Destinazioni

Una gita a Rieti, il primo ombelico d’Italia

Sono più di una le località del Centro Italia che si vantano di essere il centro geometrico della superficie coperta dal territorio italiano, e probabilmente oggi, con la potenza delle fotografie satellitari e della cartografia digitale, il dubbio potrebbe essere sciolto al millimetro. Ma sicuramente Rieti è stata la prima a vantare apertamente questa caratteristica.

Merito di un suo illustre cittadino, lo storico romano Marco Terenzio Varrone, nato a Rieti e vissuto nel primo secolo avanti Cristo, che nelle sue opere individuò nella zona di Rieti l’umbilicus Italiae. Non ci è pervenuta la citazione originale, ma Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia riporta che “Marcus Varro tradit Italiae umbilicum esse in agro reatino”.

Per rendere ancora più tangibile il diritto della loro città a fregiarsi del titolo, fin dal Seicento i reatini decisero di individuare esattamente il punto umbilicale nella Piazza San Rufo, e qui eressero una colonna poi sostituita nel 1950 da una lapide che reca la scritta “Centro d’Italia” in 20 lingue. Lo stesso titolo è attribuito ad un recente monumento circolare eretto al centro della stessa piazza, dono dell’università della capitale georgiana Tbilisi.

La storia di Rieti come centro d’Italia è una delle interessanti scoperte fatte da un gruppo di una ventina di giornalisti provenienti da tutto il centro Italia che hanno visitato domenica 10 ottobre il centro storico di Rieti per un educational tour organizzato dalla Camera di Commercio di Rieti e Viterbo con il supporto dell’Azienda Speciale Centro Italia Rieti. L’iniziativa era inserita nell’ambito del progetto “Turismo e Cultura”, volto alla valorizzazione del turismo lento nel capoluogo reatino e lungo il Cammino di Francesco e del progetto “PID – Punto impresa digitale”, che ha unito la tradizione all’innovazione rappresentata da un viaggio virtuale nella Rieti medievale.

È stata questa un’ottima occasione per conoscere una città come Rieti, succube forse dell’impari confronto con Roma che calamita tutti i turisti venuti nel Lazio, ma pure ricca di luoghi di interesse nell’ambito di un perfetto mix tra ricchezze storico-culturali, enogastronomiche e naturalistiche. Esemplare in quest’ultimo senso il limpido fiume Velino che attraversa la città offrendo scorci suggestivi sulle abitazioni caratteristiche che si affacciano sulle sue sponde e sui resti dell’antico ponte romano.

Se i resti del ponte sono l’unica vestigia romana in piena vista, altri tesori archeologici restano nascosti sotto la città moderna e possono essere visitati con appositi circuiti guidati. Rieti nacque infatti ad opera delle popolazioni sabine fin dall’inizio dell’età del ferro, ma la sua storia si fonde intimamente con le origini di Roma, dal leggendario ratto delle Sabine all’alternarsi dei primi re, Tito Tazio che regnò associato a Romolo, Numa Pompilio che conferì le leggi e i culti al popolo romano.

Nel 290 a.C. il processo di assimilazione fu definitivamente compiuto ad opera del console Manio Curio Dentato, che promosse la bonifica della pianura reatina, occupata dalle acque del Lacus Velinus, attraverso la canalizzazione ed il taglio delle Marmore, oggi in territorio umbro. La conquista romana comportò anche l’inserimento della Via Salaria, tracciato rudimentale già in uso da secoli da parte dei Sabini per raggiungere il mare Adriatico, nel sistema delle grandi vie consolari romane, e il suo potenziamento secondo i canoni architettonici romani.

Se prima la Salaria, provenendo da Roma, scavalcava su un ponte il fiume Velino, attraversava una zona pianeggiante e poi si arrampicava sulle pendici del colle su cui sorgeva Rieti, i romani concepirono la costruzione di un grandioso viadotto di collegamento, poggiato su ampi fornici costruiti con enormi blocchi squadrati di travertino. Il viadotto consentiva così una salita più agevole alla rocca di Rieti per carretti e viandanti, e soprattutto impediva che l’importante via Salaria venisse periodicamente interrotta dagli allagamenti prodotti dal Velino nella zona tra il fiume e la città.

Nel periodo medioevale al viadotto cominciarono ad affiancarsi costruzioni che usavano gli spazi sotto i fornici come magazzini e stalle, e nella parte più alta contenevano botteghe al livello stradale del viadotto, e abitazioni al piano superiore. Il viadotto venne così pian piano ad essere inglobato nella periferia della città e ad essere nascosto sotto le case: i suoi resti sono però ancora ben presenti nei locali sotterranei di vari palazzi di via Roma, la via moderna che è andata a ricoprire esattamente il viadotto romano.

