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Da Maratea a Trecchina: Basilicata coast to … mountain!

La breve striscia di costa con cui la Basilicata si affaccia sul Tirreno ha il suo epicentro nella rinomata località balneare di Maratea. Ma il turista attento, che non si accontenta di mare e spiaggia, non può fare a meno di visitare Trecchina, nella retrostante valle del fiume Noce, ricca di natura, storia e tradizioni.

Entroterra che alla prima visita può facilmente sorprendere chi non è familiare con la geografia dei luoghi. Il retroterra di Maratea non consiste di zone pianeggianti e neanche di morbide colline: il suolo si alza rapidamente, tanto che con meno di 20 chilometri di strada si può raggiungere il parco divertimenti Parco delle Stelle, di cui parleremo poi più in dettaglio, in cima al Monte Serra Pollino a 1.030 metri sul livello del mare!

E proprio approfittando di queste alture che lato mare si presentano come speroni rocciosi a picco sulle spiagge, sul monte San Biagio subito sopra Maratea allarga le sue braccia in segno di benedizione la grandiosa statua del Cristo Redentore, alta più di 20 metri, seconda nel mondo solo al famoso Cristo del Corcovado a Rio de Janeiro.

La statua fu realizzata fra il 1963 e il 1965 dall’architetto fiorentino Bruno Innocenti, costruendola direttamente sul posto, per fasce orizzontali a partire dalla base, colando un impasto di cemento e scaglie di marmo di Carrara dentro apposite casse sagomate. La costruzione della statua fu una iniziativa del conte Stefano Rivetti di Biella, industriale tessile che in Maratea aveva aperto una sua fabbrica, ora chiusa, e che innamoratosi dei luoghi volle lasciare la sua testimonianza scultorea.

Il Cristo volge il suo sguardo verso terra, e più esattamente verso la prospiciente Basilica di San Biagio, cuore religioso della comunità cristiana locale e custode delle reliquie del Santo. Biagio è infatti il patrono della città, come dimostrato dal nome del monte e dalla frequente attribuzione di questo nome ai neonati marateoti. La Basilica custodisce una pregevole teca romana in marmo contenente le reliquie del Santo, recuperata dopo il naufragio sulla vicina isoletta di Sant’Ianni della nave che la trasportava a Roma, e una venerata statua argentea del Santo.

Seguiti dunque dallo sguardo benedicente del Cristo, ci si può avviare verso l’interno, su una strada che con ripetuti tornanti porta a quella che è la porta di ingresso della valle del Noce, il paese di Trecchina (accento sulla e). Situata a circa 500 metri slm, Trecchina è in una conca piena di boschi di castagno, circondata da monti tra i quali spicca il Coccovello (1.505 m), che è la più alta cima degli Appennini lucani sul versante tirrenico.

La castagna è l’orgoglio di Trecchina, che si vanta di produrne una delle migliori qualità. A questo tipico frutto autunnale è dedicata una importante sagra, che si tiene nella terza e quarta domenica di ottobre (www.amicidellacastagna.it). L’evento richiama turisti e golosi da tutto il circondario, ma anche da Campania, Puglie e Calabria, con la sua offerta di stand agro-alimentari con prodotti tipici locali e dell’artigianato, musica, balli e canti con artisti del posto.

La castagna come noto non si consuma unicamente come frutto intero, arrostita o lessata: se ne ricava anche una ottima farina, che per secoli è stato il nutrimento di popoli di montagna insieme al poco grano o mais ottenibile dai limitati appezzamenti tra i monti. La castagna entra quindi nella composizione di numerosi prodotti trecchinesi, pasta e dolci fino addirittura a un rinomato panettone con le castagne (www.lebontatrecchinesi.it).

Ma i Trecchinesi sanno anche bene come trattare la classica farina di grano, tanto che il “pane di Trecchina” è riconosciuto ufficialmente come prodotto agroalimentare tradizionale della regione Basilicata.

Trecchina è un borgo antico, che compare per la prima volta in forma scritta in un documento del 1079 col nome di Triclina, ma sicuramente esisteva come insediamento abitato già da molti secoli. Per qualcuno infatti il nome deriverebbe da Terenziana, la denominazione di una legione romana qui stanziata nel corso delle guerre puniche. Ritrovamenti archeologici vicino alla costa fanno addirittura risalire l’insediamento delle popolazioni del luogo al sesto secolo a.C., con la città di Blanda fondata dai coloni greci detti Enotri.

Il centro-storico medioevale di Trecchina sorgeva intorno al Palazzo Baronale – Castello dei baroni Palmieri di Latronico del XVI secolo, di cui restano una torre e parti delle mura merlate. Sotto il Castello si stendeva il tipico borgo medioevale, con vicoli stretti e caratteristici e abitazioni di cui qualcuna è stata restaurata e tuttora abitata.

La zona moderna, detta Piano, si sviluppa intorno alla Piazza del Popolo (ampia oltre 1800 m², più della omonima e certamente più famosa piazza di Roma!) e presenta una urbanistica funzionale, con strade larghe e non trafficate.

Per offrire sempre nuove attrazioni ai numerosi turisti che d’estate vengono a cercare refrigerio tra i monti, il dinamico sindaco di Trecchina Ludovico Iannotti, plebiscitariamente riconfermato ormai da vari mandati dai suoi concittadini, ha caldeggiato la realizzazione, con l’aiuto di fondi europei, del “Parco delle Stelle” (https://parcodellestelletrecchina.it), macro attrattore in località Monte Serra Pollino, in una cornice naturale mozzafiato da cui è possibile godere di un panorama straordinario a strapiombo sulla costa terrazzata di Maratea.

