Vacanze a Grado per le feste natalizie

Vacanze a Grado per le feste natalizie

Con un’offerta sempre più ricca, diversificata e pensata per tutta la famiglia, Grado si presenta come meta turistica di richiamo anche per il periodo da Natale all’Epifania.

 

Grado è nota come “Isola d’Oro” perché i suoi otto chilometri di spiaggia sono rivolti a sud e per tale motivo sempre esposti al sole ed anche perché grazie al particolare microclima qui le giornate sono molto spesso soleggiate. Ma ci sono tanti altri motivi che rendono unica questa cittadina di circa otto mila abitanti, distesa tra la laguna omonima, la Foce dell’Isonzo e l’Adriatico e collegata alla terraferma da una sottile striscia di terra. Uno fra questi è il centro storico dalla grazia veneziana, dove è bello perdersi tra campielli e vicoli, sorvegliati dalle pittoresche case dei pescatori, strette una all’altra: affascinante mondo a sé dove il tempo sembra essersi fermato. Un labirinto dove si incontrano anche monumenti e basiliche di straordinaria bellezza.

Basta spostarsi, di poco, dalla spiaggia per ritrovarsi nel Castrum, che racchiude luoghi antichi ricchi di storia. A cominciare da Campo dei Patriarchi dove si possono ammirare le due basiliche paleocristiane, fra le chiese più vecchie d’Italia, perfettamente in piedi nonostante invasioni e guerre. La più antica è Santa Maria della Grazie, con la sua caratteristica base rettangolare e i bei pavimenti musivi a doppio livello. E poi c’è il Duomo cittadino sovrastato dall’Anzolo San Michele, simbolo della città stessa, con il Battistero e il Lapidario.

La centrale Piazza Biagio Marin (foto sopra), fulcro della vita cittadina, è un omaggio al famoso poeta locale. Qui si trova anche la sua casa natale riconoscibile per una targa che riporta una quartina, in cui il poeta canta  l’amore profondo che lo ha sempre legato al mare della sua Grado.

L’area pedonale, molto ampia, si estende da Viale Europa Unita e Viale Dante Alighieri e lungo le vie parallele alla spiaggia ed al lungomare Nazario Sauro.

La parte moderna invece presenta eleganti palazzi e moderni impianti turistici e un suggestivo lungomare che spalanca lo sguardo verso tutta la riviera di Trieste e la costa dell’Istria.

La cittadina friulana rappresenta da sempre anche un luogo salutistico grazie alla sua aria salmastra e all’assenza di nebbie e foschie spazzate via dalle brezze marine e dal borino che soffia dal Carso. Il porto, oltre a rappresentare il salotto cittadino, è anche la via d’accesso alla laguna, scenario naturale di eccezionale fascino in ogni stagione, fonte di ispirazione per artisti di ogni tempo. La ricchezza naturale, l’architettura spontanea dei “casoni”, la suggestiva combinazione di luci, riflessi e colori di straordinaria intensità, la quiete che vi si respira, unite alla percezione del rapporto estremamente equilibrato e rispettoso che i gradesi hanno saputo mantenere in questi luoghi, sono elementi che non mancano di incantare i visitatori in qualunque periodo dell’anno ed in particolare per le festività natalizie.

La Laguna un luogo senza tempo

Ciò che rende Grado unica è la sua laguna. Uno scenario naturale di indiscutibile bellezza e straordinaria ricchezza naturale, in costante evoluzione. Un paesaggio terracqueo che si estende per oltre 16 mila ettari di terra e di mare, fra le foci dell’Isonzo e del Tagliamento. Un piccolo mondo fantastico, immerso nella quiete della natura. Un intricato reticolo di canali e valli che si dipanano tra gli isolotti che da queste parti vengono chiamati “mote”. In laguna, alte e basse maree si alternano ritmicamente garantendo un costante ricambio d’acqua che, mescolandosi con l’acqua dolce dei fiumi, crea un ambiente favorevole alla vita di un gran numero di specie di piante, di pesci e di uccelli.

Grado e la sua laguna piacquero da subito a Pasolini tanto da fargli scrivere nel suo libro “La lunga strada di sabbia” che “Grado è a due passi, appena oltre Aquileia, oltre il nuovo sottile ponte, piatto tra le piatte isole, la piatta acqua lagunare. Il grigio-azzurro del suo cielo e il verde dei suoi alberi friulani, il vermiglio e il cobalto attutiti del suo porticciolo, e l’oro dei capelli della sua gioventù, ne fanno un luogo dell’anima.

