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In Salento, alla scoperta di cultura ed enogastronomia 

In Salento, alla scoperta di cultura ed enogastronomia 

L’autunno, quando le foglie, ormai gialle, cominciano a cadere dagli alberi, è il periodo dell’anno perfetto per conoscere il Salento, il tacco dello stivale d’Italia, che regala a chi è alla  ricerca di un prezioso turismo di nicchia tante emozioni e spunti culturali. 

 

Senza la folla che caratterizza il turismo estivo e che non permette di  apprezzare al meglio le bellezze dei luoghi,  il Salento dà il meglio di sé! 

Non solo i turisti, ma anche gli appassionati gourmet troveranno nella punta estrema della Puglia momenti esaltanti, con assaggi di cibi e vini straordinari. In Salento, alla scoperta di cultura ed enogastronomia 

A proposito di vini, una sosta per un aperitivo nella Cantina Apollonio , un’azienda arrivata alla quarta generazione  che produce ottimi vini con i vitigni autoctoni di Primitivo e Negroamaro, è d’obbligo. Se, poi, l’aperitivo ha stuzzicato l’appetito, si può fare una tappa golosa nell’Agriturismo Costa, dove i prodotti a chilometro zero si faranno sicuramente apprezzare. 

Imperdibile, inoltre, una visita alla Cairo&Doutcher, l’azienda fondata da Uzi Cairo, che viene considerata leader in Europa per la produzione degli alberi di melograni e che oggi sta sperimentando i primi avocado, mango e goji adatti al clima dell’Italia meridionale! 

La zona è quella di Copertino, cittadina famosa per aver dato i natali a San Giuseppe, detto Santo dei voli, perché letteralmente…volava! Un luogo bellissimo, ideale per un’idea di turismo lento all’insegna della spiritualità.

“Abbiamo questo grande dono che è San Giuseppe e intorno a questa grande figura intendiamo costruire un turismo legato ai luoghi della spiritualità”, dice il sindaco Sandrina Schito. “L’idea è di proporre il nostro territorio a viaggiatori attenti, dal palato raffinato che vogliano gustarsi lentamente tutte le ricchezze che vengono loro  proposte: dai buoni sapori nelle aziende di eccellenza ai luoghi dello spirito che ci parlano di San Giuseppe e dei suoi voli”.

“Ispirandosi a Copertino, tre frati fondarono in California, Cupertinum, la citta che ospita oggi la Apple”, dice l’assessore alla cultura Cosimo Lupo. “Ogni anno arrivano nella nostra città studenti da oltreoceano per conoscere in qualche modo le loro origini e rinsaldare i rapporti di amicizia”.

Copertino, dal centro storico ricco di chiese barocche, ricami di pietra e palazzi gentilizi, offre quindi l’itinerario dello Spirito legato a San Giuseppe: la chiesa delle Clarisse dove il Santo, innamorato della Madonna, spiccò il primo volo, il Santuario della Grottella dove visse da frate e infine, il Santuario a lui dedicato, costruito a ridosso della piccola stalla, dove nacque e dove viene custodito il suo cuore, donato dai frati di Osimo (dove San Giuseppe è sepolto) a Copertino. Ed è un cuore che bruciava d’amore per la Madonna, tanto da essere stato trovato ridotto in polvere!

Spostandosi a Veglie, distante solo pochi minuti d’auto, si scoprono tesori culturali nascosti: la chiesa, il convento e la cripta della Madonna della Favana, il centro storico e il frantoio ipogeo, che potrebbe essere considerato uno dei tanti “pozzi petroliferi” del passato, dove si produceva l’olio-petrolio
di una volta, che serviva non solo per l’alimentazione, ma soprattutto per illuminare le vie delle grandi città di tutta Europa, da Parigi a Londra fino a Mosca.

“Veglie ha tanti tesori per attrarre turismo tutto l’anno”, dice l’assessore alla cultura Giusi Nicolaci. “Il nostro convento dalle volte interamente affrescate, la cripta della Madonna della Favana e il centro storico sono i nostri fiori all’occhiello. E noi stiamo facendo di tutto per valorizzarli”.

Una grande scoperta è la bellezza della facciata della chiesa madre, il cui portale è stato realizzato seguendo i multipli del 12, un numero carico di simboli, secondo i recenti studi dell’architetto Flavio Vetrano, appassionato cultore della storia dell’arte locale, il quale ricollega anche gli affreschi della Cripta della Madonna della Favana alla stessa scuola pittorica della famosa basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina. 

A pochi chilometri di distanza ecco Carmiano, dove il vino è prodotto non solo in quantità, ma anche a livelli qualitativi di eccellenza. Nell’aria si sente risuonare il suono della pizzica, la tipica musica salentina dal ritmo sfrenato, chiamata così  perché gli strumenti musicali vengono “pizzicati” per generare i suoni.

“La nostra città punta tutto sulle sue eccellenze enogastronomiche”, spiega l’assessore alla cultura, Stefania Arnesano. “Quindi proponiamo soste golose alla scoperta dei sapori autentici del Salento”. 

