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Hotel Hassler: storia, arte e bellezza nel cuore di Roma

La storia dell’Hotel Hassler inizia nel lontano 1893 anno in cui Alberto Hassler, albergatore svizzero, inaugura in Piazza Trinità dei Monti la struttura alberghiera destinata ad accogliere con eleganza i turisti svizzeri e tedeschi nell’epoca d’oro avviata verso il nuovo Novecento.

Nel 1947 con la nuova gestione e la riapertura si impone come autentico punto di riferimento nel cuore di Roma, icona di bellezza e stile, e ottiene numerosi riconoscimenti: come primo ristorante con terrazza panoramica nella capitale e italiano, negli anni 80′ tra i primi a proporre il brunch.
Poi nel 2019 con un lungimirante sguardo al futuro con la creazione del ristorante Imagò, ottiene le Tre Forchette d’Oro Gambero Rosso, la Stella Michelin e altri prestigiosi riconoscimenti. Forti radici legate al passato, ma con una vision sempre ampia e propositiva, scandita dal motto “Never Give Up” di una fascinoso simbolo a cinque stelle.

L’hotel Hassler, ripercorre tantissimi anni di storia e cultura della città di Roma. Dai pranzi luculliani sino agli anni 2000 con la “rinascita” del Palazzetto. Nel tempo è diventato un eccellenza degli hotel di lusso della capitale. Come si arriva a traguardi così importanti?

Appartengo alla quinta generazione di una famiglia di albergatori. La storia dell’Hassler per me inizia con mio padre Oscar, nel 1921, anno in cui iniziò a gestire l’Hotel in qualità di partner di un altro albergatore Franz Nistelweck, divenendo qualche decennio più tardi l’unico proprietario del prestigioso albergo.
L’Hassler era stato fondato a Piazza Trinità dei Monti nel 1893 da Alberto Hassler, un albergatore svizzero che aveva capito la potenzialità della location in cima alla Scalinata di Trinità dei Monti e voleva accogliere con eleganza i turisti svizzeri e tedeschi che a cavallo dei due secoli frequentavano Roma sempre più numerosi.
Nel 1939 tuttavia mio padre, desiderando ampliare e migliorare l’hotel, demolì quasi interamente l’edificio per ricostruirlo così com’è oggi.
L’albergo fu poi requisito durante la seconda guerra mondiale dall’alto comando delle forze aeree americane, per essere utilizzato come il loro quartiere generale a Roma.

Il nuovo Hotel Hassler Roma fu finalmente riaperto al pubblico nel 1947.

Con il risveglio del turismo europeo e l’arrivo dei primi numeri consistenti di turisti americani, l’Hassler divenne ben presto il leader indiscusso nel settore alberghiero italiano.

Negli anni 50 l’Hassler era un 4 stelle che pian piano acquisiva sempre più popolarità. Un nuovo tipo di clientela si affacciava e mio padre ebbe l’intuizione di trasformarlo in un 5 stelle; per farlo ha dovuto includere in ogni camera una toilette (prima erano comuni nei corridoi) e questo ha fatto sì che le camere fossero meno spaziose ma a quei tempi andava bene così.
Ora i viaggiatori vogliono camere più grandi e per accontentarli abbiamo sacrificato diverse camere per dare più ampiezza alle altre… Inoltre, sempre negli anni 50 mio padre trasformò la terrazza dell’hotel nel primo ristorante panoramico di Roma e d’Italia (ora chiamato Imàgo). L’attuale Imàgo fu il primo ristorante d’Italia con panorama mozzafiato sulla città, anticipando così la tendenza.
Voluto e creato da mio padre, Oscar Wirth, in occasione della totale ricostruzione della struttura dopo la guerra, il Rooftop Restaurant dell’Hassler conobbe grande notorietà non solo per la vista che si poteva godere, ma anche per la raffinata cucina escoffier.

L’Imàgo è un ristorante dove il mio tocco personale è sempre stato essenziale. Così, nel 2006, ho desiderato e realizzato un locale unico, che fosse di stampo internazionale ma che avesse un fascino particolare e irripetibile, riconosciuto come una delle meraviglie di Roma: il luogo irrinunciabile ove trascorrere una serata indimenticabile.
Così nasce “Imàgo” che rappresenta la mia visione, il mio sogno.

