Destinazioni

Carnia uno spicchio di bellezza nel Friuli

In friulano Cjargne spirit  salvadi. Carnia spirito selvatico. Una terra con maestose montagne, ampi spazi naturali e ricca di vallate spettacolari.

La Carnia, uno spicchio d’Italia, incastonato nelle Alpi Carniche, è un incanto della natura. E’ racchiusa tra l’Austria a nord ed il Veneto ad ovest, e si spinge ad est fino alla Slovenia.
È la destinazione perfetta per trascorrere alcuni giorni o solo un weekend a contatto con la natura e assaporarne i prodotti genuini. Qui natura, storia, tradizioni, gastronomia ed ospitalità sono unite in maniera indissolubile. Una terra che piaceva tanto anche al poeta Giosuè Carducci, che qui ha soggiornato per ragioni di salute. Pare per un esaurimento nervoso che gli procurava malinconia, scacciata grazie alle rilassanti passeggiate e alla buona tavola.

Chissà quante emozioni hanno suscitato nel Carducci le montagne antiche e la serena bellezza dei paesaggi carnici! Parte di queste emozioni le ha trasmesse ai lettori nella poesia “In Carnia” ed il turista attento le vuole cogliere e rivivere. Salendo sulla cima del Monte Zoncolan si spera di vedere le bionde streghe germaniche che, trasportate dalle nuvole durante le notti di temporale, si riuniscono in gran segreto sul vicino Monte Tenchia. Qui danzano e cantano canzoni dolcissime. Il loro cantilenare richiama sul pianoro, che prende nome appunto di Pian delle Streghe, le streghe che abitano la Carnia. I loro girotondi lasciano per terra cerchi di erba, non solo calpestata ma avvizzita e  bruciacchiata, segno evidente del loro passaggio.

Ma perché l’animo si lasci suggestionare  bisogna raggiungere il Monte Zoncolan, che è un punto di partenza per tanti sentieri e tracciati. Per organizzare l’escursione nel migliore dei modi è meglio fare riferimento a Silvio Ortis (tel. + 39 0433 775150) esperto e accompagnatore di mountain bike, simpatico e cordiale. Aiuta i turisti a programmare le vacanze con escursioni anche a piedi ma lui ovviamente preferisce la mountain bike, naturalmente a pedalata assistita. Con i suoi consigli anche chi non è espertissimo potrà con un po’ di impegno pedalare sulla salita del Giro d’Italia del Monte Zoncolan, considerata una delle più dure d’Italia. Certamente la si potrà percorrere in auto ma, una volta in cima, la soddisfazione non sarà la medesima. La fatica, per chi decide di percorrere la strada in mountain bike, è ben ripagata.

A 1.750 m di quota, raggiunto il monumento del ciclista e immersi nella quiete, si gode di un panorama che abbraccia tutta la meravigliosa Carnia. Uno spettacolo grandioso. Nelle giornate di cielo limpido l’occhio spazia tra la vista della laguna di Grado e le Alpi Carniche.

Se poi lungo la via che porta sullo Zoncolan capitasse di inciampare, sportivamente nel rialzarsi, si potrebbero usare le stesse parole di Carducci scritte nella lettera alla moglie «Questa mattina ho fatto l’ascensione di un monte. Ho dato un capitombolo nello scendere. Ma sto bene».

D’inverno lo scenario cambia. Lo Zoncolan diventa un esteso polo sciistico, quello di maggior spicco del Friuli Venezia Giulia.Lungo i suoi versanti, piste con diversi gradi di difficoltà, per un totale di quasi 30 km, accolgono gli appassionati degli sport sulla neve . Ma ci sono anche tante possibilità per chi ama lo sci di fondo ed anche per  chi predilige camminate con le ciaspole che da questa parti si chiamano cjaspe. La destinazione è anche adatta per una famiglia con bambini. Non mancano accoglienti rifugi per ristorarsi.

Carnia è anche il piacere di sedersi a tavola

Il movimento fatto mette appetito. La prossima tappa da raggiungere, questa volta per fortuna tutta in discesa, si chiama Baita da Rico in località Ciarcenal, pochi chilometri dopo Sutrio. Un locale accogliente che in cucina rispetta la tradizione usando ingredienti locali e genuini.  Ventotto sono i primi piatti proposti. Tutti i primi indicati nel menù, dalle tagliatelle, agli gnocchi, sono rigorosamente fatti  a mano. Come pure gli immancabili cjarsons, di cui ogni locale conserva la propria e unica ricetta. Una specie di ravioli a forma di mezzaluna preparati con pasta di patate che racchiude un ripieno di  spezie, frutta secca, uva sultanina ed erbe aromatiche che crescono spontanee in questi prati. Sono tantissime, tutte ottime da mangiare. Un tesoro di profumi che insaporiscono ad arte le pietanze ma anche garantiscono la salute nel piatto grazie alle loro proprietà nutrizionali.

