Ci siamo stati Reportage

Il “serpente di ferro” dell’Africa equatoriale

Affascinante come solo in Africa si può esserlo, il Kenya si staglia fra le mete preferite del turismo internazionale per la sua incontaminata bellezza selvaggia.

La varietà di paesaggi che compongono un panorama vasto e variegato, caratterizza questo paese attraversato dall’equatore, per la bellezza delle sue savane, la maestosità delle sue montagne e il fascino delle sue spiagge lambite dall’oceano indiano.

Se si è in vacanza a Mombasa su una magnifica spiaggia incantata a godersi il sole, magari si può pensare di fare un safari col fuoristrada ma certamente non verrebbe mai in mente di prendere un treno per raggiungere Nairobi. Eppure, dalla stazione parte un treno passeggeri che offre un servizio turistico con tanto di pernottamento in cabina privata dotata di comodi letti, cena e colazione a bordo.

 Il treno che collega Mombasa con Nairobi e viceversa si chiama ”The Iron Snake of Africa”, e offre la possibilità di scoprire la maestosità della natura attraverso il suo percorso antico e tribolato che risale ai tempi della colonizzazione britannica, La carrozza ristorante, con arredi degli anni ’50 in stile inglese e camerieri vestiti di bianco accolgono i passeggeri offrendo un menù tipico e scelta di vini oltre ad un magnifico spettacolo dell’Africa più selvaggia e incontaminata che si vede scorrere dal finestrino. Il treno si snoda attraverso il più vasto parco del Kenya, lo Tsavo National Park famoso per i leoni mangiatori di uomini: durante la costruzione del ponte ferroviario sul fiume Tsavo nel 1898 le belve feroci attaccarono ripetutamente gli operai e ne divorarono più di un centinaio. Il regime di terrore fu interrotto dal direttore dei lavori John Patterson che uccise i due maschi feroci; da questo episodio prese spunto il film con Michael Douglas “Spiriti nelle tenebre”. La costruzione della linea ferroviaria durante il dominio coloniale britannico, che da Mombasa avrebbe raggiunto Kampala in Uganda, vide anche l’opposizione di tribù locali come i Masai i quali attaccarono una carovana uccidendo altre 500 persone. Molte furono le difficoltà di carattere organizzativo occorse durante la costruzione della linea, come quella ad esempio di dover trasportare da Mombasa ogni singola goccia d’acqua nell’attraversamento della desertica Taru Plain, fino a quando dopo aver deposto circa 500 km di binario la linea raggiunse un’area paludosa e disabitata conosciuta dalle popolazioni locali col nome di Nyrobi. Qui fu costruito un deposito di approvvigionamenti e materiali da costruzione per poter meglio affrontare la prosecuzione della linea che di lì in poi avrebbe scalato l’altipiano prospiciente la Rift Valley; ciò determinò lo sviluppo di un popoloso insediamento formato da tutti gli operai, i tecnici e i dirigenti della ferrovia con le loro famiglie che continuò ad accrescersi fino a dare vita nel 1963 alla futura capitale del Kenya.

serpente 4Per poter ammirare da vicino le mastodontiche locomotive d’epoca dai nomi esotici e dallo scartamento ridotto, protagoniste della gloriosa East African Railways, si può visitare il Museo Ferroviario di Nairobi che conserva molti interessanti reperti, proprio in prossimità della stazione. Il treno viaggia tre volte alla settimana tutto l’anno; offre la prima, seconda e terza classe, una carrozza ristorante e impiega una notte ed una mattinata per arrivare  a  destinazione.

Nel biglietto di prima classe, è compreso il pernottamento in uno scompartimento con due letti, bagno e lavandino, la cena e la colazione forniti da un catering alberghiero.

Testo e foto Stefania Mezzetti

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