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Reportage

Il Salento d’inverno tra riti, tradizioni, presepi viventi e Fòcara di Novoli

Mare, terra e cielo. Tre elementi che in sé racchiudono l’anima del Salento, miscellanea di realtà territoriali così diverse ed uniche, sensazioni e stati d’animo che, solo godendone, si è in grado di percepire. Ma è dopo l’estate, nel periodo invernale depurato dall’esasperazione vacanziera, che emerge l’anima più intima e genuina di una terra che stupisce e che non si finisce mai di scoprire.

Inoltre, il Salento possiede l’invidiabile condizione di essere bagnato contemporaneamente da due mari – Adriatico ed Ionio – che mitigano il clima e ne esaltano la peculiarità caratteriale, gioviale ed ospitale della gente oltre a caratterizzare i numerosi prodotti di questa terra.

Sabbie finissime di spiagge in gran parte naturali e non sfruttate, che bordeggiano un mare cristallino, convivono con tratti di costa in cui servizi di prim’ordine, attività ricettive di livello ed un’offerta enogastronomica di qualità, accolgono il turista ed il visitatore assicurando il trascorrere di piacevoli vacanze. Così, a Porto Cesareo, che si affaccia sul mare Ionio, come a Castro marina, bagnata dall’Adriatico è possibile visitare oppure trascorrere una vacanza invernale, in strutture ricettive accoglienti (come Villa Anna Valeria di Castro- www.villaannavaleriacastro.it )  e gustando le specialità marinare che solo la cucina locale riesce a proporre (tra tutti, il ristorante Grand’Italia di Porto Cesareo, affacciato al mare. 0833/563094).

Mentre l’entroterra salentino, mette a disposizione una varietà di prodotti di qualità e di grande valore, nobilitati dalle invidiabili condizioni climatiche di cui possono godere. E’ il caso delle olive da cui è tratto un olio gradevole e nobile, per l’impegno di produttori agricoli e dei frantoi che, integrando la loro attività, riescono a fare nascere un prodotto ricercato e di grande tradizione. Come l’azienda Rizzello di Spongano (www.rizzellovinieolio.it) in cui viene trasformata, con metodi moderni, tradizione e sapienza, l’intera produzione aziendale di olive in olii di grande pregio, ricchi di personalità e piacevolezza.

Così come il frantoio Terre D’Arneo, gestito dall’omonima cooperativa a Guagnano che produce con impegno e dedizione olio di grande spessore e corposità qualità tipicche della migliore produzione olearia salentina.  Altra grande e rinomata risorsa agricola è costituita dalla coltura della vite da cui vengono estratti vini di elevata qualità, tutti insigniti da IGP o DOP tra cui spiccano il rinomato Negroamaro, il Primitivo, lo Chardonnay ed il Rosato di Negroamaro. Una produzione di livello è garantita da alcuni importanti vinicoltori come la cantina Rizzello  di Spongano, la Magistravini di Guagnano, terra d’elezione del Negroamaro (www.magistravini.it )

 e l’azienda vitivinicola Leone De Castris di Salice Salentino, con il suo “Five Roses”, il Salice Salentino, esportato da 70 anni e primo vino del Salento negli USA con tale etichetta. Inoltre, la terra salentina racchiude nella propria storia plurisecolare anche vestigia e testimonianze di popoli e riti antichi. Come ad Oria, in cui sulla sua rocca si staglia il magnifico e imponente castello ampliato nel ‘200 da Federico II, che domina i due mari, lo Jonio e l’Adriatico ed ai suoi piedi si snoda un centro storico di incomparabile bellezza che racchiude il caratteristico quartiere ebraico. Oppure ad Ortelle, a pochi passi da Castro, si può visitare la cripta di Santa Maria della Grotta per ammirare un raro affresco di Madonna raffigurata per ben due volte con copricapo regali. Mentre a Minervino, nei pressi di Ortelle, è visitabile nel parco della Preistoria, il dolmen più grande della Puglia, dopo quello di Bisceglie.

Nella regione, ma in particolare nel Salento, convivono l’antica tradizione religiosa di mandare in scena la Natività in pregevoli quadri animati e la venerazione ai santi Patroni, che avvicina questa terra al cielo attraverso riti profani di ringraziamento per i frutti della terra e sacri per protezione e prece rivolti alla Divinità ma anche al Patrono del paese. Tra i principali presepi viventi, da non perdere, nella sera del 24 dicembre, l’apertura il presepe vivente di Vignacastrisi in cui decine di figuranti offrono spaccati di vita e mestieri contadini ed una caratteristica Natività allocata in un frantoio apogeo. Per assaporare appieno la tradizione natalizia, ornata dall’ospitalità che solo gli abitanti di questa terra sanno dare, è consigliabile alloggiare in una delle numerose strutture ricettive organizzate nell’Associazione operatori turistici  di Vignacastrisi (www.vignacastrisi.it), che il paese mette a disposizione. Tra queste, da segnalare il B&B dell’azienda agrituristica “La Torre” (www.latorresalento.it), oppure il B&B “Donnalina” (www.donnalina.it). Mentre, per un gustoso e certamente indimenticabile momento enogastronomico, si consigliano il Ristorante “Mustafà” e l’agriturismo “Montenachiro” (www.agriturismomontenachiro.it). Bello anche l’antico presepe di San Donato, con scene ambientate nelle antiche case a corte del centro storico, mentre i visitatori attraversano il museo della civiltà contadina, situato in pieno centro cittadino. Ma è a Novoli l’evento di attrazione del’inverno pugliese; si tratta della Fòcara, antico rito pagano legato alla pianta della vite ed al lavoro dell’uomo, celebrato nella terra vocata alla produzione del Negroamaro  e compenetrato al rito sacro rappresentato dalla celebrazione e venerazione del santo Patrono del paese, Sant’Antonio Abate cui sarà dedicato il falò il prossimo 16 gennaio, vigilia della festa del Santo.

Le ampie volute di fumo aromatico che fuoriescono dal falò della Fòcara, costruito con fascine di tralci di vite, alto 25 metri e con un diametro di 20, si inerpicano fluttuando per giorni verso il cielo e fondono, come salendo un’impalpabile scala, la natura ed i frutti della terra allo spirito religioso di venerazione, di protezione e di supplica al Patrono cui è dedicato.

Piergiorgio Felletti

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