“Al Vecchio Convento” Albergo diffuso e Ristorante gourmet

“Al Vecchio Convento” Albergo diffuso e Ristorante gourmet

Al Vecchio Convento è a Portico di Romagna (Fc) nell’Alta Valle del fiume Montone. È  di proprietà della famiglia Cameli che lo gestisce da circa 40 anni.

 

Portico di Romagna, in provincia di Forlì Cesena, uno dei tre paesi che danno vita al Comune di Portico e San Benedetto (gli altri sono San Benedetto in Alpe e Bocconi), è una piccola realtà di poche centinaia di anime placidamente adagiata nell’alta valle del fiume Montone.
Per secoli questi territori hanno fatto parte della Romagna Fiorentina e ne conservano ancora oggi la struttura agraria, l’urbanistica e le varie architetture.

Da Forlì, per arrivare da queste parti bisogna percorrere la Statale 67 Tosco Romagnola che si inerpica fino al Passo del Muraglione che divide l’Emilia Romagna dalla Toscana.

Quando si arriva nel territorio di questo comune, il primo paese che si incontra è proprio Portico. Appena si lascia la Statale e si imbocca Via Roma, la strada principale di Portico, sembra di fare un balzo indietro di parecchi secoli perché l’impronta medievale del borgo è rimasta intatta fino ai giorni nostri.

Il centro storico è caratteristico e suddiviso nei tre livelli dell’epoca collegati da suggestivi percorsi pedonali. I Tre Borghi costituiscono il piano inferiore, quello a ridosso del fiume, formato dalle tipiche case medievali di pietra, a sviluppo verticale, un tempo abitate dagli artigiani e dalla plebe.
I Borghi arrivano fino allo splendido Ponte della Maestà (dedicato alla Beata Vergine), un elegante e slanciato manufatto in pietra “a schiena d’asino”, ad una sola arcata, costruito presumibilmente nel XIV secolo.

Il ponte, che collega le due sponde del torrente Tramazzo, è ancora originale e nessun restauro è stato fatto da quando è stato costruito. Di fronte, dalla parte opposta rispetto all’abitato, c’è la “Cappella della Visitazione” che si trova sul “Cammino di Assisi”, il percorso che San Francesco fece dalla Toscana alla Romagna.

Il piano intermedio, che si sviluppa su  via Roma, è quello dei palazzi signorili del XIII e XIV secolo delle famiglie nobili che risiedevano o villeggiavano a Portico, come i Traversari di Ravenna ed i Portinari di Firenze la famiglia resa famosa da Beatrice. È impreziosito da tre portici differenti del Mercato, della Fontana e della Pace.

Il terzo livello, quello più “in alto”, era riservato al potere politico, militare e religioso rappresentato, ad esempio, dal palazzo dei Capitani, dalla torre civica con campanone ed orologio a pesi, dalla chiesa del castello, dal complesso di Santa Maria in Girone con l’ultimo giro di mura e dalla imponente torre Portinari.

Ritornando verso via Roma, si passa davanti ad una singolare biblioteca, aperta tutti i giorni da mattina a sera. La singolarità sta nel fatto che non ci sono addetti ed  ognuno può entrare, cercare un libro che gli interessa, portarselo a casa, leggerlo e poi riportarlo o anche tenerselo riportandone però un altro.
La “filosofia” è quella del “book sharing” chiaramente descritta in un cartello all’entrata: “Entra!!!!! Prendi un libro è gratis. Se vuoi puoi ritornare a trovarci e portare qualche libro”.

Una delle cose di cui gli abitanti vanno fieri è l’incontro fra Dante Alighieri e Beatrice Portinari sua musa ispiratrice per la Divina Commedia. Della vicenda ne parla un cartello turistico in bella mostra all’entrata del paese.  Secondo una leggenda popolare, il “sommo poeta” e l’amata Beatrice si sarebbero conosciuti proprio a Portico. Presumibilmente, o quasi certamente, è solo una bella leggenda, però il fatto che Dante Alighieri arrivò in queste zone come esule, all’inizio del XIV secolo, ne ha alimentato i particolari trasformandola quasi in una notizia veritiera da parlarne con orgoglio. Da tramandarla di generazione in generazione fino ad oggi anche perché è emozionante pensare che la Divina Commedia sia stata ispirata da questo luogo.

