentali) confondono ancora Slovacchia e Slovenia, o pensano che paesi come Estonia e Lettonia siano regioni fantasiose nella Terra di Mezzo di Tolkien.
Fortunatamente le aperture seguite al crollo del Muro hanno consentito di prendere gradualmente conoscenza con le realtà presenti in questa parte di Europa, realtà che da parte loro hanno rapidamente raggiunto, se non il livello economico dell’Occidente, una avanzata economia di mercato per cui oggi in Europa Orientale si trovano ottimi alberghi e ristoranti, sistemi di trasporto efficienti e negozi forniti di tutto.
La recente apertura del volo diretto Roma-Košice, operato da Wizzair, permette ora ai turisti italiani di andare facilmente alla scoperta di questa perla naturalistica e culturale del nostro continente, sicuramente poco nota fino ad oggi.
Košice, affascinante capoluogo della Slovacchia Orientale
La prima impressione di chi visita Košice è quella di una città vivibile al meglio. Tutto il centro storico, steso lungo la centrale via Hlavná, è una grande isola pedonale dove la gente può passeggia senza i rumori e l’inquinamento del traffico. Lungo la via decine di caffè, birrerie e ristoranti invitano ad una sosta rilassante e gustosa.
Nella sua parte centrale via Hlavná è divisa da quello che potremmo chiamare un ampio spartitraffico, anche se il traffico non c’è, dove si concentrano molte delle principali attrazioni turistiche della città, a partire dalla Cattedrale.

La chiesa dedicata a Santa Elisabetta è la più grande cattedrale della Slovacchia. Costruita tra fine XIV e XVI secolo, la chiesa è stata per secoli tappa dei pellegrinaggi che dall’est partivano per Roma. È da notare che la Slovacchia è paese a culto prevalentemente cattolico, a differenza della vicina Repubblica Ceca dove l’influsso della riforma protestante è ancora dominante.
Di fianco alla Cattedrale i giardini dello “spartitraffico” ospitano una bellissima fontana son et lumière, dove i getti d’acqua danzano al suono di musiche classiche o moderne (frequenti anche le canzoni italiane, molto popolari in Slovacchia!), creando uno spettacolo piacevole di giorno ma assolutamente magico la sera, quando le luci colorate si sommano alla musica dando vita ad uno spettacolo che non ci si stancherebbe mai di ammirare dalle comode panchine disposte intorno alla fontana.
La vita culturale della città
Dal lato opposto della fontana, rispetto alla Cattedrale, sorge il Teatro Nazionale, realizzato in stile neobarocco alla fine del XIX secolo da Adolf Lang. La cupola del teatro è sormontata da una statua di Aurora che sorregge una torcia accesa a simboleggiare l’arte che illumina il mondo, probabilmente ispirata alla Statua della Libertà inaugurata pochi anni prima a New York.
Il Teatro Nazionale offre un nutrito calendario di concerti, balletti e opera lirica. L’impronta italiana è ben presente nel cartellone, con Verdi, Puccini e Rossini tra gli autori più amati dal pubblico slovacco. Un altro nostro orgoglio è la presenza del connazionale Gennaro Corbino a lungo primo ballerino e ora Direttore della sezione Balletto del Teatro.
Più avanti lungo la via Hlavná si trova il Museo della Slovacchia Orientale, che illustra la storia del paese dalle origini e raccoglie alcuni dei più significativi reperti storici. La sezione più affascinante è quella della numismatica, dove sono esposte quasi 3000 monete d’oro di varie epoche rinvenute in occasione di scavi. Tra queste spicca il medaglione equestre del re Ferdinando I del 1541. È uno dei due soli esemplari esistenti al mondo, l’altro è nel tesoro imperiale asburgico di Vienna.

Nel cortile esterno del museo si può ammirare un esemplare, smontato nel luogo di origine e perfettamente ricostruito, di una delle semplici chiese in legno che si trovavano (e 27 si trovano ancora) nei villaggi della zona. Caratteristica di queste chiese è di essere assemblate unicamente con legno, senza neanche un chiodo.
Altre attrazioni di Košice
Nella piazza davanti al Museo della Slovacchia Orientale si erge il monumento al maratoneta, a ricordo del fatto che a Košice si corse nel 1924 la prima maratona d’Europa, la seconda più antica al mondo dopo quella di Boston. La gara si svolge ancora ogni anno, con il nome di Maratona internazionale della pace, e sul monumento sono riportati i nomi e le nazionalità dei vincitori di tutte le edizioni.
Altro storico monumento di Košice è la Colonna dell’Immacolata, vicino al Teatro Nazionale, innalzata nel 1723 in ringraziamento per la fine di una pestilenza che decimò la popolazione tra il 1709 e il 1710. È interessante notare che nel monumento furono murate anche alcune reliquie di San Valentino, patrono degli innamorati.
Fra i numerosi palazzi eretti tra XVIII e XIX secolo dalle famiglie nobili di Košice, molti dei quali si allineano lungo la centrale via Hlavná, quello sicuramente più scenografico è Palazzo Jakabov, costruito in stile neogotico nel 1899 vicino al fiume che una volta attraversava la città, ora interrato. L’edificio è stato sede del Presidente della Repubblica Cecoslovacca, quando i due paesi erano ancora uniti.