Di certo non manca la polenta abbrustolita con il frico, un morbido e curioso miscuglio di vari formaggi e patate. E’ pronto quando forma una crosticina croccante da ambo le parti. Da servire bello caldo e filante.

Anche i dolci sono preparati in casa. I biscotti a forma di esse, rustici e fragranti preparati con il genuino il burro di malga, chiudono il pasto con bontà e senza appesantire.

Baita da Rico è un posto tranquillo dove rimanere seduti a tavola senza fretta e degustare le specialità proposte dal cuoco. Che è sempre Silvio Ortis! Personaggio davvero poliedrico. Bravo non solo in sella alla mountain bike ma anche in cucina.

Silvio Ortis gestisce il ristorante ed il bar con il figlio Matteo che mette tutta la passione derivata dalla sua giovane età. I coperti nelle due sale sono 80 con possibilità di mangiare, durante la bella stagione, fuori in giardino dove i bambini si possono divertire e giocare.

A primo piano della Baita i turisti possono trovare ospitalità nelle quattro camere da letto con bagno (dodici posti letto in tutto) per dormire in un contesto  rilassante e immersi nel silenzio della natura circostante (www.baitadarico.it).

Il relax ed il benessere arrivano da Arta Terme

Tante però sono le località da visitare, tutte piene di selve, sentieri e cime che rasserenano e tranquillizzano l’animo.

Un posto ideale dove soggiornare, dal quale muoversi per conoscere le altre bellezze del territorio, è ad Arta Terme, scelto anche dal Carducci. Località termale, a 442 metri di altitudine, immersa nel verde della Val But delle Alpi Carniche. Le proprietà curative delle acque sulfuree che sgorgano dalla Fonte Pudia erano già conosciute dai romani prima di Cristo. Le acque delle terme di Arta debellano i disturbi alle vie respiratorie, al fegato, alla pelle, combattono artriti, artrosi e nevralgie. Curano anche i postumi di lesioni e fratture. Proprio grazie alle millenarie virtù curative di queste acque è stato costruito il  moderno “Palazzo della acque”, un centro benessere dove ritagliarsi delle parentesi di relax.

Terapie tradizionali con acque e fanghi termali coesistono con i reparti dedicati ai trattamenti estetici di dermocosmesi viso e corpo e massaggi di benessere. Due sono le piscine, con acqua calda di diverse temperature (una che oscilla tra i 33° e i 35°C e l’altra tra i 29° e i 30,5°C) dotate di idromassaggio che si affacciano sul verde del parco grazie a grandi vetrate. L’area wellness (con sauna tradizionale e bio sauna alle erbe, bagno turco, percorso kneipp, talassoterapia, doccia emozionale e doccia scozzese) ritempra il corpo e, perché no, anche lo spirito. Una palestra ben attrezzata consente di praticare un allenamento con piccoli attrezzi e con i circuiti cardio-fitness per migliorare il tono muscolare e per ritornare in forma. Lo stabilimento è aperto sia in inverno che in estate e la struttura è convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale (www.termearta.org).

La gente del posto che al primo sguardo appare chiusa in se stessa e di poche parole è solita salutare con un “mandi”, un saluto confidenziale e amichevole, che nella lingua carnica equivale a più di un arrivederci. E’ piuttosto un augurio di un felice ritorno. Allora “Mandi Carnia per una nuova indimenticabile vacanza”.

Dove pernottare: ad Arta Terme si consiglia l’Hotel Gardel un discreto trestelle superior. Cortesia e cordialità  sono garantite. L’hotel è dotato di un Centro Benessere con piscina e il personale della SPA  proporrà tanti programmi, pacchetti e percorsi personalizzati che vanno dalle cure estetiche ai massaggi, salute e coccole sono assicurate. Buono il ristorante che, accanto ai gustosi piatti della cucina tipica locale, ne propone  anche altri studiati e calibrati per contribuire al raggiungimento della forma ideale (www.gardel.it).

Dove mangiare: sempre ad Arta Terme, vicino al centro termale, si consiglia la cucina dell’agriturismo Randis, che propone  le eccellenze  del territorio, quali i cjarsòns alle erbe aromatiche, gli gnocchi, polenta con  il frico, i formaggi di malga e l’immancabile strudel insieme ad altri dolci tipici fatti in casa. Tutto preparato con prodotti genuini. Il Randis ha un maneggio dove imparare equitazione Il proprietario Massimo Peresson è stato nel 2002 campione europeo di trekking a cavallo (www.agriturismorandis.it).

Info: Carnia Welcome – www.carnia.it, www.ebike.fvg.it/zoncolan

Testo di Dorina Cocca

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