Kloster Eberbach, nel cuore del Rheingau tedesco, celebra i quarant’anni del film Il nome della rosa, riportando i visitatori nei luoghi che ne hanno fatto la storia cinematografica

In occasione del quarantesimo anniversario dell’uscita nelle sale cinematografiche de Il nome della rosa, l’antica abbazia di Kloster Eberbach, in Assia, invita a riscoprire gli ambienti che fecero da scenario al celebre adattamento del romanzo di Umberto Eco. Tra corridoi in penombra, volte medievali e architetture suggestive, il complesso offre un’esperienza che unisce cinema, letteratura e storia.

Fu proprio qui che il regista Jean-Jacques Annaud, insieme al produttore Bernd Eichinger, realizzò nell’inverno tra il 1985 e il 1986 numerose scene della pellicola con Sean Connery e Christian Slater. La scelta dell’abbazia cistercense trasformò questo straordinario monumento medievale in una delle ambientazioni cinematografiche più riconoscibili del cinema europeo, facendolo conoscere al pubblico internazionale.

Fondata nel 1136 da Bernardo di Chiaravalle, Kloster Eberbach rappresenta uno dei complessi monastici storici meglio conservati d’Europa. La sobrietà dell’architettura romanica e gotica, insieme agli edifici conventuali e agli spazi religiosi, contribuì in modo determinante a ricreare l’atmosfera medievale richiesta dalla storia di Eco, ambientata nel 1327 in un’abbazia benedettina.

I luoghi del film ancora visitabili

Durante la visita è possibile riconoscere diversi ambienti che hanno avuto un ruolo importante nelle riprese. Il dormitorio dei monaci, per esempio, si trasformò nello scriptorium, mentre la cantina Hospitalkeller ospitò il refettorio cinematografico. Anche altri spazi autentici dell’abbazia contribuirono a costruire la scenografia della vicenda, sfruttando le caratteristiche architettoniche originali.

Tra gli ambienti utilizzati dalla produzione figurano inoltre la sala capitolare, il chiostro e la basilica, che conserva ancora oggi un’imponente atmosfera medievale. La celebre biblioteca labirintica, invece, non venne ricostruita all’interno del monastero: i suoi ambienti furono realizzati negli studi di Cinecittà, a Roma, per consentire alla troupe di ottenere le complesse scenografie richieste dal racconto.

Oggi il percorso di visita permette di ritrovare le ambientazioni originali e approfondire il rapporto tra il monumento e la produzione cinematografica. Inoltre, alcuni oggetti di scena, fotografie e installazioni video raccontano curiosità e retroscena delle riprese, offrendo agli appassionati l’opportunità di confrontare gli spazi reali con le immagini diventate celebri sul grande schermo.

La mostra per i quarant’anni di Kloster Eberbach

Per celebrare questo importante anniversario, l’abbazia propone una mostra speciale dedicata a Il nome della rosa, che riunisce fotografie realizzate durante le riprese, testimonianze e materiali originali provenienti dal set. L’esposizione permette di scoprire più da vicino il lavoro della troupe e le trasformazioni che interessarono il complesso monastico durante la produzione del film.

Tra i materiali esposti figurano anche oggetti originali utilizzati durante le riprese, tra cui scrittoi e libri, che restituiscono un’immagine concreta del lavoro scenografico. La mostra, compresa nel biglietto d’ingresso del normale percorso di visita, rimane aperta fino alla primavera del 2027, offrendo così un’occasione per celebrare il film anche a distanza di quattro decenni dalla sua uscita.

Il programma delle celebrazioni del 2026 comprende inoltre appuntamenti speciali dedicati alla pellicola. Tra questi, le proiezioni del film nella basilica dell’abbazia, nell’ambito del kinoSommer Hessen, hanno riportato il pubblico proprio nel luogo in cui vennero girate le scene originali. Un’esperienza particolare per rivivere sul grande schermo le atmosfere del capolavoro di Annaud.

Un ulteriore appuntamento celebrativo, organizzato il 18 settembre 2026, ha proposto un percorso attraverso nove ambienti storici del monastero, accompagnato da musica medievale, canti e degustazioni di vino. L’iniziativa ha valorizzato anche la tradizione vitivinicola dell’abbazia, un patrimonio che continua a vivere attraverso la produzione della cantina Kloster Eberbach, legata a una storia che risale proprio ai monaci cistercensi.

Un’abbazia protagonista anche di altre produzioni

La vocazione cinematografica di Kloster Eberbach non si esaurisce con Il nome della rosa. Nel corso degli anni, infatti, il complesso ha continuato ad attirare registi, produttori e troupe televisive, interessati alla particolare atmosfera dei suoi ambienti medievali. Tra le produzioni che hanno scelto questa location figura Vision, film del 2009 diretto da Margarethe von Trotta e dedicato alla vita di Ildegarda di Bingen.

Anche altre produzioni hanno utilizzato gli spazi dell’abbazia, tra cui il film Catweazle e alcuni trailer promozionali legati alla serie televisiva Game of Thrones. Questa continuità testimonia la versatilità di un luogo capace di offrire ambientazioni suggestive per racconti storici e produzioni contemporanee, mantenendo intatto il proprio valore architettonico e culturale.

Una visita a Kloster Eberbach diventa quindi un viaggio attraverso quasi nove secoli di storia, ma anche un’occasione per ripercorrere alcune pagine importanti del cinema. L’abbazia si trova a Eltville am Rhein, nella regione del Rheingau, in Assia, ed è aperta al pubblico con percorsi di visita e iniziative culturali. Informazioni aggiornate su orari, biglietti e appuntamenti sono disponibili sul sito ufficiale kloster-eberbach.de.

Ugo Dell’Arciprete

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