Rinnovato completamente e premiato con una stella Michelin nel 2008.

Il 2019 è l’anno in cui l’Hassler ha guardato, ancora una volta, al futuro. Spesso come imprenditore mi sono posto la domanda su come perseguire nel tempo un cammino di eccellenza in un luogo magico e di altissimo livello come l’Hassler e, ogni volta, il pensiero mi ha portato a guardare verso il domani. In un film per ragazzi, c’è una battuta che ben racconta il mio modo di vedere la vita: “Non guardo mai al passato, mi distrae dal presente.”
Nella mia storia personale, ho sempre trovato grande forza nel dare fiducia a giovani chef e professionisti emergenti che mi hanno sempre ripagato dando tutti loro stessi per costruire insieme un percorso di successo.
Così, ho portato una nuova anima alla cucina di Imàgo, credendo nei giovani che vogliono emergere e costruire la loro storia dentro l’Hassler e per l’Hassler.
Sono felice di aver scelto un interprete valido in Andrea Antonini: uno chef giovane e infaticabile, alla guida di una brigata di ragazzi che non superano i trent’anni a testa, che racconta, giorno dopo giorno la cucina vera.
La brigata di sala dell’Imago ha inoltre dimostrato il suo grande valore: il Restaurant Manager, Marco Amato un vero hassleriano, che è qui da più di 20 anni e che ha saputo accogliere il nuovo chef e metterne in luce tutte le migliori qualità, continuando a dar vita a uno dei servizi, a mio avviso, migliori d’Europa. Tutto questo è stato riconosciuto dalla Guida Michelin 2020 che ha riconfermato la stella solo dopo 6 mesi dall’arrivo del nuovo Chef.

Riconfermata, poi, nel 2021 e nel 2022.  delle Tre Forchette del Gambero Rosso, annuncia la riconferma della Stella.
Sono molto fiero di questo successo che condivido con tutta la squadra di Imàgo che, fin da subito, ha trovato la giusta sintonia con Andrea Antonini e la nuova brigata di cucina e, insieme, alla brigata di sala, ha saputo portare alla riconferma della stella Michelin. 

Nel 1999, poi, ho acquistato Il Palazzetto, uno dei rifugi più spettacolari proprio nel cuore di Roma, con l’intenzione di espandere il marchio dell’Hassler. Lo stesso luogo dove, oltre 2000 anni fa, venivano organizzati i fastosi banchetti di Lucullo.
Il Palazzetto è stato per molti anni luogo di ritiro di una nobile famiglia romana che preferiva soggiornare qui anziché nel loro palazzo storico in Piazza Mignanelli, proprio per l’unicità e il prestigio dell’edificio, un gioiello architettonico di rara bellezza e valore storico.

Posso dire che l’Hassler è stato un “pioniere” per tanti versi: il primo hotel In Italia (1984) ad aprire una Penthouse suite con una terrazza privata di 150 mq al settimo piano; nel 1978 abbiamo organizzato il primo cenone di Capodanno in un hotel della Capitale (prima gli hotel erano chiusi), e ancora abbiamo introdotto il brunch… e mia madre Carmen organizzò, negli anni 60, il primo pranzo per celebrare il giorno del Ringraziamento.

Anche se sono sordo profondo dalla nascita, ho sempre avuto un sogno fin da quando ero bambino, ossia gestire in assoluta autonomia un hotel. Quando avevo 5 anni sognavo di diventare un giorno albergatore come mio padre.
Guardavo i film di guerra all’epoca e sognavo di essere capitano di una nave, piena di camere, cinema, ristoranti, bar… crescendo ho capito che il mio sogno si sarebbe potuto avverare gestendo un albergo: l’albergo della mia famiglia!

Ho sempre percorso la mia strada tenendo bene in mente il mio obiettivo. Sono stato molto testardo e perseverante. Bisogna fare vedere che si è in grado di camminare con le proprie gambe a dispetto di tutto.

Il mio motto è Never give up.