Sulle “mote”, si trovano anche i “cason”, abitazioni caratteristiche nate inizialmente come rifugio e trasformate poi in abitazione. L’intelaiatura è di legno ed il tetto piramidale è di canna, obbligatoriamente “de fìumera”, tagliata a mano, seccata ed annodata. La porta d’entrata è orientata verso ovest per riparare dai venti che soffiano in prevalenza da est. All’interno c’è il focolare mentre, la cuspide del tetto, funge da camino ma è costruita in modo da impedire l’ingresso dell’acqua piovana.

Un tempo costituivano le umili abitazioni dei pescatori lagunari ed oggi rappresentano uno degli emblemi di questa terra. Pasolini era solito rilassarsi in alcuni di questi, dopo avere fatto un giro in batèla (l’imbarcazione adatta a navigare in laguna a fondo piatto, senza chiglia), anche se pare soffrisse di mal di mare. Da questi momenti di relax, soprattutto nel casone detto “Mota di Safon”, circondato da uno scenario naturale straordinario, regno dell’acqua, del vento e del silenzio quasi assoluto, interrotto ogni tanto dal volo di un qualche volatile, nacque in lui l’ispirazione di girarvi alcune scene del film Medea, tratto dall’omonima tragedia di Euripide, ed interpretato da Maria Callas.

Come si diceva i “cason” sono uno dei simboli indiscussi di Grado. La testimonianza più preziosa della storia della laguna e del rapporto equilibrato e rispettoso mantenuto dai graisani con il loro ambiente. Alcuni sono abbandonati, altri invece recuperati e diventati luoghi di ristoro dove è possibile degustare piatti di buon pesce accompagnati da un calice di vino.  Qualcuno di questi sono dei piccoli musei come quello di Vitige Gaddi (cacciatore, fotografo, viaggiatore, casoner, graisan), lungo la Mota dei Beviacqua, con una interessante raccolta di foto relative ai suoi viaggi, alle persone che ha incontrato, che hanno visitato il suo casone e personaggi della Grado di una volta con tanti oggetti di uso quotidiano.

Se rimane un po’ di tempo si può arrivare anche all’isolotto vicino Porto Buso, nella parte ovest della laguna, dove si trova il “Mota Safon” dai più conosciuto come “Cason de Pasolini”, anche questo un casone museo oggi sede di rappresentanza dell’Associazione Graisani de Palù nata per valorizzare il ricco patrimonio storico ed ambientale della laguna.

Per un’escursione in laguna si può prenotare il taxi boat di Mirko Boat (Cell. 345-4686207. Sito Internet www.mirkotaxiboat-grado.com). Il punto principale di imbarco è in Riva Slataper di fronte all’Hotel Savoy.

 

La laguna comprende anche due importanti riserve naturali, Valle Cavanata (Foto sopra), zona umida di valore internazionale in ragione delle 270 specie di volatili migratori che vi nidificano e l’Isola della Cona alla  foce dell’Isonzo, che ricomprende gli ultimi chilometri del fiume. Entrambe sono facilmente raggiungibili e piacevole meta di escursioni adatte a tutta la famiglia.

La cucina gradese sapori antichi e unici

Grado è anche ricca di sapori, piatti tipici e prelibati ortaggi tanto che la si potrebbe raccontare, in maniera gustosa, attraverso la sua tradizione enogastronomica. La cucina graisana è principalmente improntata sul pesce. La laguna rappresenta da sempre la ricchezza principale a cui attinge ancora oggi la cultura culinaria gradese, ed è quindi il pesce azzurro il protagonista della tavola: a detta degli intenditori è in questa area dell’Adriatico che il pescato è il più saporito in virtù dell’elevata salinità del mare e dei bassi fondali della laguna gradese. Fra le verdure si ricorda l’asparago bianco di Fossalon IGP.

Alici, comunemente chiamate “sardoni”, sardine, qui conosciute come “sardelle”, sgombri, papaline, suri, aguglie, volpine, cefali, lanzardi, palamiti e, addirittura, tonni sono all’origine della varietà della cucina locale. I “sardoni” salati sono, dal 2004, un “prodotto agroalimentare tradizionale del Friuli Venezia Giulia”. Sardine conservate sotto sale e poi sott’olio (le “Isolane”), oppure impanate e fritte o “in savor” o a “scotadeo” (cotte in padella dopo essere state lavate solo in acqua marina).