Ed eccoci, perciò, nella Cantina Petrelli, dove si possono degustare eccellenti vini a base di uve primitivo e negroamaro. “Qui innovazione e tradizione vanno a braccetto”, spiega il titolare. “Siamo molto richiesti per il nostro primitivo e per il negroamaro”.  

Per gli amanti dei dolci non può mancare una tappa golosa nella Pasticceria Perrone, dove si può mangiare il dolce tipico salentino, il mitico pasticciotto, dall’involucro di friabile pasta frolla che racchiude all’interno un ripieno di  golosa  crema pasticcera. Da Perrone è davvero squisito! La pasticceria Perrone produce anche degli squisiti (ma forse non esiste un aggettivo adeguato per definirli!) cioccolatini, che il cuore liquido, a base di vino bio della Cantina Vaglio Massa, rende sublimi. 

La cantina Vaglio Massa è un’eccellenza della zona, perché – come spiega la proprietaria Sonia Vaglio Massa, una battagliera signora proveniente da Parma – “I nostri vini provengono tutti da agricoltura biologica. Inoltre, abbiamo accettato la sfida sui bianchi. Chi l’ha detto che li sanno fare solo le cantine del Nord?”.

E a proposito di sfida tra Nord e Sud, i distillati della Distilleria Verola del cavaliere Spedicato&figli – che produce ottimi distillati e grappe aromatizzate alla mandorla, alle essenze mediterranee e grappe barricate –  hanno vinto numerosi premi proprio a Bolzano e in Trentino!In Salento, alla scoperta di cultura ed enogastronomia 

 Sapevate che Carmiano è chiamata la città del pane? E’ molto apprezzato quello di Stefano Conversano del Panificio Rosetta che utilizza solo farine di prima scelta, al fine di proporre tante tipologie di pane, tutte molto gustose e altamente digeribili,  grazie alla lenta lievitazione.

Non si può ripartire da Carmiano senza visitare la bellissima Chiesa dell’Immacolata, risalente alla metà del ‘600, arricchita da pregevoli altari barocchi. Sulle pareti della chiesa vi sono sei affreschi racchiusi in medaglioni di stucco dorati che, unitamente all’affresco dell’Altare Maggiore, rappresentano le sette festività della Madonna.

Bastano solo 10 km per cambiare scenario e trovarsi a Lequile, dove si può ammirare il refettorio del Convento dei Frati minori, splendidamente affrescato e arricchito da una splendida Ultima Cena e, sulla parete opposta, da un dipinto dedicato allo storico incontro tra San Domenico e San Francesco.

Ma quali sono i tesori di Lequile? “Oltre al convento”, spiega il sindaco Antonio Caiaffa, un profondo conoscitore dell’arte e della storia locale, “da vedere ci sono la Chiesa di San Vito dai fregi in foglia oro, la Chiesa madre, con quadri di importanti scuole pittoriche e altre chiese dette minori, ma che minori non sono per la bellezza delle opere d’arte custodite all’interno. Il centro storico è poi ricco di palazzi gentilizi di notevole bellezza e pregio”.

 Lequile non è famosa solo per le sue opere d’arte. Sempre più appassionati e famiglie frequentano il nuovo centro sportivo, affidato a un giovane intraprendente, il capitano Andrea, che ha inventato un campionato con le squadre locali nei panni dei loro idoli in serie A: Juventus, Inter, Lecce (eccezione concessa…) e anche in Campions League: Barcellona, Real Madrid…

 …ma il viaggio continua e ci porta ad Arnesano,  alla scoperta di un altro capolavoro dell’arte barocca, la  Chiesa dell’Annunziata e di Sant’Antonio,  custodita da un’anziana signora dal piglio giovanile e dall’entusiasmo inarrestabile, la signora Carmelina, che apre le porte della chiesa e racconta la sua storia ai visitatori.
“E’ da 50 anni che mi prendo cura di questa bellissima chiesa, che un tempo aveva tre navate”, dice la signora Carmelina. “La apro ai visitatori e spero che sia presto restaurata”. Bellissimi gli altari barocchi che vengono attribuiti al padre del barocco leccese, Giuseppe Zimbalo, lo stesso che firma la facciata della più famosa Santa Croce a Lecce!
A pochi passi dalla chiesetta si trova il magnifico Palazzo marchesale,  dai saloni interamente affrescati. E la scommessa si chiama valorizzazione delle opere d’arte e del turismo.
“Arnesano ha tesori inestimabili, che possono diventare grandi attrattori per il turismo”, dice il vicesindaco Marco Petrelli.

Prima di lasciare Arnesano imperdibile è una tappa golosa in uno dei suoi forni di pietra, che qui testimoniano ancora oggi antiche tradizioni contadine.

Il signor Peppino Imbriani, detto PUCCIA, che in dialetto salentino indica proprio una sorta di pane tipico della zona, accoglie tutti con grande gentilezza, senza smettere, però, di fare il suo lavoro.

