Storie di donne che hanno contribuito a ripopolare l’Appennino parmense creando nuove imprese tra agricoltura, ospitalità e sostenibilità

L’Alta Valtaro e la Valceno raccontano oggi un Appennino vivo e dinamico, dove imprenditrici provenienti da grandi città hanno deciso di cambiare vita, investendo energie e competenze in territori spesso colpiti dallo spopolamento, ma ricchi di risorse naturali e culturali.

Da Milano, Varese e Genova, queste donne hanno scelto un’esistenza più autentica, legata alla terra, all’agricoltura biologica e all’ospitalità sostenibile, dimostrando come l’Appennino possa essere un laboratorio di nuove opportunità economiche e sociali.

In questo contesto, il territorio di Visit Emilia, che comprende le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, diventa un esempio concreto di rinascita, dove la qualità della vita si misura anche nella capacità di creare futuro.

Un campeggio innovativo nel cuore dell’Appennino

Simona Terenzio è stata una pioniera nell’Appennino parmense, creando uno dei primi campeggi con tende yurta nell’Oasi WWF dei Ghirardi, un’idea nata dalla volontà di coniugare turismo, natura e rispetto ambientale.

Dopo un’esperienza come segretaria e un primo B&B, ha scelto di reinventarsi, trovando nelle tende mongole una soluzione compatibile con il clima e il paesaggio dell’Appennino, trasformando un’intuizione in un lavoro stabile e innovativo.

Oggi l’Agriturismo Ca’ Cigolara ospita viaggiatori, praticanti di yoga e discipline olistiche, dimostrando come uno stile di vita più semplice e relazioni autentiche possano diventare un valore aggiunto per il territorio.

Dalla città all’agriturismo biologico di montagna

Laura Bevilacqua ha lasciato Milano per stabilirsi a Borgotaro, nel cuore dell’Appennino Tosco-Ligure-Emiliano, trasformando una passione per la cucina e il biologico nell’Agriturismo Bio Terra Antica.

Tra boschi, faggete e sentieri, Laura e la sua famiglia coltivano orti, frutteti e producono miele, zafferano e confetture biologiche, offrendo ospitalità e ristorazione basate su ingredienti a chilometro zero.

Secondo Laura, questo cambiamento ha migliorato profondamente la qualità della vita, e grazie all’impegno costante ha contribuito a incrementare il turismo in una valle che, vent’anni fa, offriva poche opportunità.

Recuperare il passato per creare nuove attività

Chiara Palumbo ha trovato nell’Appennino parmense il luogo ideale per realizzare un sogno nato quasi per caso, recuperando un antico mulino ottocentesco nella campagna di Bardi.

La Corte del Mugnaio è diventata un country chic B&B e un home-restaurant, dove Chiara ha creato un’azienda agricola biologica e una risto-bottega che valorizza prodotti fatti in casa.

Attraverso creatività e tenacia, questa esperienza ha contribuito a rivitalizzare l’Alta Valtaro e Valceno, dimostrando come l’Appennino possa offrire spazi di autenticità e silenzio ricercati da molti viaggiatori.

Giovani imprese agricole nell’Appennino

A Strela di Compiano, Simona Gambarini ha scelto di tornare alle origini, avviando insieme al marito un allevamento biologico di bovini di razza piemontese, creando l’Azienda Agricola Costalta.

Pur provenendo da un percorso professionale diverso, ha deciso di reinventarsi, trovando nell’Appennino un equilibrio tra lavoro, natura e qualità della vita, nonostante le difficoltà iniziali.

Questa esperienza dimostra come il ritorno alla terra possa rappresentare una scelta sostenibile e replicabile per chi desidera un futuro diverso, anche in territori marginali.

Un vivaio coraggioso di montagna

Clara Ghinassi ha trasformato un terreno abbandonato dell’Appennino in un vivaio sostenibile, Verde Strela, dedicato a piante ornamentali, fiori da taglio e varietà antiche.

Dopo una carriera come architetto e project manager, ha scelto una vita più coerente con i suoi valori, seguendo ritmi naturali e promuovendo un uso responsabile delle risorse.

Partecipando ai mercati locali e organizzando laboratori, Clara porta simbolicamente un pezzo di Appennino in città, rafforzando il legame tra montagna e pianura.

Zafferano e collaborazione tra le attività della valle

Sara Tambini rappresenta una nuova generazione di imprenditrici dell’Appennino, avendo rilevato l’agriturismo Il Cielo di Strela e gestendolo insieme alla sua famiglia.

L’attività integra ristorazione, ospitalità e coltivazioni agricole, con una cucina tradizionale basata su prodotti dell’orto e su colture come grano, orzo e zafferano.

Grazie alla collaborazione tra le diverse realtà locali, si è creato un circolo virtuoso che apre una nuova visione di sviluppo per l’Appennino parmense.

 

Il progetto “Promozione turistica – Valli parmensi”, in continuità con Appennino Emilia, è realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna, attraverso l’Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno.

Per info: Visit Alta Val Taro e Val Ceno, Tel. 0525 96796, E-mail: info@turismovaltaro.it, Sito web: www.turismovaltaro.it.

Ugo Dell’Arciprete

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