Veroli è uno dei centri storici più affascinanti della Ciociaria, una città ricca di arte, memoria medievale e tradizioni popolari che raccontano secoli di storia tra architetture sacre, antiche mura e usanze tramandate nel tempo
Adagiata alle pendici dei Monti Ernici che dominano la valle del Sacco, Veroli è una città dalle origini antichissime, fondata dai popoli ernici molto prima della conquista romana e poi diventata uno dei centri più importanti della regione nel corso dei secoli, grazie alla sua posizione strategica e alla presenza di importanti istituzioni religiose e culturali che ne hanno segnato profondamente lo sviluppo urbano e sociale.
Ancora oggi passeggiare nel centro storico di Veroli significa attraversare strade medievali, piazze scenografiche e palazzi storici che raccontano la lunga storia della città, mentre chiese monumentali, archivi e biblioteche testimoniano il ruolo che questo centro ha avuto per secoli nella vita culturale e religiosa della Ciociaria e dell’intero territorio laziale.
La stratificazione storica di Veroli è infatti visibile in ogni angolo della città, dove resti di epoca romana, architetture medievali e monumenti barocchi convivono armoniosamente, creando un patrimonio artistico di grande valore che continua ad attirare studiosi, visitatori e appassionati di storia provenienti da tutta Italia.
Il patrimonio storico e monumentale di Veroli
Tra i simboli più importanti della città spicca la Cattedrale di Sant’Andrea, uno degli edifici religiosi più rappresentativi di Veroli, che domina il centro storico con la sua imponente facciata e con un interno ricco di opere d’arte, affreschi e decorazioni che raccontano secoli di devozione e di storia ecclesiastica legata alla diocesi verolana.
Non lontano dalla cattedrale si trovano inoltre le antiche mura megalitiche, possenti strutture realizzate con enormi blocchi di pietra incastrati tra loro senza l’uso di malta, una tecnica costruttiva tipica delle civiltà preromane che testimonia l’importanza strategica dell’antica Verulae e la capacità ingegneristica delle popolazioni che abitavano questo territorio.

Tra le istituzioni culturali più prestigiose della città spicca la Biblioteca Giovardiana, fondata nel Settecento e considerata una delle biblioteche storiche più importanti del Lazio, che conserva migliaia di volumi antichi, manoscritti e documenti preziosi utili per ricostruire la storia culturale e religiosa di Veroli e del territorio circostante.
La biblioteca fu fondata nel 1773 da Vittorio Giovardi, nato a Veroli e protagonista di una importante carriera nelle istituzioni Vaticane, che non dimenticò il paese natale e ne scrisse profusamente nella sua Historia Verulana.
Cultura e memoria tra biblioteche e testimonianze storiche
Un luogo fondamentale per comprendere la storia più antica della città è poi il Museo Civico Archeologico, che conserva reperti provenienti dal territorio circostante e permette di ricostruire la vita quotidiana delle popolazioni che hanno abitato Veroli nel corso dei millenni, offrendo così una preziosa chiave di lettura per interpretare le origini della città.
All’interno del museo (diviso in tre aree: rossa, la vita della gente; blu, la morte; gialla, il sacro) sono esposti materiali archeologici di grande interesse, tra cui ceramiche, iscrizioni e oggetti d’uso quotidiano, che raccontano il passaggio dalle civiltà preromane alla dominazione romana, mentre pannelli esplicativi e percorsi tematici aiutano il visitatore a comprendere meglio l’evoluzione storica e culturale dell’antica Verulae.
Il museo conserva inoltre i Fasti Verulani, un’antica testimonianza epigrafica di epoca romana che riporta il calendario delle festività e delle ricorrenze pubbliche della città, documento che permette di comprendere meglio l’organizzazione della vita civile e religiosa nell’antica comunità verolana.

