Il Montenegro affascina con città storiche, natura spettacolare e legami profondi con l’Italia, offrendo un viaggio tra mare Adriatico, montagne e testimonianze culturali uniche
Parafrasando il Don Abbondio manzoniano, potremmo aprire con “Montenegro! Chi era costui?”. Per tanti italiani il Montenegro è una vaga nozione geografica, solo per chi sa un po’ di storia è un nome legato alla Regina Elena e per i buongustai è legato all’omonimo amaro digestivo.
Eppure il Montenegro si presenta come uno dei paesi più suggestivi dei Balcani, affacciato sul mare Adriatico e caratterizzato da una sorprendente varietà geografica che unisce coste frastagliate, baie profonde e rilievi montuosi di grande imponenza.
La costa montenegrina, in particolare, è dominata dalle celebri Bocche di Cattaro, un sistema di insenature che ricorda un fiordo nordico e che rappresenta uno degli scenari naturali più spettacolari dell’intero Mediterraneo.
Cattaro, la perla del Montenegro
Parlando delle Bocche di Cattaro non si può non partire da Cattaro stessa, Kotor in lingua locale, che se ne sta protetta nella più profonda insenatura del fiordo. La città è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1979 per il suo eccezionale valore paesaggistico, culturale, architettonico e storico.
La sua storia risale all’epoca romana e bizantina, con un successivo periodo di controllo da parte di principati serbi, ma sicuramente la sua impronta più caratteristica, minimamente modificata dal seguente dominio austro-ungarico, risale al periodo in cui Cattaro apparteneva alla Serenissima Repubblica di Venezia. La protezione di Venezia ha sempre evitato a Cattaro di finire sotto l’impero ottomano, anche quando questo controllava tutto il territorio vicino.
Il centro storico perfettamente conservato, rinchiuso dalle mura, presenta la tipica struttura dei centri dove le influenze veneziane sono evidenti nell’architettura, nelle piazze e nelle chiese, come a Pola, Dubrovnik e tante altre località della Dalmazia. Negli stretti vicoli del centro circolano indisturbati un gran numero di gatti, una presenza caratteristica della città.

Le Mura di Kotor sono una vista incredibile da ammirare a Kotor. In piedi da oltre 1200 anni, queste mura hanno resistito a numerosi terremoti e sono una testimonianza della ricca storia della città e della resilienza del suo popolo. Costruite originariamente nel IX secolo, sono state continuamente modificate e migliorate fino al XIX secolo. Le fortificazioni offrono viste mozzafiato su Kotor e sono particolarmente incantevoli quando illuminate di notte.
Perast e Our Lady of the Rocks, storia e leggenda
Altra località molto famosa nelle Bocche, a pochi chilometri da Cattaro, è Perast, piccolo borgo barocco affacciato sulla baia, che conserva un’atmosfera sospesa nel tempo e testimonia l’antica ricchezza derivante dai traffici marittimi. Anche Perast mantiene una visibile impronta veneziana, ma la sua notorietà è legata, più che al borgo stesso, a ciò che vi si trova davanti.
Di fronte a Perast emerge infatti l’isola artificiale di Our Lady of the Rocks, cresciuta nel corso dei secoli grazie alla tradizione di gettare pietre in mare. Secondo la tradizione locale, a metà del XV secolo su uno scoglio in quel punto si sarebbe arenata un’immagine di una Madonna con bambino: portata nella chiesa locale, l’immagine sarebbe poi miracolosamente tornata il mattino seguente sullo scoglio.
Vista questa “preferenza”, gli abitanti del posto decisero di costruirvi un santuario e poichè essi vivevano soprattutto di pesca e commerci per mare, nacque l’usanza di ampliare l’isola gettando alla sua base una roccia al ritorno da ogni viaggio in mare.
Questo sito rappresenta tuttora non solo una meta turistica, ma anche un simbolo identitario del Montenegro, legato alla fede e alla cultura marinara della popolazione locale.
