Mezzano di Primiero eccellenze nascoste ai piedi delle Pale di San Martino

Mezzano di Primiero eccellenze nascoste ai piedi delle Pale di San MartinoMezzano di Primiero borgo gioiello con tante gemme da scoprire che raccontano come sia possibile coniugare  passato e tradizione con il futuro e l’innovazione

Mezzano, nella Valle del Primiero, è un pittoresco borgo a 90 chilometri da Trento. Uno  scrigno antico, con poco più di milleseicento abitanti, caratterizzato da una architettura rurale ed una infinità di piccoli scorci che messi assieme, fanno qualcosa di grande.
Un borgo gioiello, che a pieno titolo fa  parte del prestigioso club dei “Borghi più belli d’Italia” e che non conosce mezze misure. Si potrebbe allora quasi dire “Mezzano di nome ma non di fatto”. Infatti quelle che nasconde quasi gelosamente tra i prati verdissimi, nelle case di un tempo sapientemente restaurate che si stringono attorno ad antiche stradine, dietro mucchi di tronchi che odorano di legno appena tagliato, dentro vecchi fienili e stalle, dietro finestrelle orlate di pizzi, sono vere e proprie eccellenze.
Di quelle che solo la passione e dedizione delle vecchie generazioni, unite all’entusiasmo ed all’ardire di quelle nuove possono salvare dall’oblio.

Da queste parti il passato, che altrove è praticamente dimenticato, è legato a filo doppio alla ruralità montana e non si limita a sopravvivere, ma è vivo, presente.
Qui i mestieri di un tempo, rivisitati e corretti per assecondare i nuovi trend, sono diventati attività di oggi e di domani.
Un qualcosa di prezioso che i giovani non subiscono ma condividono fieri, con le generazioni precedenti e con l’orgoglio di apportare un vento nuovo, per mettere la propria firma personalissima nella storia di famiglia.
Una dimostrazione importante come sia possibile coniugare passato e tradizione con il futuro e l’innovazione.

Questo è il caso di Lucia Trotter che nel suo Artelér, assieme alla figlia stilista Carmen ed alla cognata Teresita (detta Zita), porta avanti la tradizione tessile di otto generazioni. Lucia, fin da quando ha ricevuto il “testimone” dalla mamma Lina, ha continuato ad unire la curiosità della sperimentatrice con la sicura competenza che le viene dalla tradizione.
Nel laboratorio, preannunciato da una bellissima catasta artistica a tema “La Navesela”,  la navetta del telaio,  sono ancora in uso gli antichi telai di famiglia con cui vengono tra l’altro realizzati i pregiati damaschi double-face con disegni che risalgono all’impero austroungarico.

Nel laboratorio accanto a copriletto, coperte, tovaglie, tappeti e tendaggi,  adagiati sul tipico secchiaio di marmo di quella che un tempo era la cucina – tra pareti a tinte vivaci che fanno pendant con le matasse di filati pregiatissimi sempre più difficili da trovare – sono in bella mostra anche i vestiti ideati dalla figlia stilista Carmen capi unici, moderni, scanzonati e vagamente etnici.
Un tripudio di giacche, stole, sciarpe, borse e persino raffinati abiti da sposa. Qui si lavora su ordinazione perché ogni pezzo è tipico, unico e di grandissima qualità.

Dall’altra parte di Mezzano, al confine con il Comune di Imer, è protagonista il legno.  Della passione per questo materiale, Matteo Gubert ne ha fatto una professione.
Fin da bambino ha frequentato la bottega del nonno falegname e, diventato adulto, dopo anni di studio e ricerca, fonda l’Artistica Legno GT, una falegnameria artistico artigiana per la lavorazione del legno massiccio.

