Alla #Bit2019 la presentazione del VI rapporto di Horwath Htl  Hotels&Chains 2019 con focus sulla Top 10 catene alberghiere made in Italy e prospettive per il 2020

Alla #Bit2019 la presentazione del VI rapporto di Horwath Htl  Hotels&Chains 2019 con focus sulla Top 10 catene alberghiere made in Italy e prospettive per il 2020

Si è conclusa con un grande successo la #Bit2019 confermando il grande interesse per questo settore trainante dell’economia italiana, con ben 41 mila imprese in Lombardia impegnate nell’ambito della vacanza e del divertimento, su 317 mila in Italia. Le imprese in quasi dieci anni sono cresciute intorno al 40%, del 41% in Lombardia e del 37% in Italia (dati elaborati da Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e da Osservatorio Bit Turismo).

L’occasione è stata utile per presentare l’evento “Catene alberghiere made in Italy: Risultati e prospettive per il 2020” organizzato da Università Bocconi, Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Gruppo Cassa depositi e prestiti e Horwath HTL.

Un momento di confronto tra i  protagonisti di importanti gruppi alberghieri italiani e alcuni  grandi player della distribuzione e del turismo on line, che si sono alternati sul palco con la moderazione della prof.ssa Magda Antonioli, MET Università Bocconi, la quale ha subito individuato i tre macro filoni dell’evento : redditività ed investimenti; qualità dei servizi e importanza del fattore umano; le tendenze nell’ambito della gestione.

Ha aperto l’incontro Giorgio Palmucci, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, evidenziano il cambio di pelle che il settore dell’ospitalità sta vivendo negli ultimi anni con lo spostamento sulle categorie più alte e la scoperta di  nuovi modelli di accoglienza. Il cambio di passo avvenuto nel 2015 con la promozione del prodotto Italia a livello internazionale ha aumentato gli investimenti stranieri in modo rilevante e modificato le dinamiche dell’offerta .Alla #Bit2019 la presentazione del VI rapporto di Horwath Htl  Hotels&Chains 2019 con focus sulla Top 10 catene alberghiere made in Italy e prospettive per il 2020

Queste alcune evidenze  presenti nell’ultimo rapporto di Horwath Htl che ha analizzato gli ultimi 5 anni:

Nel 2018 il numero di alberghi di catena ha raggiunto quota 1.600 unità (+6,5% rispetto al 2017) per un totale di circa 172 mila camere (+4,7%), pari al 15,8% dell’offerta totale.

La crescita dei gruppi made in Italy è più veloce di quella degli internazionali: nel lungo periodo, dal 2013, gli hotel di catene Italiane sono cresciuti del 28% contro un 8% degli internazionali.

“Per la prima volta in Italia si traccia l’identikit dei primi 10 gruppi italiani per fatturato; un cluster, che oggi vale il 20% del totale delle camere di catena e che nel 2017 ha fatturato 870 mln di Euro. Secondo le nostre previsioni, il cluster supererà 1 mld di fatturato nel 2020”- Ha dichiarato Zoran Bacic, Senior Partner & Managing Director Horwarh HTL.

Interessante il dibattito che ha visto protagonisti Enzo Casati di Starhotels; Nardo Filippetti di Lindbergh Hotels; Furio Gianforme di Google; Giovanni Moretto di Expedia; Domenico Pellegrino di AIDIT; Nicola Risatti di Blu Hotels e Sofia Gioia Vedani Planetaria Hotels. 

Se è vero che per il motore di ricerca Google l’Italia resta la prima destinazione nel desiderio dei viaggiatori, è altrettanto vero che solo un’offerta in linea con una domanda più esigente può tradursi in redditività del settore che deve rispondere all’esigenza di qualità (servizi), di proposte integrate (pacchetti e servizi accessori) e di flessibilità non solo operativa (last minute, cancellazione) ma anche gestionale (risorse umane).

In questo senso anche quanto evidenziato da Alessandro Belli, Head of Tourism Real Estate Gruppo Cassa depositi e prestiti.

“La crescita delle catene alberghiere, il miglioramento degli standard di servizio e l’interesse degli investitori istituzionali verso investimenti immobiliari nell’asset class ricettiva, confermano l’evoluzione del settore turistico alberghiero italiano verso un mercato più liquido, trasparente e professionale, con l’affermazione di modelli di business che prevedono la separazione della proprietà dalla gestione. In linea con l’evoluzione in atto, il modello promosso e supportato da CDP tramite il FIT, fondo immobiliare dedicato al turismo in Italia, rappresenta uno strumento di crescita sostenibile, in partnership con i gestori alberghieri e con un impatto fortemente positivo sul territorio, in particolare nel Sud Italia e in località turistiche ad alto potenziale”

Gli interventi hanno tracciato un puzzle che confermano il trend quantitativo e qualitativo nella crescita del settore alberghiero italiano che vede l’ “Italian way of life” al centro dell’interesse dei viaggiatori grazie al tipo di esperienza cercata e alla nostra tipicità.

I dati della ricerca sono scaricabili direttamente dal sito.

Monica Basile

 

By | 2019-02-13T23:12:46+00:00 febbraio 2019|News|