Il parco, inaugurato il 15 giugno 2019, presenta varie attrazioni per tutti, dalla classica area attrezzata per i più piccoli con scivoli, altalene e gonfiabili, all’adrenalico Big Bang, braccio rotante di 10 metri di lunghezza, che fa compiere uno spettacolare “giro della morte” a 360 gradi proprio sul ciglio della parete che sovrasta Maratea.

 

L’intenzione dei creatori del parco è, oltre a quella di attrarre turisti, anche di dare alle giovani generazioni una possibilità di restare nei luoghi in cui sono nati, o meglio ancora di ritornare al lido natìo per coloro che sono andati a lavorare fuori, come ha fatto la giovane Giovanna Cresci, “emigrante pentita” a Roma in uno studio professionale e tornata a Trecchina a fare la direttrice del parco.

L’obiettivo è di arrivare a circa cinquanta unità tra maestranze e dipendenti che, a regime, saranno impiegati presso il Parco delle Stelle, tutte ragazze e ragazzi del posto, conseguendo allo stesso tempo una destagionalizzazione dell’offerta turistica, per estendere l’orizzonte temporale di fruizione del Parco almeno fino alla festa della castagna di ottobre, e cominciando dal coinvolgimento degli istituti scolastici con escursioni e visite guidate per gli studenti.

Non possiamo lasciare Trecchina senza citare due altre sue specialità: la lavorazione artistica della ceramica (https://www.studioarta.it), con il tipico decoro a merletto,

e soprattutto l’attività ludico-sportiva organizzata da “La Terra dei Mulini”, agenzia turistica e tour operator nata nel 2008, grazie all’idea imprenditoriale e all’intraprendenza della guida turistica Antonio Ielpo, che accompagna da anni i turisti alla scoperta delle meraviglie che il fantastico territorio offre.

Con il marchio Percorsi Lucani (https://www.percorsilucani.it) Antonio Ielpo offre una varietà di esperienze sia preconfezionate sia su misura, grazie alla rete di collaboratori, alla conoscenza del territorio ed al bagaglio di esperienze maturato nel corso degli anni che permettono di soddisfare le richieste e i sogni di ogni singolo esploratore.

Sotto le rubriche “Terre di Montagna”, “Terre di Acqua” e “Tra Cielo e Terra” il sito presenta tutte le attività che si possono svolgere in Lucania e dintorni con base Trecchina, attività che spaziano dalle camminate sui magnifici monti della zona alle escursioni in MTB o e-bike, dai corsi di orienteering alle uscite in kayak sul mare di Maratea, fino alle esperienze di river trekking (foto del titolo), rafting o canyoning sul fiume Noce.

L’ultima iniziativa del vulcanico Antonio per la valorizzazione turistica della Basilicata e del suo splendido entroterra è “La casa lucana” (https://lacasalucanatrecchina.blogspot.com), una struttura che non si limiti ad offrire un riparo per la notte come un qualsiasi albergo, ma rappresenti un’occasione per fare esperienza nel viaggio, alla scoperta di sensazioni ed emozioni: ottima accoglienza e pieno coinvolgimento nella vita di paese dove il tempo è scandito dal sorgere e tramontare del sole.

Una casa con più camere da letto, studio, cucina, salotto e sala colazioni con ampio angolo cottura, giardino con area relax. Colazioni preparate in casa con prodotti tipici locali. Cibi a Km zero provenienti dal territorio circostante. Degustazione di piatti e pietanze locali con la collaborazione di chef e ristoratori locali. Attività sportive e ricreative all’aria aperta ed attività culturali, con la collaborazione di professionisti del luogo, associazioni sportive e culturali.

Per realizzare tutto questo, oltre alle idee e capacità che sono già disponibili, occorrono anche mezzi finanziari, che Antonio e i suoi collaboratori contano di raccogliere anche grazie a donazioni di associazioni di lucani nel mondo, associazioni e persone che vanno alla ricerca di luoghi tranquilli lontani dalle metropoli, coloro che cercano esperienze autentiche immersi nella natura con l’accoglienza tipica del Sud. Allo scopo è stata lanciata anche l’iniziativa di crowdfunding https://www.gofundme.com/f/trecchina-la-casa-lucana-di-antonioromana-ielpo?qid=48fa16bc25978d57e59246fb39f7c52e , che per i donatori prevede compensi in forma di giorni di soggiorno gratuito, oltre a benefit “morali” quali citazione e ringraziamenti sul sito e sulla bacheca del B&B.

In attesa della Casa Lucana, la soluzione consigliata per soggiornare a Trecchina è la Locanda del Duca (www.lalocandadelduca.it), centralissimo e confortevole hotel della famiglia Cresci. Il nome della struttura deriva da un fatto storico risalente al 1600, quando signore di Trecchina era il Duca Giovanbattista Cresci. Sua moglie Isabella, donna molto pia e generosa, al vedere quanti fedeli passavano per il paese mentre andavano in pellegrinaggio a Roma e si fermavano a dormire all’aperto, senza un riparo, convinse il marito a costruire un ricovero dove essi potessero pernottare gratuitamente.

E last but not least, se dopo aver consumato in giornata tante calorie con le attività proposte da Antonio Ielpo si sente il bisogno di una buona cena, niente di meglio in zona della Locanda di Nettuno, ristorante abbinato all’hotel Martino a Marina di Maratea (https://www.hotelmartino.net/ristorante.php). Il locale è situato a mezza costa con fantastica vista sul mare, luogo perfetto per trascorrere piacevoli momenti gustando raffinati piatti di cucina mediterranea a base di pesce e frutti di mare.

Ugo Dell’Arciprete

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