Portico è il paese dei presepi

Portico mantiene viva un’antica tradizione: quella di allestire i presepi lungo le vie del paese. Per tale motivo è conosciuto anche come “Il paese dei presepi”.
Quindi le feste di Natale possono essere l’occasione per visitare questo antico paese pieno di straordinari presepi dislocati sui tre livelli  compresa la panoramica terrazza dell’ultimo piano.
Nei giorni festivi del periodo di esposizione dei presepi, che in genere va dall’8 dicembre alla metà di gennaio, sono sempre in programma spettacoli di intrattenimento come concerti, canti, musiche, artisti di strada.
Al crepuscolo si possono ammirare le illuminazioni degli allestimenti che creano un’atmosfera veramente suggestiva. E’ possibile ristorarsi con caldarroste, vin brulè, polenta, piadina fritta, tortelli alla lastra e dolci fatti in casa in appositi spazi lungo la via principale.

“Al Vecchio Convento” un trestelle in una location suggestiva

All’inizio di via Roma, si trova anche un interessante albergo ristorante. Il nome: “Al Vecchio Convento”. Un piacevole “trestelle” collocato in un palazzo del XVIII secolo, dove si respira un’atmosfera romantica e poetica. 
La sua particolarità, o meglio una delle tante, è quella di essere stato  il primo Albergo Diffuso dell’Emilia Romagna e, per tale motivo, il posto giusto per “vivere la vacanza” in maniera diversa, entrando a far parte da subito del paese, per conoscere la Romagna, la sua cucina e le sue tradizioni.
Oggi le camere sono 16, a cui bisogna aggiungere alcuni appartamenti dislocati nel centro storico, a poche decine di metri dall’albergo.  Gli interni, anche se dotati di ogni comfort, conservano le caratteristiche originali, nel rispetto dell’ambiente e della tradizione.
I mobili sono tutti  originali e risalenti alla fine del ‘700 e fatti costruire a suo tempo su misura per le camere di quei tempi. I tendaggi, gli oggetti in ferro battuto e le ceramiche dipinte a mano ad opera di artigiani locali contribuiscono al fascino antico di questo luogo.

La cucina è il regno Giovanni Cameli, dove si alterna con i figli Massimiliano e Matteo, due chef d’eccezione. Anche Giovanni è molto bravo e la sua cucina, come ama spesso ripetere, è quella tipica romagnola “che miscela tradizione e innovazione. La mia filosofia è che devono essere cibi salutari con grande rispetto del territorio, delle stagioni e della qualità”.

I piatti proposti sono al tempo stesso semplici e raffinati e reinterpretano in maniera sapiente le specialità tipiche della Romagna. Una deliziosa fusione tra la tradizione romagnola e le ricette di chef stellati. I prodotti utilizzati sono quasi sempre a “chilometro zero”: tartufi, funghi, cacciagione, prodotti dell’orto, salumi e formaggi dei migliori produttori. Inoltre, da primavera all’autunno l’orto  fornisce ingredienti biologici di prima qualità.

Massimiliano che, oltre ad essere sommelier, è anche pasticcere, è  l’autore dei tanti dolci che quotidianamente vengono proposti ai clienti. Matteo invece è molto bravo con l’arte bianca e prepara con maestria il pane che viene servito ogni giorno sulle tavole dei commensali.