Molto apprezzata anche “l’anguila in speo”, l’anguilla tagliata a pezzi viene cotta su uno spiedo ricavato da un ramo d’alloro. Al termine della cottura, dopo avere perso tutto il grasso, diventa croccante fuori e morbida dentro. Una vera bontà.

Il piatto locale per eccellenza è il “Boreto alla graisana” (Foto sopra) con una decina di varianti, una più gustosa dell’altra. È una pietanza antica e unica caratterizzata dalla semplicità degli ingredienti (pesce fresco, olio extravergine d’oliva, aglio, sale, pepe nero e aceto) e della preparazione.

Creato in origine dai pescatori della laguna con il pesce fresco che non era stato venduto al mercato, il Boreto è l’emblema di una vita fatta di mare e pesca. Una ricetta antichissima, tramandata di generazione in generazione, che oggi subisce qualche variante, che ne valorizza sempre la tradizionale preparazione.

Il Boreto, quello vero, è un piatto povero che non necessita di alcun tipo di guarnizione, se non di essere accompagnato con della polenta bianca. Veniva utilizzata la polenta bianca, anziché quella gialla, più comune nella cucina di quasi tutta la regione, perché in quei tempi di miseria questa era la meno raffinata, si trovava più facilmente ed era più adatta ad essere scambiata al mercato con il pesce. Per quanto poi riguarda il vino, il Boreto inizialmente veniva accompagnato con del vino bianco, ma ormai è tradizione che si sposi con del buon vino rosso, a seconda del Boreto: Merlot, Refosco o Cabernet saranno degli ottimi compagni di tavola. L’intero territorio vicino a Grado, particolarmente vocato per la coltivazione della vite, offre bottiglie di qualità, con un’ampia scelta di eccellenti vini bianchi e rossi, di collina e di pianura.

Al termine del pranzo o della cena non può mancare un bicchierino di Santonego (Foto sopra), il digestivo per eccellenza di Grado, da degustare liscio o ghiacciato. Si tratta di una speciale infusione alcolica di assenzio marino, pianticella perenne aromatica lagunare, con proprietà amaro-toniche, dalle foglie color verde argentato, che fiorisce tra agosto e settembre.

Grado Isola del Natale con tanti presepi

In questo periodo sono oltre 250 i presepi in mostra nella tradizionale rassegna natalizia di Grado. Decine di artigiani e di semplici appassionati hanno lavorato a lungo utilizzando i più diversi materiali, per creare presepi di varie dimensioni, curiosi, curati e ben ambientati. Ogni angolo del “castrum” ne ospita almeno uno e sono visibili in un percorso itinerante, fra calli e campielli, e nei locali del Palazzo Regionale dei Congressi dove sono ospitati quelli preparati con i materiali più fragili e preziosi.

I Presepi in esposizione (fino prossimo 6 gennaio) sono realizzati non solo dai cittadini e dalle associazioni gradesi bensì anche da altre realtà regionali, nazionali e internazionali che organizzano manifestazioni simili nei loro territori, come a esempio il Veneto, la Lombardia, l’Istria, l’Austria e la Gran Bretagna.

Dove mangiare. Come è facile immaginare, per mangiare bene a Grado non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ci sono una infinità di ristoranti e trattorie che propongono una cucina di grande qualità. Si consiglia una sosta gustosa al Ristorante La Dinette in Riva Giovanni da Verrazzano.

Lo chef Luca David (foto sopra con la moglie), che gestisce il locale da un paio d’anni, propone un menù molto interessante che cambia seguendo il ritmo delle stagioni e per mettere assieme due mondi quello dei sapori del passato declinati con la qualità moderna. Fra i tanti piatti del menù si consiglia di assaggiare lo sgombro in saor “leggero” con cipolla di Tropea, poi il baccalà mantecato con polenta, a seguire una lasagnetta alla busera di gamberi e per finire polpo tostato con patate dolci affumicate e guanciale.

Dove Dormire. Anche in questo caso non c’è che l’imbarazzo della scelta. Si può provare l’Hotel Marea in via dei Provveditori al margine della zona a traffico limitato. Un buon “trestelle” fronte mare con un interessante ristorante che propone ottime pietanze a base di pesce.

Informazioni: Consorzio Grado Turismo. Sito internet: www.grado.it ; E-mail: info@gradoturismo.org.

By | 2018-12-23T11:44:10+00:00 dicembre 2018|Destinazioni|