Il Madagascar è una delle mete più straordinarie al mondo per gli amanti della natura. Isolatasi dall’Africa milioni di anni fa, ha dato origine a un ecosistema autonomo, dove la maggior parte delle specie è endemica. Per chi desidera scoprire le meraviglie naturali dell’isola, due riserve sono imperdibili: la Riserva di Kirindy, nel cuore dell’ovest malgascio, e la Riserva di Palmarium, sulla lussureggiante costa orientale. 

Kirindy: tra foresta secca e incontri ravvicinati con il fossa

Nel Madagascar occidentale, a due ore da Morondava, la Riserva di Kirindy protegge uno degli ultimi lembi di foresta secca decidua. Si tratta di un ecosistema fragile e in progressiva scomparsa, caratterizzato da una vegetazione che cambia volto con le stagioni: alberi spogli e paesaggi quasi lunari durante la stagione secca, verde brillante e vitalità durante le piogge.

Il nome stesso, Kirindy, significa “foresta fitta con animali selvatici” nella lingua locale. E infatti questo angolo remoto dell’isola è un concentrato impressionante di biodiversità. Qui vivono numerose specie di lemuri, tra cui il sifaka di Verreaux, famoso per i suoi salti laterali, e il lemure bruno dalla fronte rossa. Non è raro imbattersi anche nel minuscolo microcebo di Berthe, considerato il primate più piccolo al mondo, lungo pochi centimetri e grande quanto un pollice umano.

Ma l’incontro più emozionante è senza dubbio quello con il fossa, il predatore terrestre più grande del Madagascar. Elegante, agile, misterioso, questo carnivoro somiglia a un felino ma appartiene alla famiglia delle manguste. Kirindy è uno dei pochissimi luoghi dove è possibile osservarlo nel suo habitat naturale, in particolare tra settembre e novembre, durante la stagione degli amori.

Il fascino della notte: Kirindy sotto le stelle

Quando il sole tramonta, Kirindy rivela un volto ancora più affascinante. Le escursioni notturne, organizzate con guide locali esperte, offrono la possibilità di osservare una fauna completamente diversa: lemuri notturni dagli occhi grandi, gechi mimetici, camaleonti addormentati sui rami e anfibi dai colori brillanti.

Uno degli avvistamenti più interessanti è quello del Furcifer labordi, un camaleonte che vive solo pochi mesi, il cui ciclo vitale è tra i più brevi conosciuti tra i vertebrati terrestri. Anche il misterioso serpente Langaha madagascariensis, con il suo curioso naso allungato, è una delle meraviglie di queste notti nella foresta.

Palmarium: sogni d’acqua e lemuri nella foresta litorale

Scopri lemuri, fossa e aye-aye tra Kirindy e Palmarium: due riserve uniche per vivere la natura più autentica del Madagascar - ViaggiareNews

Dall’altra parte dell’isola, sulla costa orientale, il viaggio prosegue verso una riserva completamente diversa. Palmarium, conosciuta anche con il nome poetico di Ankanin’ny Nofy – “nido dei sogni” – si raggiunge solo via acqua, attraverso una tranquilla navigazione sul Canale di Pangalanes. L’arrivo è già di per sé un’esperienza, tra specchi d’acqua, villaggi di pescatori e vegetazione rigogliosa.

Qui il paesaggio cambia: la foresta secca lascia spazio a un habitat litorale fatto di palme, pandanus, orchidee selvatiche e piante carnivore. In questo ambiente ricco di umidità, diverse specie di lemuri vivono in semi-libertà, abituate alla presenza dei visitatori. Camminando nei sentieri della riserva, può capitare di essere avvicinati da un sifaka diadema, da un lemure nero curioso o dall’imponente indri, il più grande lemure vivente, noto per il suo richiamo che riecheggia nella foresta al mattino, come un canto ancestrale.

L’aye-aye: il fantasma della notte

Uno dei motivi per cui Palmarium è una tappa così speciale è la possibilità – rarissima – di osservare da vicino l’aye-aye, uno dei primati più enigmatici del pianeta. Attivo solo di notte e spesso considerato un animale “fantasma” per la difficoltà di avvistarlo in natura, l’aye-aye ha un aspetto davvero singolare: grandi occhi, orecchie simili a quelle di un pipistrello e un dito medio allungatissimo che utilizza per cercare insetti sotto la corteccia o per estrarre polpa dai frutti.

Purtroppo, antiche credenze malgasce lo considerano un portatore di sfortuna, e questo ha contribuito alla sua persecuzione in molte zone del Paese. A Palmarium, invece, vive protetto su una piccola isola all’interno della riserva, dove viene monitorato e studiato grazie alla collaborazione con progetti di conservazione. Le escursioni notturne guidate sono l’unico modo per osservarlo in condizioni etiche e sicure, e rappresentano uno dei momenti più emozionanti del viaggio.

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