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Una meno conosciuta “Madonna del Bosco”.

6-3-2012 Sesto 4 (1)Il Santuario dedicato alla “Madonna del Bosco” più famoso in assoluto in Lombardia è senza dubbio quello sito ad Imbersago; tuttavia anche gli abitanti di Sesto San Giovanni possono vantarne uno che ricopre un posto speciale nel cuore di tutti i fedeli della città.
Quello che si vede oggi del Santuario della “Madonna del Bosco” a Sesto San Giovanni non è l’aspetto originario della Chiesa, bensì l’effetto di un rifacimento totale avvenuto negli Anni Sessanta. Tuttavia ciò non deve trarre in inganno perché la storia di tale Santuario risale all’epoca di S. Carlo, ovvero sul finire del XVI secolo; il Santo, in un suo scritto parla proprio di questa Chiesa
oggetto di culto e venerazione da parte dei fedeli locali ma si sa anche che nel 1596 quella stessa Cappella è stata ricostruita in seguito alla sua distruzione. Lasciato andare nuovamente in rovina, l’edificio fu ricostruito nel 1860; un secolo dopo venne aggiunto il campanile (nel 1957) e durante gli Anni Sessanta è stato ricostruito completamente, sotto l’amministrazione di Don Milani, nuovo parroco della comunità religiosa.
Il Santuario riveste un ruolo di primaria importanza soprattutto per i culti del Mese Mariano al punto da divenire meta di pellegrinaggi di fedeli provenienti da altre parrocchie di Sesto San Giovanni. Il perché questo accada è presto detto: nella Chiesa è conservato ciò che resta di un dipinto della Bottega degli Zavattari (metà del XV secolo circa). L’originale viene esposto solo in
occasioni di grandissima importanza dal Parroco, quello che si vede abitualmente è una copia novecentesca, fedelissima. Il frammento rimasto (forse parte di una pala d’altare dipinta su legno, ma non si è ancora certi di ciò anche in virtù del fatto che mancano documenti e testimonianze certe a riguardo) è di incredibile bellezza, conserva una forza ed una purezza che lo rendono ancora più magnifico ed etereo. Il volto della Vergine è un ovale perfetto, l’incarnato è eburneo, appena colorito sulle gote e sulle labbra, lo sguardo non è diretto al visitatore ma è spostato altrove, in basso a destra per la precisione. La cura dei dettagli è strabiliante e la si può vedere ad esempio nelle pieghe del collo, nei boccoli ben delineati dei capelli biondissimi, nella forma a cuore delle labbra, nel drappeggio e nei decori del velo color zaffiro di Maria oltre che nei fregi dorati che ornano il suo abito. Il capo è ornato da una doppia decorazione: una corona posta sul velo, tempestata di pietre preziose, ed un’aureola d’oro con scritte gotiche che corre tutt’attorno alla testa. Magnifica!
Si ringrazia sentitamente don Tarcisio Ferri, parroco di Cascina de’ Gatti, per la collaborazione ed il materiale fornito.Madonna Bosco Sesto

Elisa Andreoni

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