Ferentino è una delle città più affascinanti della Ciociaria, dove monumenti romani, chiese medievali e tradizioni popolari raccontano oltre duemila anni di storia nel cuore del Lazio
Arroccata su un colle che domina la valle del Sacco, Ferentino è oggi un ammirevole esempio di convivenza tra appartato centro storico e vivace realtà industriale. Se infatti la citata valle pullula di industrie che, attirate da questa estremità settentrionale del territorio della vecchia Cassa del Mezzogiorno, fanno della zona di Ferentino una delle più attive del centro Italia, il suo nucleo storico vive una vita senza stress.
Si può dire che valga ancora il consiglio che dava il poeta romano Orazio in una lettera all’amico Sceva: “Se a te piace la vita tranquilla ed il sonno protratto al giorno pieno, se ti seccano polvere e frastuono di ruote, allora ritirati a Ferentino; perché lì anche chi non è ricco può godere “.
A proposito di poeti latini, possiamo inoltre ricordare che di questo territorio ciociaro collocato alle pendici dei Monti Ernici parlò anche Virgilio che in un passo dell’Eneide recita: “Hernica Saxa colunt quos dives Anagnia pascit”. Ossia la ricca Anagni nutre coloro che vivono tra le rocce erniche.
E proprio a questa denominazione si è ispirato il Comitato organizzatore diretto dal Dr. Antonio Ribezzo, Presidente dell’Archeoclub d’Italia – Ferentino, che dai primi del 2025 ha operato per proporre la candidatura congiunta dei Comuni di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli a Capitale Italiana della Cultura 2028. Candidatura che ha raccolto il sostegno convinto, oltre che delle istituzioni e degli abitanti di queste quattro città, anche di tutti i rimanenti Comuni della provincia di Frosinone e della stessa Regione Lazio.
L’Acropoli e le mura megalitiche
La storia di Ferentino è sempre stata dunque intimamente legata alla città di Roma, da quando questa nel 361 a.C. conquistò la principale città fortificata degli Ernici. Ferentino visse un periodo di grande splendore tra il primo secolo a.C. e il secondo d.C., soprattutto al tempo degli imperatori Traiano e Adriano, ma anche in tarda età repubblicana.
I censori Aulo Irzio e Marco Lollio curarono un importante rifacimento di quella che era già stata l’Acropoli degli Ernici, trasformandola in una imponente fortezza innalzata su mura megalitiche. Al di sotto della spianata sommitale, che ospitava i principali edifici civili e religiosi, fu realizzato un criptoportico che secondo la tradizione fu tra l’altro il luogo in cui fu tenuto prigioniero il centurione romano martire cristiano canonizzato come Sant’Ambrogio e patrono di Ferentino (nulla a che vedere con l’omonimo milanese).
Il criptoportico, che ancora oggi conserva un’atmosfera suggestiva e misteriosa, è luogo di memoria per i ferentinati, per la presenza di un sacrario dedicato alle oltre 400 vittime civili dei bombardamenti alleati del maggio 1944. La strage fu causata dal tentativo delle forze alleate di bloccare la risalita verso nord delle truppe tedesche in ritirata dalla battaglia di Montecassino: purtroppo Ferentino pagò così a caro prezzo il fatto di essere ad un incrocio strategico tra l’asse stradale sud-nord e quello est-ovest.

Mura megalitiche sono anche quelle che cingono la parte più antica dell’abitato, costruite con enormi blocchi di pietra perfettamente incastrati tra loro senza malta, suscitando meraviglia per la precisione costruttiva. Diverse porte varcano le mura, dalla Porta Montana nel punto più alto alla Porta Sanguinaria nel più basso, così detta o per una cruenta battaglia svoltasi lì nell’antichità o perchè da lì i condannati a morte andavano verso il patibolo.
Gli altri grandi monumenti romani di Ferentino
Accanto all’Acropoli si trova il Mercato romano, un complesso di ambienti e strutture del primo secolo a.C. che testimoniano l’intensa vita commerciale dell’antica città. Qui mercanti e cittadini si incontravano per acquistare prodotti provenienti da tutta la regione, e ancora oggi è possibile riconoscere l’organizzazione degli spazi che servivano a botteghe, magazzini e attività quotidiane.
È interessante notare come gli ingegnosi architetti romani abbiano dato un particolare orientamento all’arco di ingresso della struttura, in modo tale che al levarsi del sole i raggi penetrassero fino alla profondità del mercato, facilitando così il lavoro agli agricoltori e pastori che venivano di prima mattina a vendere i loro prodotti.
Non lontano da queste strutture sorge il teatro romano, uno dei monumenti più rappresentativi della Ferentino antica. Costruito sfruttando il naturale pendio del colle, l’edificio ospitava spettacoli e rappresentazioni pubbliche, diventando un importante luogo di incontro per la comunità cittadina, dove la cultura e l’intrattenimento si fondevano nella vita sociale della città. Il teatro è stato recentemente oggetto di restauro, liberandolo dalle case che nei secoli scorsi alcuni avevano costruito sulla cavea.
Tra i documenti più preziosi della storia cittadina figura il celebre testamento di Aulo Quintilio Prisco, inciso direttamente sulla faccia levigata di una roccia poco fuori città, anche questo recentemente restaurato. L’epigrafe ricorda che Aulo Quintilio lasciò i suoi beni in eredità a Ferentino chiedendo che ogni 5 anni, nel suo giorno natale, la città distribuisse parte delle rendite alla popolazione.