Herceg Novi tra turismo e tradizione
Herceg Novi, situata all’ingresso delle Bocche di Cattaro, prima della strettoia che trasforma le Bocche in fiordo, per questa posizione non ha potuto godere pienamente della secolare protezione veneziana ed è passata quindi più volte in mani straniere diverse, perfino spagnole. La città si distingue per la sua posizione panoramica e per la presenza di numerose fortezze costruite nel corso dei secoli.
La principale di queste è quella chiamata Kanli Kula, nome in lingua turca che significa “torre insanguinata”. Questo perchè gli ottomani la utilizzarono, oltre che per scopi militari, anche come prigione, come testimoniano numerosi disegni lasciati dai prigionieri sui muri delle celle. Oggi l’ampio piazzale è stato trasformato in un anfiteatro all’aperto che ospita eventi culturali.
Altro punto di interesse di Herceg Novi è il monastero ortodosso medievale di Savina. Secondo la leggenda, San Sava costruì nel XIII secolo la prima chiesetta intorno cui si sviluppò il monastero, che perciò porta il suo nome. L’attuale Grande chiesa risalente al XVIII secolo, opera del capomastro dalmata Nikola Foretic, rappresenta una delle strutture più belle dell’epoca barocca dalmata.
Come il termine Novi fa capire, Herceg Novi non ha le origini illiriche o romane degli altri più vecchi insediamenti, ma fu creata a fine XIV secolo da un duca (“Herceg”) bosniaco che voleva crearsi un proprio porto per affrancarsi dai dazi delle vicine Dubrovnik e Kotor.
Il Montenegro dal mare Adriatico alle montagne
Le Bocche di Cattaro sono spettacolari ma non offrono molte spiagge adatte per i bagni. Chi vuole andare in Montenegro per fare la classica vita di mare estiva deve senz’altro approfittare della splendida costa adriatica che va da Dulcigno (“Ulcinj”) a Budva. Quest’ultima rappresenta oggi il principale centro turistico del Montenegro, grazie alle sue spiagge sabbiose, alla vivace vita notturna e a un’offerta ricettiva in continua espansione.
Anche a Budva analogamente a Cattaro, è perfettamente conservato il centro storico cinto dalle possenti mura veneziane, con il Leone di San Marco scolpito al di sopra delle porte di accesso. Il cuore della città, caratterizzato da vicoli stretti e poche piazzette, racconta secoli di rapporti con Venezia di cui Budva fu città federata ma non possedimento.

Ma benchè la sua estensione sia circa pari a quella della sola Campania, il territorio del Montenegro è caratterizzato da una straordinaria diversità ambientale, che consente di passare in poche ore dalle spiagge del mare Adriatico alle montagne dell’entroterra. Alle spalle di Cattaro si alza il monte Lovcen, raggiungibile con una ardita starda di montagna tutta curve che offre viste incredibili sulle Bocche.
Il Lovcen è un simbolo nazionale e luogo di grande valore storico e culturale per la popolazione montenegrina, in quanto dominato dal mausoleo dedicato al poeta e sovrano Petar II Petrovic Njegos, figura centrale nella formazione dell’identità nazionale del paese.
Cetinje, la capitale storica
Scendendo dal monte Lovcen verso l’interno del paese si arriva a Cetinje, antica capitale storica, che mantiene un ruolo simbolico fondamentale, essendo stata il centro della monarchia montenegrina e della vita culturale del paese. La sua posizione decentrata sull’altopiano non attirò mai l’interesse dell’impero ottomano che non la conquistò, pur controllando i territori circostanti, e ne è prova la mancanza di qualsiasi moschea a differenza delle città prese dai Turchi.
L’importanza di Cetinje nasce nel 1878, quando al Congresso di Berlino il Montenegro ottiene il riconoscimento della sua sovranità e Cetinje, già sede del Principe Nicola, ne diventa capitale. Ciò comportò la costruzione di diverse sedi diplomatiche, ancora esistenti e considerate tra i più begli edifici della città. In particolare l’ex ambasciata italiana e il palazzo reale del principe Nicola (divenuto Re Nicola I del Montenegro) conservano per noi italiani interessantissimi ricordi dei rapporti familiari che portarono Elena, figlia di Nicola, a diventare la nostra Regina sposando Vittorio Emanuele III.