La sua azienda, come ripete spesso Matteo, cerca di interpretare un nuovo desiderio di calore che si esprime nella ricerca di evoluzioni cromatiche creando il “fascino del pezzo unico” portando alla riscoperta dell’artigianato di tradizione che si rinnova nelle tecniche e nelle capacità realizzative.
Tutti i prodotti nascono per l’arredo d’interni, vengono realizzati su misura per soddisfare le esigenze del cliente.
Una ampia selezione dei prodotti unici creati da Matteo sono esposti nello show room gestito dalla   moglie Giorgia: dai tavoli da pranzo, ai tavolini per salotto;  dalle lampade d’arredo, alle cassapanche; dalle cucine agli armadi; dagli appendi-abiti alle librerie, dalle specchiere alle cornici artistiche per arrivare ai taglieri, ai vassoi, ai centrotavola ed ai pannelli decorativi.

Poco distante c’è un’altra eccellenza di Mezzano. Si tratta del birrificio “Bionoc” di Fabio Simoni e Nicola Simion, due giovani intraprendenti che nel 2012 hanno fondato questo birrificio artigianale fra i più apprezzati d’Italia.
Le materie prime sono tutte locali e per questo definiscono la loro azienda  “Agribirrificio delle Dolomiti”. Tutte le birre sono prodotte senza aggiunta di additivi, non sono pastorizzate e neppure filtrate per non rovinarne le proprietà organolettiche.
La fase produttiva è anche particolarmente sensibile alla salvaguardia dell’ambiente ed è uno dei pochi birrifici in Trentino ad essere alimentato solo da energia proveniente da fonti rinnovabili.  Adesso assieme ad un terzo socio, Umberto Sinigaglia (A sx foto sopra assieme a Fabio Simoni) , hanno iniziato a produrre le “Birre della Terra”.

Dopo la prima birra prodotta nel 2012, la “Staion” una saison alla belga, è stata fatta molta strada e molte sfide sono state vinte come testimoniano i tanti premi internazionali che impreziosiscono ulteriormente il già ricco palmares di Bionoc. Nel 2018 hanno primeggiato nel Concorso “Birra dell’Anno” e quest’anno sono saliti sul podio anche del prestigioso “Barcelona Beer Challenge 2019”.

Come si diceva, Mezzano è anche rinomato per l’artigianato artistico. A creare autentici capolavori in legno ci pensano gli scultori Renzo e Silvano Zeni.
Una volta entrati nel loro show room di via Roma 156, rapiti dai tanti capolavori esposti ed inebriati da un intenso profumo di legno, si scorge, dietro un vetro, il cuore pulsante della bottega, un piccolo laboratorio a vista dove lo scultore di turno, dopo avere fatto un bozzetto in creta di quello che deve realizzare,  inizia a “lavorare” il legno.

La vera fucina è però sotto il negozio, dove il rumore della sega fa da colonna sonora al lavoro di questi artisti che iniziano proprio qui a delineare le opere che prenderanno poi la forma definitiva nel laboratorio a vista del piano di sopra. La maggior parte del loro lavoro è su ordinazione come sta capitando in questo periodo per le celebrazioni leonardiane.
I capolavori degli Zeni viaggiano anche lontano come il caso delle due grandi sculture in cirmolo che campeggiano all’entrata dell’Eurotunnel che collega la Francia all’Inghilterra.

Anche un altro Zeni, Gianluigi figlio di Renzo, è un artista del legno. Nel suo atelier, adiacente a quello del babbo Renzo, sono esposte alcune delle sue opere più significative espressione di uno  stile abbastanza diverso da quello del babbo Renzo e dello zio Silvano.

Gianluigi si diletta a “creare” non solo con il legno. Ad esempio a Dubai ha realizzato in scala il famoso Hotel Atlantis the Palm.
Il progetto come è facile immaginare ha presentato qualche difficoltà a causa della facilità con cui il cioccolato si scioglie quando si innalza la temperatura.
In ragione del clima che si ritrova negli Emirati Arabi si può ben capire che il problema non era di poco conto. Gianluigi comunque non si è perso d’animo ed ha completato il lavoro dando i giusti consigli ai responsabili dell’hotel per preservare l’opera di cioccolato.