Queste testimonianze culturali rappresentano quindi un patrimonio di grande valore, perché permettono non solo di ricostruire la storia amministrativa e religiosa della città, ma anche di comprendere il ruolo che Veroli ha avuto per secoli come centro di riferimento culturale per tutta la Ciociaria.
Luoghi di fede tra Veroli e il territorio …
Un altro luogo di grande importanza spirituale è la chiesa di Santa Maria Salome, dedicata alla patrona della città e meta di pellegrinaggi fin dal Medioevo, quando la presenza delle reliquie della santa rese Veroli uno dei centri religiosi più frequentati dell’Italia centrale da fedeli provenienti anche da regioni lontane.
Salome (da non confondere con la Salomè della danza dei sette veli) era la suocera di S. Pietro, e fu una delle pie donne che andarono al sepolcro di Cristo per ungerne il corpo. Madre degli Apostoli Giacomo e Giovanni, secondo la tradizione sarebbe venuta anche lei in Italia poco dopo il genero e avrebbe subito il martirio nei pressi di Veroli, per poi avere la sua sepoltura in città.
All’interno della chiesa si trova inoltre la celebre Scala Santa, composta da una serie di gradini che i pellegrini salgono tradizionalmente in ginocchio come gesto di devozione e penitenza, una pratica che ancora oggi richiama numerosi fedeli e rappresenta una delle tradizioni religiose più suggestive legate alla spiritualità verolana. Fu Benedetto XIV, in visita alla città nel 1751, a concedere a Veroli l’onore della Scala Santa, unica oltre a Roma e Gerusalemme.
Poco distante dalla città si erge poi la splendida Abbazia di Casamari, uno dei monasteri cistercensi meglio conservati d’Italia, la cui architettura romanico-gotica e la straordinaria armonia degli spazi interni rappresentano un esempio perfetto della spiritualità e della sobrietà che caratterizzavano l’ordine monastico nel Medioevo. L’abbazia continua ancora oggi a essere un importante centro religioso e culturale, dove i monaci custodiscono una lunga tradizione spirituale e culturale fatta di studio, preghiera e accoglienza dei visitatori, contribuendo così a mantenere vivo il legame tra la città di Veroli e il suo territorio.
… ma anche tradizioni, arte moderna e paesaggio
Accanto al patrimonio artistico e religioso storico, Veroli conserva anche interessanti esempi di arte moderna. All’entrata della città si può ad esempio ammirare il Monumento della Pace, struttura metallica a doppio semicerchio incrociato, che accoglie 111 pietre simboliche cedute da altrettante nazioni a simboleggiare la fraternità nel mondo. Il monumento fu inaugurato nel 2016 alla presenza di delegati di 60 delle nazioni rappresentate dalle pietre.

Non manca naturalmente un ricco patrimonio di tradizioni popolari che raccontano la vita quotidiana della comunità e che ancora oggi vengono ricordate durante feste, rievocazioni e manifestazioni dedicate alla cultura locale. In particolare la sagra delle crespelle, celebrata la seconda domenica di Marzo, rappresenta uno dei momenti più attesi dell’anno, perché unisce gastronomia, musica e convivialità, trasformando le piazze e le strade del centro storico in un luogo di incontro dove residenti e visitatori possono scoprire i sapori della tradizione locale.
Un’altra tradizione storica della popolazione locale è quella delle balie, donne che si occupavano dell’allattamento e della cura dei bambini di famiglie ricche, soprattutto romane o napoletane, che disdegnavano queste incombenze. Il mestiere di balia era molto gradito alle donne locali, che invece della dura vita nei campi vivevano in dimore signorili, erano ben ricompensate e spesso restavano affezionate ai bimbi da loro curati anche quando questi crescevano.
Non si può infine dimenticare che Veroli, avendo un territorio comunale molto vasto che arriva al confine con l’Abruzzo, contiene anche una splendida varietà di paesaggi montani e di località che si prestano magnificamente a picnic sui prati, passeggiate nei boschi e anche arrampicate su cime di tutto rispetto, come la zona di Prato di Campoli alle pendici di Monte Passeggio e Pizzo Deta.
Veroli e sorelle Capitali Italiane della Cultura 2028?
Grazie al suo straordinario patrimonio storico, religioso e culturale, Veroli rappresenta insieme ai vicini centri di Alatri, Anagni e Ferentino la vera anima della Ciociaria, capace di raccontare attraverso monumenti, archivi e tradizioni popolari una storia lunga più di duemila anni che continua a vivere nel tessuto urbano della città.
E proprio in forza di questa specificità ha preso vita il progetto di proporre la candidatura congiunta dei Comuni di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli a Capitale Italiana della Cultura 2028. Il Comitato organizzatore diretto dal Dr. Antonio Ribezzo, Presidente dell’Archeoclub d’Italia – Ferentino, ha operato dai primi del 2025 per questa candidatura, raccogliendo il sostegno convinto, oltre che delle istituzioni e degli abitanti di queste quattro città, anche di tutti i rimanenti Comuni della provincia di Frosinone e della stessa Regione Lazio.
Visitare Veroli significa quindi immergersi in un paesaggio fatto di arte, memoria e spiritualità, dove ogni strada e ogni piazza custodiscono tracce del passato e dove le tradizioni popolari continuano a mantenere vivo il legame tra la comunità e la propria storia.
Questo equilibrio tra patrimonio monumentale, cultura e identità popolare rende Veroli una destinazione particolarmente affascinante per chi desidera conoscere più da vicino la storia e le tradizioni della Ciociaria, scoprendo una città capace di unire il fascino del passato alla vitalità della vita contemporanea.
Riferimenti utili
Pro loco di Veroli: Via Vittorio Emanuele, 12 tel. 0775 238929 mail prolocodiveroli@libero.it www.prolocoveroli.it
Guida turistica abilitata: D.ssa Beatrice Cretaro tel. 346 2151275 mail beatricecretaro@libero.it
Pernottamento e ristorante consigliato: Hotel Relais Filonardi Piazza Dei Franconi, 1 info@filonardi.it www.filonardi.it
Ugo Dell’Arciprete


