Bellagio ritrova Palazzo Genazzini, uno dei suoi simboli storici, grazie a un restauro conservativo che unisce ospitalità di lusso e apertura al territorio.
Palazzo Genazzini torna a splendere sul lungolago di Bellagio. A partire dal prossimo 1° giugno 2026, la “perla del Lario” si riapproprierà di uno dei suoi edifici più iconici, lo storico ex Hotel Metropole, che dopo un imponente lavoro di riqualificazione cambia pelle e nome. Il nuovo corso della struttura sceglie di omaggiare il passato: il nome Genazzini ha infatti accompagnato l’ospitalità di questa dimora per quasi due secoli, con tracce documentate che risalgono addirittura al 1721. Non si tratta di una semplice apertura alberghiera, ma della restituzione di un pezzo di storia locale alla comunità e ai viaggiatori internazionali.
Situato in una posizione geografica privilegiata, l’edificio si affaccia direttamente sulle acque del Lago di Como, integrandosi nel tessuto urbano fatto di vicoli stretti, piazze storiche e panorami che hanno reso Bellagio celebre in tutto il mondo. La sfida del progetto è stata quella di trasformare una struttura d’epoca in un punto di riferimento per l’eleganza contemporanea, senza tuttavia intaccarne l’anima antica.
Un restauro tra conservazione e design d’avanguardia
Il recupero architettonico di Palazzo Genazzini porta la firma degli studi Francesco Pastorelli Architetti e Studio Reveria. La filosofia che ha guidato il cantiere è stata quella dell’ascolto del luogo. La scelta più significativa è stata il mantenimento integrale della facciata esterna, preservando la palette cromatica originaria per non alterare lo skyline di Bellagio, garantendo così una continuità visiva rassicurante per chi osserva il borgo dal lago.
All’interno, i lavori di smantellamento e ristrutturazione hanno riservato sorprese di pregio. Sono stati riportati alla luce e restaurati con minuzia gli affreschi storici e la monumentale scala in pietra, elementi che oggi fungono da perno narrativo dell’intero palazzo. I materiali scelti per gli interni riflettono l’eccellenza dell’artigianato italiano: marmo, legno e pietra convivono con parquet ispirati alle ville ottocentesche e carte da parati effetto seta. Ogni dettaglio, fino agli arredi disegnati su misura, parla il linguaggio del territorio, con richiami discreti come gli oblò che evocano il mondo della navigazione lacustre e decorazioni floreali che riprendono la flora locale.
L’ospitalità secondo la visione di Andrea Pavesio
La gestione della struttura punta a un posizionamento di altissimo profilo, ma con un approccio umano e personalizzato. Il General Manager, Andrea Pavesio, sottolinea come l’obiettivo non sia creare una “bolla” di lusso isolata, ma un luogo vivo. Secondo Pavesio, Palazzo Genazzini nasce dal desiderio di creare uno spazio intimo eppure aperto, dove il fascino senza tempo del Lago di Como incontri un servizio su misura per il viaggiatore moderno.
L’hotel dispone di 35 camere, di cui 20 suite, tutte accomunate da una vista mozzafiato che spazia dalle acque lariane alle vette montuose circostanti. L’idea di lusso qui proposta è misurata e autentica, lontana da eccessi formali, ma focalizzata sulla qualità dei materiali e sull’esperienza sensoriale del soggiorno.
Gastronomia e socialità tra il ristorante e il Rooftop Bar
Uno dei punti di forza del nuovo Palazzo Genazzini è la sua apertura verso l’esterno. Il Ristorante Genazzini 1788, il bar e l’atteso Rooftop Bar non saranno infatti riservati esclusivamente agli ospiti della struttura, ma si propongono come nuovi salotti urbani per gli abitanti e per i turisti di passaggio.
L’offerta gastronomica inizia alle 7:30 con la colazione al Ristorante Genazzini 1788, caratterizzata da una formula à la carte che mescola classici internazionali e pasticceria italiana. Durante il giorno, il bar esterno sulla piazza garantisce la continuità della tradizione del caffè italiano, mentre il ristorante offre un day menù versatile fino alle 17:00.
Il vero fulcro della vita sociale serale sarà però il Rooftop Bar. A partire dalle 17:30, la terrazza panoramica diventa il palcoscenico per la mixology di Alessandro Grechi. La proposta beverage, curata secondo i dettami della miscelazione gastronomica, sarà accompagnata da una selezione di crudi di pesce e tapas italiane. Per chi cerca un’esperienza più formale, la cena al ristorante offrirà una cucina ricercata in un ambiente classico, mentre il rooftop proseguirà fino a mezzanotte in un clima più dinamico.
Botanica e paesaggio nei giardini di Roberto Benatti
Il legame con la natura di Bellagio è suggellato dal progetto del verde, affidato al paesaggista Roberto Benatti. L’intervento non si limita a una funzione decorativa, ma integra botanica e architettura. I terrazzi delle suite sono stati concepiti come vere e proprie “composizioni pittoriche” ispirate ai giardini di Gertrude Jekyll, dove il variare delle stagioni modifica i volumi e i colori della vegetazione. Specie locali come le rose banksiae, i cipressi e le palme creano un ambiente su due livelli che garantisce privacy agli ospiti, pur mantenendo un dialogo visivo costante con il lago.



