Dal 27 marzo la storica struttura del Renon inaugura la stagione 2026 tra architettura d’avanguardia e ospitalità sostenibile

L’altopiano del Renon si prepara a riaccogliere uno dei suoi simboli più prestigiosi. Il 27 marzo 2026 segna la data ufficiale di riapertura del Parkhotel Holzner, storica struttura di Soprabolzano che da oltre 120 anni detta gli standard dell’accoglienza altoatesina. Situato a 1.200 metri di altitudine, l’hotel non è solo una destinazione per i viaggiatori in cerca di relax, ma un vero e proprio manifesto di come la memoria storica possa fondersi con la visione architettonica contemporanea e il rispetto per l’ambiente.

Un secolo di storia sospeso tra Bolzano e le Dolomiti

La posizione dell’Holzner è strategica e suggestiva: immerso in un parco privato di quasi 10.000 metri quadrati, l’hotel funge da cerniera tra la vivacità urbana di Bolzano, raggiungibile in pochi minuti tramite la storica funivia, e la quiete mistica delle Dolomiti. Fondato nel 1908 come Hotel Oberbozen, la struttura è legata a doppio filo alla nascita della Ferrovia del Renon, che all’inizio del secolo scorso trasformò l’altopiano nella meta prediletta della borghesia mitteleuropea.

Oggi, giunto alla quarta generazione della famiglia Holzner, l’albergo conserva quell’eleganza informale che lo ha reso celebre. Non si tratta di un lusso ostentato, ma di un’arte dell’accoglienza che privilegia il rapporto umano e la cura meticolosa dei dettagli. La riapertura primaverile promette di restituire ai visitatori un luogo dove il tempo sembra rallentare, permettendo una riconnessione profonda con il paesaggio circostante.

Il dialogo architettonico: dove il 1908 incontra il futuro

Uno degli aspetti più affascinanti del Parkhotel Holzner è la sua evoluzione strutturale. Dal 2013, un ambizioso progetto di ristrutturazione firmato dallo studio Bergmeisterwolf ha saputo rinnovare l’identità dell’hotel senza tradirne l’anima Liberty. Gli interventi non sono stati concepiti come aggiunte posticce, ma come un dialogo armonico tra materiali ed epoche diverse.

  • L’Ala Bergmeister e le Suite Eden: Esempi di come il calcestruzzo a vista e il vetro possano convivere con il legno e la pietra locale.

  • La Liberty Spa: Un’area benessere che si estende verso il parco, integrando saune panoramiche e piscine che si affacciano direttamente sul profilo delle cime dolomitiche.

  • La Torre Storica: Ricostruita per restituire slancio alla silhouette dell’edificio, armonizzando gli ornamenti originali del primo Novecento con linee essenziali e moderne.

Questa coesistenza tra heritage e modernità crea un’atmosfera internazionale, pur mantenendo quell’intimità domestica che solo una gestione familiare secolare può garantire.

Sostenibilità certificata e l’eccellenza del Restaurant 1908

Nel 2026, l’ospitalità non può prescindere dall’etica ambientale. L’Holzner ha trasformato la sostenibilità in una pratica operativa trasparente, come dimostra la certificazione EarthCheck ottenuta nel 2024. L’intera struttura è alimentata da un impianto a biomassa che fornisce energia pulita non solo alle camere, ma anche alle residenze della famiglia proprietaria, creando un modello di economia circolare applicata al turismo.

Il fiore all’occhiello di questa filosofia è senza dubbio il Restaurant 1908. Guidato dallo chef Stephan Zippl, il ristorante ha recentemente confermato la prestigiosa Stella Verde Michelin. La proposta culinaria di Zippl, denominata RE:VIER, si fonda su quattro pilastri: ingredienti locali, filiera corta, stagionalità assoluta e una creatività che trae ispirazione diretta dai boschi e dai prati del Renon. Accanto all’esperienza fine dining, gli ospiti possono godere della maestosa sala Liberty per le colazioni, vivendo un rito quotidiano fatto di prodotti del territorio e lentezza rigenerante.

Con la riapertura del 27 marzo, il Parkhotel Holzner si conferma dunque come una destinazione d’eccellenza per chi cerca un viaggio consapevole. È la dimostrazione che la vera modernità risiede nella capacità di custodire il passato, trasformandolo in un’esperienza sensoriale rivolta al futuro.

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