Nel Paese asiatico, la Corea trasforma ogni pasto in un racconto di territorio, memoria, condivisione e creatività, capace di accompagnare il viaggio attraverso sapori antichi e nuove tendenze
In Corea il cibo non rappresenta soltanto qualcosa da assaggiare, perché racchiude una cultura gastronomica costruita nei secoli attraverso ingredienti stagionali, tecniche differenti e tradizioni che cambiano da una regione all’altra. Inoltre, la tavola permette di conoscere il Paese partendo dalla quotidianità e arrivando progressivamente alle esperienze più contemporanee della gastronomia.
Sedersi a tavola significa quindi entrare in contatto con una destinazione attraverso il gusto, seguendo un percorso che dalle preparazioni domestiche conduce alle specialità regionali, ai mercati, allo street food e infine ai café e alle bakery delle grandi città. In questo itinerario, memoria e innovazione convivono continuamente nelle diverse esperienze gastronomiche locali.
Uno degli aspetti più caratteristici della Corea gastronomica riguarda il modo stesso di stare a tavola, dove la condivisione assume un ruolo centrale. Un pasto tradizionale comprende generalmente riso e zuppa, accompagnati dai banchan, piccoli piatti da condividere che possono includere kimchi, verdure condite e preparazioni a base di carne o pesce.
Condivisione e rituali della tavola
Questa filosofia trova una delle sue espressioni più significative nel Kimjang, la pratica collettiva dedicata alla preparazione e alla condivisione del kimchi. Dal 2013 questa tradizione appartiene al Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO e testimonia il valore della cooperazione tra famiglie e comunità, mantenendo vivo un patrimonio gastronomico strettamente legato alla vita sociale.
Più che seguire una successione prestabilita di portate, la tavola coreana invita ad assaggiare e combinare sapori diversi, come avviene nel bibimbap, dove riso, verdure e altri ingredienti si mescolano nella stessa ciotola. Analogamente, il ssam propone carne e condimenti avvolti in una foglia di lattuga o perilla e gustati insieme in un solo boccone.
Anche il Korean barbecue esprime pienamente questa dimensione conviviale, perché la carne cuoce direttamente al tavolo e viene accompagnata da verdure, salse e banchan. Di conseguenza, il pasto diventa un’esperienza condivisa, nella quale la preparazione si svolge davanti ai commensali e il momento gastronomico si trasforma in occasione di incontro e partecipazione.
La geografia del gusto
Parlare di cucina coreana significa raccontare un mosaico di tradizioni locali, influenzato dalla particolare geografia del Paese. Circondata dal mare su tre lati e caratterizzata da montagne, pianure fertili e quattro stagioni ben definite, la Corea dispone di una notevole varietà di ingredienti, prodotti e preparazioni, che assumono caratteristiche differenti nei diversi territori.
A Jeonju il protagonista è il celebre bibimbap, mentre Busan propone il dwaeji gukbap, una zuppa di maiale servita con riso. Inoltre, Chuncheon è conosciuta per il dakgalbi, preparazione di pollo piccante saltato con verdure, mentre l’isola di Jeju è famosa per il caratteristico maiale nero, legato alla tradizione gastronomica locale.
Anche alcuni prodotti raccontano in modo preciso il rapporto tra gastronomia e territorio, come i funghi di pino di Yangyang, le ostriche di Tongyeong e il ginseng di Geumsan. Le bevande seguono la stessa geografia del gusto, con il makgeolli, tradizionale bevanda di riso non filtrata, e il soju di Andong tra le specialità più rappresentative.
Seguire i sapori diventa così un modo diverso di attraversare la Corea, osservando come territorio, clima e tradizioni abbiano contribuito a creare identità gastronomiche differenti. Ogni specialità offre infatti un punto di accesso alla storia e alla cultura locale, permettendo al viaggiatore di collegare ciò che assaggia al luogo nel quale quella preparazione ha sviluppato le proprie caratteristiche.
Corea, dai mercati ai café
Il viaggio gastronomico prosegue nei mercati e tra le bancarelle dello street food, elementi fondamentali della vita quotidiana e della cultura culinaria della Corea. Tra i grandi classici del bunsik, espressione semplice e informale del cibo di strada, figurano i tteokbokki, i mandu e i Korean hot dog, proposti con consistenze e ripieni differenti.
I tteokbokki sono iconici gnocchi di riso serviti con salsa piccante, mentre i mandu sono ravioli disponibili con diversi ripieni e modalità di cottura. I Korean hot dog, invece, combinano una superficie croccante con un interno morbido e rappresentano uno degli esempi più riconoscibili dello street food contemporaneo, particolarmente presente nelle aree urbane.
Nelle grandi città, ristoranti, bakery e café mostrano invece il volto più contemporaneo della Corea, reinterpretando ingredienti e ricette e intercettando rapidamente le nuove tendenze. Inoltre, questi luoghi diventano spazi nei quali la tradizione dialoga con influenze internazionali, dando origine a proposte capaci di adattarsi ai gusti e alle abitudini di un pubblico sempre più ampio.
Tradizione e nuove tendenze
Tra i fenomeni più curiosi del momento figura il Dubai Chewy Cookie, diventato virale sui social e ormai presente nelle vetrine di numerosi café coreani. Marshmallow, crema al pistacchio e kadaif croccante si incontrano in un gioco di consistenze che ha conquistato il pubblico e ha favorito diverse reinterpretazioni locali, mostrando la rapidità con cui i trend gastronomici circolano.
Accanto alle tendenze internazionali continuano tuttavia a trovare spazio preparazioni dalla lunga tradizione, come il tteok, realizzato a base di riso, e gli yakgwa, dolci al miele oggi riscoperti anche attraverso interpretazioni contemporanee. Questo equilibrio consente alla cucina coreana di conservare preparazioni storiche senza rinunciare alla sperimentazione e alla capacità di dialogare con nuovi linguaggi gastronomici.
Proprio l’incontro tra memoria e innovazione rappresenta uno degli elementi più interessanti della Corea contemporanea, perché ogni esperienza gastronomica può diventare una tappa del viaggio. Dalle specialità regionali ai banchan condivisi, dai mercati tradizionali ai café di tendenza, il cibo offre quindi molteplici occasioni per conoscere il Paese attraverso prospettive diverse e complementari.
In definitiva, seguire la gastronomia permette di attraversare la Corea con uno sguardo che unisce cultura, territorio e contemporaneità, senza separare le ricette dalla vita quotidiana. Inoltre, la varietà delle esperienze rende possibile passare dalla convivialità della tavola tradizionale alla creatività urbana, scoprendo come il gusto continui a raccontare l’identità di un Paese in costante evoluzione.
Per maggiori informazioni sulla destinazione e sulle esperienze descritte, è possibile consultare english.visitkorea.or.kr, portale ufficiale dell’ente turistico coreano.
Ugo Dell’Arciprete


