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Avella un gioiello irpino incastonato nel monte Partenio

Avella un gioiello irpino incastonato nel monte Partenio
Avella il castello medioevale

Il Sistema Irpinia per garantire un nuovo sistema di accoglienza e una identità diversa della provincia di Avellino

Sono da poco trascorse le festività di fine anno ed è ora di pensare ai viaggi.

Accantonati per ora quelli all’estero, ci stiamo guardando intorno per cercare località vicine dove trascorrere qualche ora o qualche giorno per ritemprarci dell’inverno, ora che le giornate cominciano ad allungarsi. L’Irpina, stupenda località in provincia di Avellino, è una terra collocata  tra la Campania Felix e il Tavoliere delle Puglie, tra le montagne dei Lucani e quelle dei Sanniti.

Avella un gioiello irpino incastonato nel monte Partenio
Avella l’anfiteatro

È una terra che è stata odiata e amata, una terra ricca di corsi acqua che scorrono nel verde rigoglioso dalla natura incontaminata, dove si può ascoltare il rumore del silenzio, del vento e dei fiocchi di neve che cadono d’inverno. Sono vari i motivi che ci spingono a lasciare le nostre comode case e a togliere le pantofole per iniziare il viaggio che comincia da quando lo si immagina e dall’uscio di casa.

Avella, è la porta dell’Irpinia, il nostro viaggio alla scoperta delle località irpine può iniziare proprio da questa graziosa cittadina, una “green area” immersa nel verde, che caratterizza l’Irpinia e Avella come Città d’Arte. Dista 24 chilometri da Avellino, a 200 m.s.m. alle falde del Monte Partenio, ove sorge il famoso Santuario benedettino  di Montevergine del XII secolo. Le sue origini sono molto antiche, la città di Abella, uno dei più piccoli centri della Campania preromana e romana,  attratta nell’orbita della vicina e potente Nola, vantò come questa origine greca e un favoloso mitico re fondatore, da cui avrebbe avuto, nelle sue origini, il nome di Moera. Del periodo della sua autonomia politica resta il cosiddetto Cippo Abellano scoperto nel 1754 presso il Castello d’Avella, fra i più importanti documenti epigrafici della lingua osca, in cui si cita la convenzione fra  Nola e Abella per regolare il comune uso delle aree circostanti dedicate ad Ercole. Del periodo romano restano i resti delle mura del castello medievale  e le vestigia dell’anfiteatro, monumenti che vanno assolutamente visitati. Per arrivare ad Avella con l’auto bisogna seguire l’autostrada A 16 in direzione Bari, uscire a Baiano, proseguire su SS 7 bis per 3 chilometri.

Avella un gioiello irpino incastonato nel monte Partenio
il centro di Avella

La Fondazione Sistema Irpinia, di cui Avella fa parte,  è stata istituita dalla​ Provincia di Avellino per valorizzare il patrimonio culturale e per promuovere la valorizzazione  in una logica di sviluppo del territorio. La Presidente della Fondazione Sistema Irpinia, Donatella Cagnazzo, ha dichiarato: «Questo organismo ha lo scopo di rilanciare la nuova identità della provincia, sviluppare un’offerta territoriale unica e garantire un adeguato sistema di accoglienza. Dopo la fase emergenziale più forte del Covid abbiamo riscontrato un notevole interesse verso le aree interne caratterizzate da realtà storico culturali e anche imprenditoriali di grande prestigio».​​ ​ La scelta di suddividere la “Destinazione Irpinia” in distretti culturali ha portato a riconoscere la presenza di numerosi beni culturali e ambientali, servizi e attività produttive in sinergia tra loro. Una provincia divisa in 29 ramificazioni, ovvero hub territoriali, il cui fine ultimo è quello di ​ fornire accoglienza e informazione.

Avella un gioiello irpino incastonato nel monte Partenio
vini irpini

L’Irpinia è  una terra tutta da ​ scoprire,  al centro dell’Italia e della Campania, dove  in poco tempo si possono raggiungere  le altre province della Regione Campana. Una provincia fra le più belle d’Italia ricca di monumenti, chiese e di importanti parchi naturali con un elevato indice di biodiversità.
La tradizione enogastronomica è molto sentita con eccellenze gastronomiche e con la produzione di tre famosi vini DOCG: Taurasi, Greco di Tufo, Fiano di Avellino.

Harry di Prisco

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