La via di scorrimento che ha preso il posto del fiume interrato costeggia dal lato opposto il Parco Comunale, il più grande parco pubblico di Košice utilizzato principalmente per il relax, ma anche per l’organizzazione di eventi culturali e sagre gastronomiche. Caduto qualche decennio fa in uno stato di degrado, il Parco ha beneficiato di un importante intervento di ricostruzione e riqualificazione nell’ambito del progetto Capitale Europea della Cultura si è svolto nel 2013. Nel Parco si trova il padiglione Villa Sandy, monumento culturale nazionale costruito nel 1909 Attualmente, dopo una completa ristrutturazione, l’edificio è parte di un complesso che offre un ristorante stellato, vari bar e in futuro un hotel a 5 stelle.
La vicina zona vitivinicola del Tokaj
A breve distanza dalla città capoluogo, la provincia di Košice include un territorio collinare confinante con una analoga zona che appartiene all’Ungheria. Insieme i due territori costituiscono la terra di provenienza dei vini Tokaj, che tradizionalmente associamo all’Ungheria ( e a dire il vero noi italiani anche al Friuli, a cui il nome è stato interdetto, ma questa è un’altra storia).
Il Tokaj slovacco invece, per l’ovvia contiguità e per la coesistenza secolare sotto il Regno di Ungheria, mantiene a pieno diritto la denominazione territoriale di origine. La produzione si articola come noto soprattutto nel campo dei bianchi, con prodotti che spaziano dal secco al frizzante e al liquoroso, ma non mancano anche alcune bottiglie di rosso e rosato.
Definito “re dei vini, vino dei re” (epiteto coniato secondo la leggenda da Luigi XIV di Francia), il Tokaj era un tempo usato come pregiato dono che gli ungheresi offrivano ai re e ai grandi ecclesiastici di tutta Europa. Nella zona è possibile visitare numerose cantine, alcune risalenti all’alto Medioevo, che offrono spiegazioni sui metodi di produzione e degustazioni.

Ma pochi sanno che nella storia del Tokaj c’è un essenziale contributo italiano: le invasioni dei mongoli del 1241 e del 1242 avevano devastato il territorio e ucciso gran parte dei contadini che già allora producevano il vino. Il re ungherese dell’epoca decise di chiamare dall’Italia del Sud un buon numero di esperti vignaioli che rimisero in piedi la produzione. A ricordo di ciò un importante ristorante/cantina del Tokaj Slovacco si chiama oggi Grand Bari.
Riferimenti utili
Per i pernottamenti a Košice una ottima sistemazione a due passi dalla Cattedrale è il Boutique hotel Slavia, via Hlavna 63, Tel. +421 911 704 839, mail info@hotelslavia.sk, sito web www.kaviarenslavia.sk/. Chi invece punta all’eccellenza delle 5 stelle tenga d’occhio il sito https://www.villasandyresort.com/ perché a breve nel contesto di Villa Sandy aprirà un fantastico hotel.
Per i pranzi in città la soluzione radicata nella storia è la Birreria Hostinec, vicinissima all’hotel Slavia in Hlavná 65, tel. +421 902 580 580, mail pivnaposta@pivovarhostinec.sk e sito www.pivovarhostinec.sk/. È la più antica birreria slovacca, nata nel 1542, e produce le proprie birre nella cantina sotto il locale, dove si possono avere dimostrazioni e degustazioni.
Un pranzo di fine dining si può invece apprezzare nel Ristorante Seven, ubicato nella citata Villa Sandy, Mestský park 7, tel. +421 55 2857 700, mail villasandyresort@villasandyresort.com, sito https://www.villasandyresort.com/restaurants/seven/. I suoi piatti raffinati sono opera dello Chef Jozef Hromják, pluripremiato da Falstaff e Gault&Millau.
Nei dintorni di Košice il Bioresort Zlaty Hyl, Hýľov 157, 044 12 Hýľov, tel. +421 55 46 69 200, mail info@zlatyhyl.sk, sito www.zlatyhyl.sk/ consente di assaggiare piatti genuini creati con i prodotti Km zero della locale fattoria bio, che si può anche visitare per scoprire come nascono verdure, frutta, formaggi e tagli di carne pregiata in modalità 100% sostenibile.
Nella zona del Tokaj, infine, ottima cucina slovacca annaffiata ovviamente dal vino Tokaj si può gustare nel Ristorante e cantina Chateau Grand Bari, Veľká Bara 140, 076 32 Bara, tel. +421563337955, mail recepcia@grandbari.sk, sito https://www.grandbari.sk/, oppure presso la Cantina Tokaj Macik, Medzipivničná 174, 076 82 Malá Tŕňa, tel. +421905313352, mail info@tokajmacik.sk, sito www.tokajmacik.sk/en/contact/.
Ugo Dell’Arciprete



