Cappadocia, dove le fate … sono di casa!

Cappadocia, dove le fate ... sono di casa!La Cappadocia è una regione dell’Anatolia Centrale (Turchia)  da visitare almeno una volta nella vita.

Per le sue bellezze paesaggistiche e culturali, infatti, è stata inserita nel 1985 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.

Una volta arrivati, da non perdere l’emozionante volo in mongolfiera, che permette, partendo all’alba, di sorvolare i magnifici Camini delle Fate e  di ammirare il sorgere del sole, cogliendo dall’alto la magia di questa straordinaria regione.  Le enormi mongolfiere di ogni colore ogni mattina e ogni sera veleggiano nell’aria, regalando alla  vista uno scenario da fiaba.Cappadocia, dove le fate ... sono di casa!

Ma come sono nate le straordinarie formazioni in tufo dei Camini delle Fate, che, con la loro particolarità, attirano turisti da ogni parte del mondo?

Grazie alla presenza nella zona dei vulcani attivi Erciyes, Hasandağ e Melendiz, nel periodo Miocene Superiore avvennero fuoriuscite di lava dai crateri sottostanti i laghi di epoca Neogena.
Si formò, così, un vasto altopiano costituito dalle colate laviche dei vulcani primari, che nel tempo cambiò continuamente il suo aspetto, grazie alle eruzioni, meno violente, di vulcani minori.

Nacquero, così, in Cappadocia le forme denominate “peri bacası” (camini di fata), rocce alte e  appuntite che terminano con una sorta di cappello che le fa sembrare degli enormi e insoliti funghi di pietra.

Le grotte della Cappadocia furono abitate fin dal  periodo Paleolitico, come testimoniano le iscrizioni murali al loro interno:  troviamo  tracce  della cultura degli  Hatti e in seguito degli Ittiti, dei Frigi, dei Persiani,dei Romani, dei Bizantini, dei Selgiuchidi e degli Ottomani, che contribuirono a creare la magia di questa regione.

Essendo situata sulla Via della Seta, la Cappadocia era nell’antichità passaggio di importanti vie commerciali. Le popolazioni locali per proteggersi da invasioni, scorrerie ed irruzioni, si nascondeva  nel sottosuolo, in particolare nelle grotte,  difficilmente individuabili dall’esterno. Dato che avrebbero potuto essere obbligati a vivere per lunghi periodi in questi ambienti senza poter uscir fuori, vi costruirono all’interno depositi di provviste, cisterne per l’acqua, cantine per il vino e templi per la preghiera.

Fra gli abitanti di queste case ipogee vi furono i primi cristiani, che, per sfuggire alla tirannia e alle persecuzioni degli imperatori Romani, cominciarono a stabilirsi nelle città sotterranee della Cappadocia. Lì costruirono, scavandoli nel tufo che è una roccia morbida che si prestava ad essere lavorata facilmente, perfino chiese e monasteri.Cappadocia, dove le fate ... sono di casa!

Visitare le città sotterranee, uniche nel loro genere, è una vera sorpresa: esse sono, infatti, dotate di  sistemi di aerazione per far circolare l’aria e di sistemi di sicurezza, di pozzi e di meccanismi per la raccolta dei rifiuti. Vere città all’avanguardia!

Le oltre mille chiese, con piante a navate o a forma di croce, sono da ammirare per la struttura architettonica, gli accurati affreschi che decorano gli  interni, oltre che per le colonne, gli archi, le volte e le cupole. Nelle chiese si notano  piante basilicali a navate o a forma di croce.

Ecco alcuni highlights della Cappadocia, che emozioneranno e  costituiranno ricordi indimenticabili, una volta tornati a casa!  Sarebbe un vero peccato partire senza:

  • Una visita al Museo all’aria aperta di Göreme, che, grazie alle  Chiese di Tokalı, Elmalı, Yılanlı, Karanlık e Çarıklı, il Monastero delle monache e dei monaci e la Cappella di San Basilio, lascia senza fiato per la bellezza degli  stili architettonici e degli affreschi.
  • Una sosta alle “Case del Vino di Ürgüp”, che sarà un momento piacevole, degustando i vini locali,  che vengono serviti ai visitatori in tradizionali calici di ceramica o di terracotta. I vini, bianchi o rossi,  vengono prodotti  con tecniche moderne, ma alcuni agricoltori preferiscono seguire ancora oggi metodi molto antichi per la produzione del nettare di Bacco. Soprattutto in autunno è bello fare un tour in fuoristrada attraverso i vigneti, con annessa degustazione all’ombra delle  fertili vigne della regione.
  • un volo in mongolfiera,  che, manovrate abilmente da esperti piloti, raggiungono i 1000 metri di altezza, regalando emozioni a go-go. La partenza è dalla valle di Goreme, per vedere  i suggestivi  camini di Fata formatisi in millenni e gli insediamenti di Ürgüp, Avanos, Çavuşin, Zelve,Göreme, Uçhisar, al sorgere del sole o  al tramonto.

  • una visita ai  laboratori della terracotta, dove abili mani trasformano l’impasto, fatto con l’argilla tratta dai depositi del fiume Kızılırmak in manufatti di ogni forma e colore. La lavorazione della terracotta in Cappadocia, risale agli Ittiti, che abitarono la regione a partire dal II° sec. A. C.,  e continua fino a nostri giorni.

  •  aver visitato un laboratorio dove si realizzano tappeti e kilim dai disegni tradizionali e dai colori sgargianti, realizzati con tinture naturali. La produzione è artigianale e avviene in loco, ma sono  in vendita anche tappeti provenienti da altre regioni della Turchia.

  • una visita ad un laboratorio per la lavorazione dell’onice, pietra usata per la realizzazione di  gioielli e di accessori per la casa. E’ disponibile in vari colori, giallo, rosa, rosso e bianco, mentre la varietà detta “pietra venata”  ha più colori.
  • un tour a cavallo, tipico della Cappadocia, il cui nome significa “il paese dei bei cavalli”. Quest’insolita passeggiata permette di scoprire angoli deliziosi immersi nella natura e paesini dove le antiche tradizioni sono state gelosamente conservate.
  • aver partecipato  il Festival della ciliegia a Darboğaz, che si tiene dal  9 al 12 Luglio. Assaggerete ciliegie dal sapore squisito, coltivate nelle campagne circostanti la città, che ha fatto di questo frutto la sua specialità, esportata anche all’estero.

    Come arrivare in Cappadocia

    Per raggiungere Göreme l’aereo è il mezzo consigliato: l’aeroporto di Kayseri, il più vicino, si trova a circa  90 km ed  è collegato con i maggiori aeroporti turchi, a cominciare da Istanbul.

    Previa prenotazione presso l’hotel dove soggiornerete, una navetta a pagamento verrà a prendervi all’aeroporto e vi porterà direttamente presso la struttura; in alternativa, rivolgetevi alla compagnia aerea, che a volte dispone di un servizio navetta.

    Se, invece, il vostro budget è limitato, potete fare il viaggio per Göreme in bus, in partenza dalla Kayseri Bus Station.

    Dove alloggiare

    C’è solo l’imbarazzo della scelta, tra alberghi tradizionali, bed & breakfast, e insoliti alloggi ricavati nel tufo, che regalano un’emozione in più per la loro unicità.

    Questi sono solo alcuni suggerimenti, per cogliere tutto il fascino di questa zona della Turchia, dove il tempo sembra essersi fermato, rimandando a tempi lontani … ma, ricordatevi, la Turchia ha anche molto altro da offrire al turista curioso!

By | 2020-08-10T09:02:22+00:00 agosto 2020|Destinazioni|