Ma le eccellenze si trovano anche nel settore gastronomico. Una di queste è la Macelleria Bonat gestita Luigi Valline e dalla moglie Simonetta. Varcare la soglia della macelleria è come entrare in un santuario di cose buone.
Luigi, mente artistica e brillante che è stato fotografo e musicista, ha utilizzato la sua abilità di cuoco per creare un insieme di prodotti unici che si possono degustare ed acquistare solo in questa macelleria.
Fare la spesa qui non significa solo procurarsi prodotti di grande qualità, genuini ed originali, ma significa anche scoprire perché sono unici, dato che Luigi e Simonetta sono sempre disponibili a raccontarli.

Il primo ingrediente “segreto” è che tutti i prodotti presenti in macelleria non conoscono il glutammato e come unico sale viene  utilizzato quello dell’Himalaya, macinato a pietra.
Il secondo è la qualità assoluta delle carni che provengono da animali di cui si conosce l’intera filiera:  provenienza, allevamento e scheda tecnica di alimentazione.
Il terzo è la frollatura che da al palato una sensazione di gusto unica ed una assoluta digeribilità. Il risultato sono prodotti straordinari assolutamente da provare.

Un’altra “chicca” è la  Biscotteria artigianale “La Rondine”. Una microimpresa domestica con sede ad Imer che da cinque anni sforna biscotti e dolci da forno.
La titolare Giusy Bonat si lascia ispirare dalle ricette di una volta, con un tocco di creatività ed originalità.
Nascono così autentiche leccornie quali il biscotto “linzer” con la marmellata di lamponi ed uno spiccato aroma di cannella, il biscotto “strudel” farcito con cubetti di mela ed uvetta, il biscotto “sacher” che prende spunto dal famoso dolce viennese. Vengono anche preparati i classici della tradizione quali Sacher e Strudel ed altri particolari leccornie come i biscotti alla nocciola, alle mandorle ed al pistacchio.

Per finire questa veloce carrellata delle eccellenze di Mezzano non può mancare una visita al “Caseificio Sociale Primiero”. Una realtà che dal 1981 è dedita all’arte casearia e da allora custodisce la tradizione e pratica l’innovazione per produrre formaggi di altissima qualità tra cui il Primiero, il Trentingrana DOP, la Toséla di Primiero (ottenuta da latte fresco appena munto) ed il Botìro (presidio Slow Food) favoloso burro da panna cruda non pastorizzata rigorosamente di malga, di produzione esclusivamente estiva e limitatissima. La sua è una storia speciale, un intreccio di sapori e profumi, espressione di una passione antica e genuina che risale ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia.

La cooperativa conta su 63 soci, di cui un ventina conferiscono solamente in estate, durante il periodo dell’alpeggio, dalle malghe in gran parte ubicate all’interno del Parco Naturale di Paneveggio – Pale di San Martino, angolo tra i più belli e intatti del Trentino.

Il latte fresco viene raccolto direttamente dalle aziende socie sia nel fondovalle e sia in quota. Per conoscere a fondo l’attività casearia sono prenotabili anche visite guidate ai reparti produttivi dove viene lavorato tutto il latte conferito dai soci.

Presso la sede sociale di Mezzano c’è anche un grande punto vendita dove si possono acquistare i formaggi ed anche tanti altri prodotti del territorio.

Caseificio Sociale Primiero fa parte della Strada dei Formaggi delle Dolomiti che interessa le Valli di Primiero, Fiemme e Fassa ed organizza varie attività e laboratori.

Infine il Caseificio gestisce gli Agritur Malga Rolle situato sul Passo Rolle a 1980 metri di altitudine e Malga Fossernica di Dentro, nella Valle del Vanoi per raccontare sulla tavola la storia dei suoi formaggi e dei prodotti del territorio. Merende, pranzi e cene ogni occasione è buona fare visita a queste malghe e provare la sua interessante cucina.

Articolo di Tiziano Argazzi

By | 2019-05-17T06:00:51+00:00 maggio 2019|Destinazioni|