Questi resti possono essere visitati con giri turistici organizzati da agenzie locali oppure, senza scendere fisicamente sotto terra, si può ricorrere all’affascinante esperienza immersiva “Medievalis Riscoperta” organizzata con l’ausilio di visori 3D dall’Associazione Riattivati, che permette di immergere i visitatori in un vero viaggio nella storia e nei costumi dell’epoca, grazie alla ricostruzione di scenari in realtà virtuale ed il supporto di innovativi contenuti multimediali.

Il viaggio virtuale nel Medioevo consente di riscoprire il paesaggio civile e religioso della città al tempo e il suo articolato sistema difensivo, percorrendo un viaggio nella storia attraverso il racconto degli importanti eventi che l’hanno vista protagonista, ma anche degli usi, costumi e altre curiosità della vita dell’epoca.

Oltre ai resti romani, e ai numerosi edifici religiosi e civili che sarebbe qui troppo lungo elencare, altre importanti vestigia del passato reatino sono le mura medioevali. Risalenti al XIII secolo, le mura circondano la città di Rieti sui lati settentrionale e orientale e comprendono numerose torri e portali. I lati occidentale e meridionale della città sono naturalmente protetti dal corso del fiume Velino. Più volte modificate e restaurate durante i secoli, le mura sono ancora oggi ampiamente visibili e costituiscono un’importante attrazione per la città. Possono essere annoverate tra le meglio conservate del Lazio e d’Italia, nonostante alcuni tratti della cinta siano stati demoliti per questioni di viabilità.

Naturalmente una visita di Rieti non può limitarsi a soddisfare lo spirito con l’ammirazione delle sue bellezze storiche ed artistiche, bisogna anche provvedere alle esigenze del corpo e a questo scopo c’è solo l’imbarazzo della scelta perché l’eccellenza della gastronomia sabina e dei suoi prodotti naturali fa sì che a Rieti si mangi bene praticamente dappertutto.

Segnaliamo comunque, per chi voglia fare una sosta rilassante con vista sui resti del ponte romano e del fiume Velino che vi scorre placido accanto, il Brass Food & Beer in Largo Fiordeponti 8 che propone ottimi snack e taglieri accompagnati da una vasta scelta di birre alla spina.

Per quanto riguarda invece i ristoranti, tra i tanti che propongono ottimo cibo ci sentiamo di segnalare in particolare l’osteria “Reati di gola”, perché oltre ad offrire saporiti piatti della tradizione gastronomica sabina svolge una importante funzione di supporto delle produzioni locali. L’osteria infatti è ubicata al primo piano di Via della Verdura 21, operando in stretta sinergia con il centro enogastronomico, turistico e culturale “Le Tre Porte – cibo turismo cultura” sito al piano terreno.

“Le Tre Porte” è stato aperto da “Campagna sabina” (www.campagnasabina.it, info@campagnasabina.it), cooperativa sociale e di comunità a prevalenza femminile che associa in rete più di 80 piccoli produttori di eccellenza del territorio, una rete che adesso è diventata la “Filiera Agricola Sabina e Valli Reatine”. Le Tre Porte ospitano in un unico luogo tutto il meglio della produzione enogastronomica della provincia di Rieti, e sono aperte per intrecciare esperienze di cibo, turismo e cultura: esperienze per conoscere ed apprezzare la cultura produttiva del territorio e tutte le specialità che ha da offrire, anche attraverso degustazioni guidate e iniziative di educazione alimentare; promozione di tutto ciò che di interessante ed attrattivo c’è uscendo da queste porte: itinerari, indirizzi, eventi di tutta la provincia; organizzazione di eventi culturali legati sempre a queste terre: incontri aperitivo, momenti conviviali, presentazioni di libri, seminari, dibattiti e corsi, musica dal vivo.

Per pianificare una visita a Rieti si può consultare il sito dell’Ufficio del Turismo comunale www.visitrieti.com o richiedere informazioni a turismo@comune.rieti.it o visitrieti@gmail.com. Chi non ama programmare e decide magari all’ultimo momento, in una bella giornata di sole, di andare alla scoperta di Rieti, può direttamente raggiungere la città e iniziare la visita con l’Ufficio turistico Visit Rieti di Piazza Vittorio Emanuele II, piazza centrale della città, dove troverà tutto il materiale cartaceo di interesse e gli utili consigli degli esperti addetti allo sportello.

Ugo Dell’Arciprete

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