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Biot la perla della Costa Azzurra

Biot la perla della Costa Azzurra
Biot il parco di Brague

La Costa Azzurra è formata da tante perle che insieme formano una delle collane più belle del mondo, una è certamente Biot che  in circa sessanta anni è divenuta la capitale del vetro soffiato.

La storia di questo villaggio occupato per 500 anni dai Romani è antica. I Cavalieri Templari prima, i Cavalieri di Malta poi – i quali rimasero fino alla Rivoluzione Francese – hanno segnato profondamente Biot. Di quel periodo tante vestigia, principalmente la croce maltese presente  anche nello stemma. Nel 1387 il paese venne distrutto dalla guerra, nel 1470 fu ripopolato da 50 famiglie emigrate dalla Liguria occidentale, che ne divennero la maggioranza della popolazione. Ancora oggi diversi abitanti parlano il dialetto locale che ha reminiscenze liguri. La particolarissima geo diversità che caratterizza Biot ha probabilmente segnato il destino del paese e ne ha determinato la storia fin dall’inizio.

Il mausoleo Chèvre d’Or

Tante le leggende, cioè racconti tradizionali legati anche a elementi magici, quella più significativa è quella della capra d’oro, che è una leggenda diffusa in Europa, fino alla Spagna e al Belgio, ma è in Provenza che ha riscosso maggior successo. Alla fine del Medioevo, infatti, gli abitanti della Costa Azzurra erano terrorizzati dai Saraceni che occupavano la regione e vi accumulavano tesori, a seguito di saccheggio. La storia inizia quando i Mori, dopo aver nascosto uno dei loro tesori, promettono di tornare per recuperarlo… ma non torneranno mai più. L’unico testimone del segreto dell’ubicazione del tesoro è una capra, che diventa poi la custode delle ricchezze sepolte. Non si contano i cacciatori di tesori che ancora oggi cercano il favoloso tesoro ! Essi vengono attratti dalla bellezza del suo mantello dorato, cercando di catturare la capra, si insinuano in passaggi sotterranei, restando intrappolati, dove li aspettano terribili draghi pronti ad ucciderli. È così che il tesoro non è mai stato scoperto. La creatura fantastica, le cui corna e gli zoccoli sono anch’essi d’oro, diventa visibile all’uomo solo di notte. La tentazione della facile ricchezza è stato sempre presente nell’animo umano. Il mito della capra d’oro divenne famoso nel XIX secolo, dando origine a numerosi nomi nelle terre di Provenza. Il mistero che avvolge il mausoleo di Biot ha sicuramente portato al legame a questa diffusa leggenda. Fin qui la storia leggendaria, la Chèvre d’Or è in vero un monumento funerario romano situato nella piana di Brague, sull’antico Chemin de Clausonnes che collega Biot a Vallauris. Situato su un colle che domina il paese, risale probabilmente ai primi secoli della nostra era. Il monumento è una piccola costruzione regolare di dieci metri, ed è probabilmente un mausoleo. Nelle vicinanze sono state portate alla luce tombe e urne che contenevano oggetti del periodo gallo-romano. Tuttavia, nessuna iscrizione fa luce sul mistero della sua destinazione.

Profondamente legato alla storia di Biot è il vaso.  Biot è stato per diversi secoli uno dei centri ceramici più importanti dell’intero bacino del Mediterraneo. Il vaso serviva come contenitore per olio, cereali, fichi, acqua ed era parte integrante della vita quotidiana. Le vetrine dell’Ufficio del Turismo espongono l’artigianato di Biot per tutta la stagione estiva. L’associazione “I creativi” allestisce poi un “negozio” di creazioni prodotte dai suoi soci professionisti con l’obiettivo di promuovere la ricchezza della creazione contemporanea attraverso oggetti esclusivi e opere accessibili a tutti.

Il campanile di Biot

Biot, è chiamata la  “Città della creatività” dall’atmosfera provenzale, nel cuore dell’arte e della modernità, si può fare un’esperienza unica con cinquanta artisti soffiatori di vetro, ceramisti, mosaicisti e creatori di gioielli che aprono i loro laboratori per mostrare il loro mestiere della lavorazione del vetro. Biot è la vera capitale del vetro, famosa in tutto il mondo per la tradizione del vetro a bolle. Da non perdere il Museo Nazionale Fernand Léger. Numerosi sono i tour  slow, dopo aver fatto una  visita per conoscere la storia della città,  ci si può immergere nella natura del parco protetto attraversato dal fiume La Brague (www.biot-tourisme.com). Il tema di quest’anno presentato da Atout France alla nuova edizione del Mediatour Francia, è il turismo green & blu con  una scelta ricchissima di proposte nella natura. Cinque percorsi a piedi sui numerosi sentieri segnalati, scoprendo  la natura selvaggia della valle del fiume Brague e le sue favolose cascate, 480 ettari fra magnifici paesaggi mediterranei.

Harry di Prisco

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