A questo matrimonio regale si lega un curioso aneddoto: quando Vittorio Emanuele si recò a Cetinje per chiedere al Re Nicola la mano della figlia, viaggiarono con lui anche alcuni studiosi sabaudi curiosi di conoscere questo “esotico” paese. Uno di loro, naturalista, scoprì delle erbe aromatiche che usò, insieme ad altre, per creare un suo elisir, poi ribattezzato Amaro Montenegro in occasione delle nozze reali. Il noto digestivo usa tuttora la ricetta originale.
Modernità e spiritualità nel Montenegro interno
Podgorica è diventata dopo la seconda guerra mondiale la capitale attuale del Montenegro, godendo di una posizione più centrale e raggiungibile che le ha consentito di diventare il centro politico ed economico del paese, con un volto moderno che riflette la crescita e le trasformazioni degli ultimi decenni. Resta nondimeno molto interessante e pittoresca la Città vecchia (Stara varoš), con alcune costruzioni che risalgono al periodo ottomano, tra cui la torre dell’orologio, il vecchio ponte sulla Ribnica e i resti di una fortezza.
A non molta distanza da Podgorica si trova uno dei luoghi di culto più riveriti dai fedeli ortodossi e non solo: il monastero di Ostrog. Posizionato contro una parete di roccia verticale, il monastero rappresenta un esempio unico di architettura religiosa e attira ogni anno migliaia di pellegrini e visitatori.
Il monastero fu fondato da Vasilije, vescovo dell’Erzegovina, nel XVII secolo, quindi non è particolarmente antico. Nondimeno vi giungono in pellegrinaggio credenti di ogni tipo, ortodossi, cattolici e musulmani poiché anche i fedeli di questi ultimi due culti ammettono le proprietà guaritrici delle reliquie di San Basilio. Secondo alcuni resoconti si sono infatti verificate alla presenza della salma del santo numerose guarigioni miracolose.

A parte l’aspetto religioso, l’interesse di Ostrog risiede sia nella sua posizione spettacolare che nei suggestivi affreschi che decorano due piccole chiese sotterranee, dipinti direttamente sulle pareti grezze delle grotte stesse su cui si integrano a perfezione.
Montenegro, un Paese tutto da scoprire
Il Montenegro è dunque una meta che in poco spazio racchiude elementi di grande interesse turistico:
- spiagge pulite dall’acqua trasparente, non deturpate da un’edilizia selvaggia
- monti coperti di boschi, protetti come Parchi Nazionali
- paesaggi spettacolari, in primis il complesso delle Bocche di Cattaro
- centri storici che conservano l’impronta veneziana
- riferimenti alle nozze reali e famosi luoghi di culto
Consigli di viaggio
Il modo migliore per visitare il Montenegro è senza dubbio viaggiare in macchina: le strade sono generalmente buone, i distributori di benzina frequentissimi, la segnaletica comprensibile. Naturalmente è altamente consigliato l’uso del navigatore, o integrato nell’auto o su telefonino (a questo proposito, per evitare elevati costi di roaming è consigliabile dotarsi di una SIM locale).
In mancanza purtroppo di un regolare collegamento marittimo diretto e volendo evitare il viaggio via terra da Trieste, per andare con la propria auto conviene prendere una delle comode navi di Adria Ferries da Bari o da Ancona verso Durazzo (Albania) e da lì passare in Montenegro. Ovviamente questa soluzione è ideale per chi, oltre al Montenegro, volesse visitare anche l’Albania.
Chi preferisce lasciare la propria macchina a casa può andare in aereo a Podgorica, o anche a Durazzo, come detto, e all’arrivo prendere un’auto a noleggio.
Per quanto riguarda la ricettività, considerare che, pur non mancando gli hotel, sono ampiamente più abbondanti le offerte di b&b, soprattutto in forma di appartamenti ad uso esclusivo che sono quasi sempre di recente costruzione, perfettamente arredati e dotati di TV, collegamento wifi e attrezzatura completa di cucina. Ovviamente consigliata la prenotazione preventiva, attraverso i portali che con una ampia galleria fotografica consentono di scegliere la sistemazione senza rischiare sorprese.
Ugo Dell’Arciprete