L’Hassler è la mia passione, la mia casa e l’eredità della mia famiglia. Questo mi ha spinto a fare sì che l’Hassler in tutti questi anni potesse sempre essere un albergo al passo con i tempi.
Il richiamo al prestigioso passato dell’Hassler e alla sua storia è sicuramente molto sentito dai nostri ospiti, fa parte del nostro retaggio e della nostra eredità e ha contribuito alla fama di cui gode oggi l’Hotel.
Questo però non significa che i nostri ospiti non trovino tutti i comfort che la modernità può oggi offrire. Tanti sono stati i lavori di rinnovamento e altri ce ne saranno…

“Non si può” è un’affermazione che non deve esistere all’Hassler. Se una cosa non è realmente fattibile si deve trovare un modo alternativo per esaudire le richieste. La vera abilità è nel sapere gestire le cose. E’ una dedizione totale. E questa dedizione si trasmette ovunque: nello stile, accoglienza, servizi offerti, nello staff…

Occorre un impegno costante e la volontà di continuare a mantenere gli elevati standard che ci contraddistinguono. E soprattutto occorre essere vigili per cogliere ogni mutamento così da poter soddisfare qualsiasi esigenza.

L’attenzione ai desideri della clientela, la posizione unica (ricordo che ci siamo noi sulla sommità della scalinata di Trinità dei Monti) e ineguagliabile, il servizio impeccabile, l’affabilità dello staff, l’offerta gastronomica di Imàgo con cucina gourmet e il Salone Eva e il Palm Court una cucina che rispecchia la tradizione italiana e romana… fanno di questo Hotel una “seconda casa”, o meglio, l’accogliente residenza romana di numerosissimi affezionati clienti.
L’Hotel Hassler è ‘la donna della mia vita’.
Lo devo accudire come se fosse un essere vivente, trattarlo con i guanti di velluto e amarlo con tutto il cuore. Devo curarne anche il look e il comportamento… Io sono fiero di essere riuscito a mantenere l’Hassler un hotel indipendente. 

Essendo un albergo indipendente, l’Hotel Hassler ha un suo carattere, una sua personalità, una sua storia e, questo, sta diventando molto raro. I grandi marchi internazionali tendono a standardizzare tutto, non considerano le origini e la storia di ciascun albergo e, soprattutto, non tengono conto della città dove si trovano.
Il personale è uno degli elementi chiave dell’ospitalità, investiamo molto in training specifici per dare ai nostri dipendenti tutti gli strumenti necessari per fornire ai nostri ospiti un servizio ineguagliabile.
E poi sicuramente il fatto che si instauri un legame professionale duraturo fa sì che il team si consolidi e che si lavori al meglio basandosi su un rapporto di fiducia e reciproca stima.

Nel corso della vostra lunga e prestigiosa storia, come è cambiato il mondo dell’hotellerie e anche la clientela rispetto a tanti anni fa?

… Abbiamo clienti che vengono da ogni paese del mondo e la più grande tendenza è la richiesta di un servizio personalizzato che può trasformare un viaggio in un’esperienza unica.
I viaggiatori sono sempre più esigenti.
I clienti oggi chiedono maggiore flessibilità, immediatezza nelle risposte, vogliono essere stupiti e si aspettano che i loro desideri vengano anticipati. I viaggiatori cercano esperienze uniche che possano diventare dei ricordi memorabili.
Inoltre, da una parte vogliono sentirsi cittadini del mondo e “immergersi” nella vita dei paesi che visitano e dall’altra, in termini di accommodation, vogliono sentirsi come a casa. Non basta più offrire una bella camera, il livello del servizio deve essere sempre più elevato e personalizzato.
Le camere devono comunque essere comode e spaziose oltre che lussuose e, in questo, l’Hassler è impegnato in un continuo adeguamento del prodotto. Cerchiamo di rispondere a questo trend offrendo ai clienti il top in termini di servizi unici e comfort. Tanti sono stati i lavori di rinnovamento e altri ce ne saranno…
Nei diversi lavori di restyling durante gli anni abbiamo fatto molta attenzione a mantenere l’identità storica dell’Hotel senza però dimenticare che bisogna guardare al futuro: ecco allora che l’Hassler si propone oggi con un ambiente classico ed elegante dove spiccano anche elementi contemporanei, per un perfetto equilibrio tra passato e presente.
Con oltre 40 anni di gestione dell’Hassler e 15 anni di esperienza nel settore alberghiero, io, come Presidente Esecutivo, accolgo personalmente gli ospiti come farei a casa mia, con grande attenzione e cura.