Le chiese storiche nel cuore di Ferentino
Il Duomo, dedicato ai Santi Giovanni e Paolo rappresenta uno dei luoghi più importanti della spiritualità cittadina. Costruita sopra strutture romane con splendide decorazioni cosmatesche e arricchita nei secoli da interventi artistici e architettonici, la chiesa custodisce opere d’arte e testimonianze storiche che raccontano il ruolo centrale della fede nella vita della comunità di Ferentino.
Tra gli edifici religiosi più suggestivi spicca anche l’abbazia di Santa Maria Maggiore, situata in una posizione panoramica e caratterizzata dall’architettura gotico cistercense tipica del XIII secolo. Le sue decorazioni, gli altari e le opere presenti all’interno raccontano la devozione popolare e il gusto artistico sviluppatosi nei secoli nella città.
Un complesso particolarmente curioso è la Chiesa dei Cavalieri Gaudenti con l’attiguo palazzo omonimo, collegata all’ordine religioso-cavalleresco noto come Ordine dei Frati Gaudenti. Non si pensi però a orge e banchetti: l’unica cosa di cui godevano i frati era l’esenzione perpetua dalle tasse cittadine, in cambio della difesa della religione e del buon vivere civile.
La chiesa di Santa Lucia (anche detta di San Biagio), più raccolta e intima rispetto agli altri edifici sacri della città, conserva tuttavia un grande valore storico e devozionale. Nel corso dei secoli ha rappresentato un punto di riferimento per la vita quotidiana degli abitanti, che qui si riunivano per celebrazioni, feste religiose e momenti di comunità.
Tradizioni popolari e personaggi famosi di Ferentino
Tra le manifestazioni più sentite della città spicca la processione di Sant’Ambrogio, patrono di Ferentino, che ogni anno coinvolge l’intera comunità in un momento di intensa partecipazione religiosa e civile. Durante la celebrazione le vie del centro storico si riempiono di fedeli per venerare il passaggio della statua argentea del santo protettore.

Un elemento caratteristico dell’identità culturale locale è rappresentato dalle ciocie, le tradizionali calzature dei pastori della Ciociaria. Realizzate in cuoio e legate alla gamba con lunghe stringhe, queste scarpe sono diventate nel tempo un simbolo dell’intera regione e ancora oggi vengono indossate durante feste, rievocazioni e manifestazioni folkloristiche.
Ferentino vanta di aver dato i natali a Don Giuseppe Morosini, sacerdote che aiutò la resistenza romana ai nazifascisti e a cui è ispirata la figura del sacerdote interpretato da Aldo Fabrizi in Roma città aperta. Un personaggio invece che non è nato a Ferentino ma vi ha lasciato le sue tracce è Celestino V, il Papa del “gran rifiuto”: vi fondò il Monastero di Sant’Antonio Abate, che ospitò le sue spoglie prima che fossero traslate nell’abbazia di Collemaggio. A Ferentino resta tuttavia il cuore di Celestino, custodito presso il monastero delle Clarisse: in onore del Santo dal 2002 si celebra ogni anno il tradizionale palio, o giostra dell’anello.
Un’altra categoria storica della popolazione locale era quella delle balie, donne che si occupavano dell’allattamento e della cura dei bambini di famiglie ricche, soprattutto romane o napoletane, che disdegnavano queste incombenze. Il mestiere di balia era molto gradito alle donne locali, che invece della dura vita nei campi vivevano in dimore signorili, erano ben ricompensate e spesso restavano affezionate ai bimbi da loro curati anche quando questi crescevano.
Riferimenti utili
Pro loco di Ferentino: Piazza Mazzini tel. 0775 245775 mail info@proloco.ferentino.fr.it www.proloco.ferentino.fr.it
Sosta pranzo consigliata: Trattoria Consolare Via di Palazzo Consolare 1 tel. 0775 961092 mail trattoriaconsolare@libero.it
Ugo Dell’Arciprete