Il menù si può dire che cambia giornalmente. La sala principale del ristorante, ricavata all’interno dell’antico granaio può ospitare un’ottantina di persone. Ci sono anche alcune salette ciascuna per poche persone per incontri e cene di lavoro.
Qui la regina è Marisa Raggi, la moglie di Giovanni, che accoglie gli ospiti e propone loro le varie specialità gastronomiche.
Per il miglior abbinamento cibo vino ci pensa Massimiliano che consiglia i giusti abbinamenti di vino scegliendo tra le circa 150 etichette, per lo più romagnole, della cantina fra cui Sangiovese, Albana, Pignoletto e l’onnipresente Cabernet Sauvignon.

Massimiliano e Matteo sono chef di eccezione sempre alla ricerca di nuovi abbinamenti e nuovi piatti. Vengono invitati molto spesso all’estero, il più delle volte nel Nord Europa,  per far apprezzare la cucina romagnola anche a quelle latitudini.
Grande successo ha avuto una loro recente “spedizione” in Islanda dove i due chef hanno portato in degustazione tipicità della Romagna in abbinamento con vini pure romagnoli. Il successo è stato enorme e per certi versi anche sopra le aspettative.

I due chef organizzano, assieme alla locale Pro Loco, anche la manifestazione “Chef sotto il Portico” che ogni anno, questa volta il 13 e 14 luglio, trasforma Portico di Romagna in un grande ristorante “open air”.
L’idea è venuta a Massimiliano durante uno dei suoi frequenti viaggi all’estero. Alcuni suoi amici chef avevano deciso di preparare i loro piatti in strada proponendoli poi ai passanti per renderli partecipi di un’esperienza di alta cucina.
Da qui prese corpo l’idea di “Chef sotto il Portico”, giunta alla decima edizione, incentrata sulla partecipazione di una decina di chef internazionali, ogni anno diversi, che preparano i vari piatti direttamente in strada, per la gioia delle centinaia di persone che qui arrivano per effettuare un piacevole giro del mondo gastronomico che dura una sera, all’interno delle mura di questo borgo, che è indubbiamente uno dei più affascinanti e meglio conservati della Romagna.

Al Vecchio Convento la vacanza è a 360°

Da vari anni la famiglia Cameli ha allargato i propri orizzonti proponendo agli ospiti anche varie attività collaterali.
In tal modo ogni giorno, gli ospiti del “Vecchio Convento” possono partecipare a qualcosa di diverso: dalle escursioni enogastronomiche in Romagna e nella vicina Toscana,  alle passeggiate a cavallo per arrivare alle “uscite” in mountain-bike.
Sono in programma anche vere e proprie “spedizioni” nei boschi circostanti  alla ricerca dei tartufi (in compagnia di Matteo chef e tartufaio provetto che, assieme ai suoi cani da tartufo, guida gli ospiti nella ricerca del pregiato tubero) o escursioni guidate nel  Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e nelle città d’arte della Romagna.

A pochi chilometri da Portico, precisamente sul Monte Busca, c’è anche il vulcano più piccolo d’Italia.
Il fenomeno, noto come “fontane ardenti”, è rappresentato da una fiamma perenne che fuoriesce direttamente dalla terra, dovuta ad emanazioni di idrocarburi gassosi che a contatto con l’ossigeno emergono e danno vita a questo fenomeno, dal fascino particolare specialmente al tramonto o con la neve.

Sono anche in programma corsi di cucina per imparare a preparare i tipici piatti romagnoli ed anche percorsi di degustazione dei vini e dei  prodotti tipici di questa terra straordinaria.
Chi interessa potrà anche cimentarsi nella pittura ad acquerello guidato dai diplomati dell’Accademia di Belle Arti. Molto apprezzata anche la Scuola di italiano per stranieri, che ha iniziato ad operare alcuni anni fa nella canonica della chiesa di Santa Maria in Girone, con docenti professionisti che hanno alle spalle anni di esperienza nell’insegnamento a studenti stranieri.

Info e prenotazioni: www.vecchioconvento.it

Articolo di Tiziano Argazzi

By | 2019-04-21T21:59:38+00:00 aprile 2019|Destinazioni|