All’Hassler soddisfiamo ogni desiderio e tutti i nostri ospiti, senza nessun tipo di eccezione, vengono trattati allo stesso modo.
Il nostro compito è quello di anticipare i loro desideri, conoscere in anticipo le loro abitudini, offrire qualcosa di unico, all’altezza delle loro aspettative e garantire sempre la massima privacy durante il loro soggiorno.
Ho notato che, molto spesso, i clienti dopo aver vistato Roma si trasferiscono in Umbria o in Toscana dove affittano case per una settimana.
Così, per far conoscere altri luoghi speciali che l’Italia può offrire, mi sono interessato a queste zone investendo in tre strutture: Parco del Principe in Toscana (http://www.parcodelprincipe.it/), Borgo Bastia Creti in Umbria (http://www.bastiacreti.it/it/) e Hotel Vannucci a Città della Pieve (http://www.hotel-vannucci.com/).

Oltre agli spazi per soggiornare all’interno del vostro albergo, garantite anche un ricco spazio per gli eventi. Che eventi avete ospitato nel corso degli anni e che richieste avete?

Chi sceglie l’Hassler si aspetta il meglio e vuole vivere un’esperienza unica.

Grazie al nostro servizio “su misura” trasformiamo i sogni in realtà.
Per qualsiasi tipo di evento o matrimonio si può scegliere una delle terrazze più belle del mondo, tra cui, quella della Penthouse Suite Villa Medici: 150 mq con una vista esclusiva su tutta Roma.
Se, invece, si vogliono rivivere i fasti del XIX secolo, il Salone Medici è la soluzione ideale, mentre, la Sala Capre per chi predilige un luogo più raccolto. Entrambe si affacciano sulla quiete del giardino Palm Court.
Sarà, poi, il Resident Chef, Marcello Romano, ad occuparsi, in ogni particolare, della parte relativa alla ristorazione.

La prestigiosa scala di Trinità dei Monti è un luogo ricco di fascino e storia. Un simbolo della capitale nel mondo. Un connubio perfetto con lo stile del vostro hotel. Giusto?

Sono molto legato alla mia città e vorrei che tornasse ad essere la “grande” di una volta e ad essere considerate tra le prime mete desiderate dai viaggiatori.
Roma da un lato è unica per bellezza, fascino ed evocazione però non riesce a raggiungere gli standard di servizi delle altre capitali europee.
I servizi primari sono inadeguati (i mezzi pubblici sono inadeguati alle esigenze dei viaggiatori) e unitamente all’incuria finiscono per offrire un’immagine negativa della città.
Inoltre, a Roma manca un “sistema lusso”, ad esempio club, luoghi di ritrovo, grandi eventi di richiamo internazionale e altri servizi al turismo adeguati agli standard internazionali. I turisti che si attestano sulla fascia del lusso, soprattutto i giovani preferiscono quindi città più vitali e sorprendenti come Londra, New York…
Sono pochi i romani che parlano inglese, ma, ora, con le nuove generazioni la situazione sta migliorando.
Roma rimane sempre la città che sorprende per la sua bellezza e per la sua ricchezza storica e culturale. E’ un museo a cielo aperto. Da questo punto di vista il suo fascino è inalterato.
Altro plus di Roma da considerare è il clima.
In tutti questi anni, però, è come se la città fosse stata lasciata a se stessa, le istituzioni latitano, non si prendono responsabilità. Sono i privati che si devono muovere per cercare di ridare il lustro che merita Roma. Molti di noi romani stiamo davvero lavorando per migliorare la città, una città che noi amiamo molto.
Ad esempio, io mi batto da sempre in prima persona per la tutela ed il decoro dell’area di Piazza di Spagna e, come Presidente dell’Associazione Via Sistina – Via F. Crispi; in questo momento storico, il nostro scopo è quello di rilanciare, più che mai, una parte del centro così importante sia per i romani che per il turismo nazionale ed internazionale.
L’obiettivo dell’Associazione è quello di formare un gruppo forte e coeso – composto da albergatori; commercianti; residenti; artigiani; gallerie d’arte –  atto a rilanciare e migliorare, in collaborazione con le Istituzioni, la zona con eventi culturali ed omaggiare, così, la città di Roma e il pubblico straniero con questo patrimonio dove tradizione ed innovazione si incontrano e convivono.

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