Seguendo un profumo di vino intenso e avvolgente, quasi alla stregua di Pollicino, arriviamo a Leverano, dove la storica Cantina Conti Zecca,  impegnata nel campo della viticoltura da oltre cinque secoli, sta dandosi un nuovo volto, al passo con i tempi,  puntando sull’agricoltura sostenibile e sulla produzione di vino biologico. 

“Il nostro futuro porta alla campagna, esattamente da dove parte la nostra storia”, dice il giovane Clemente Zecca, quinta generazione di vignaioli appassionati. “Siamo orgogliosi di praticare l’agricoltura sostenibile che dà maggiore carattere e territorialità ai vini. La consideriamo un omaggio alla nostra terra, il Salento”.

Altra importante realtà è la Cantina cooperativa Vecchia Torre, che annovera ben 1250 soci.

“Stiamo per festeggiare i primi 50 anni di vita cooperativa”, dice il presidente Antonio Tumolo che brinda ai numerosi traguardi raggiunti negli ultimi anni.

Soddisfatto il sindaco di Leverano, Marcello Rolli, che è anche presidente dell’Unione dei Comuni Union3. “Il ruolo che la cooperativa Vecchia Torre ha svolto nel nostro territorio è stato di primaria importanza: ha dato impulso all’occupazione, al recupero dei vigneti e dell’agricoltura in generale, un modello di cooperazione da prendere come esempio”.

Se si ha la fortuna di trovarsi a Leverano a novembre si può partecipare a Novello in Festa, una manifestazione che si svolge nel centro storico della cittadina, ricco di chiese barocche. Giunta quest’anno alla sua 21° edizione, vede protagonista il vino novello, accompagnato da gastronomia, musiche e danze salentine. Durante l’edizione del 2018, che ha richiamato fino a 12mila visitatori a sera, è stata organizzata una straordinaria iniziativa: uno show cooking dell’associazione dei ristoratori salentini CibuSalento, realizzato al fine di conservare, promuovere e valorizzare le ricette e i prodotti tipici del Salento, con particolare attenzione a quelli legati al mondo della pesca. L’iniziativa è firmata dal Gal Terra d’Arneo presieduta con grande tenacia da Cosimo Durante, cui va il merito di aver dato un enorme impulso all’economia e alla promozione del Salento.

Tra una cantina e l’altra, rischiando di finire un po’ brilli, ci si può recare a Monteroni nell’elegante Cantina Apollonio, che produce vini molto raffinati.
“Abbiamo scelto di produrre i nostri vini nel rispetto della tradizione”, spiega Marcello Apollonio, “Tutti i nostri vini maturano in barrique. Siamo presenti in 36 paesi del mondo”.

..ma Monteroni non è solo vino prelibato! Vicino alla cantina scopriamo straordinarie ville in stile eclettico.
Fanno parte di un itinerario turistico che l’amministrazione comunale intende promuovere.

“Monteroni è ricca di attrattori culturali come le Ville eclettiche dei primi del ‘900”, spiega l’assessore Giorgio Manfreda. “Ma ci sono anche eccellenze nel campo dell’artigianato, come il grande Carlo Carlà, espressione dell’eccellenza e del saper fare tutto italiano!”

Ed eccoci quindi nella villa Misdrachi ad ammirare il secondo albero di canfora più grande d’Europa. La villa, in stile liberty, viene spesso richiesta per realizzare set cinematografici, grazie al suo fascino rimasto intatto.
Un magnifico e curato giardino all’italiana con eleganti fontane circonda Villa De Giorgi, abitata dai proprietari come seconda  casa e adibita anche ad un curato B&B.

A pochi passi scopriamo un maestro artigiano d’eccezione: Carlo Carlà, il mago delle biciclette, che nel 1976 inventò la prima bicicletta aerodinamica utilizzata da Moser per vincere ai Mondiali!
A 88 anni è ancora sempre lì, tutte le mattine nella sua bottega. “Ho il vizio di lavorare da quando avevo 6 anni”, spiega commuovendosi.
“Ora lavoro non per bisogno, ma per passare il tempo e non pensare ad alcuni dispiaceri”. 

Il maestro Carlà ci conduce alla scoperta del suo negozio, dove ci sono biciclette di ogni tipo e anche la locandina del Quotidiano locale, dove si racconta che lui aiutò a realizzare il primo prototipo di una macchina che con un litro di benzina faceva 500 chilometri. “Il ragazzo che la inventò”, racconta con orgoglio il
maestro Carlà, “è arrivato ai vertici della Bosch in Germania”.

 Come concludere un viaggio così speciale,  se non andando ad ammirare  uno spettacolare tramonto a Porto Cesareo, che, oltre a quelle naturalistiche, ha anche tante risorse culturali  da mettere in campo?

“La nostra offerta”, dice l’assessore Paola Cazzella, “non si concentra solo sul turismo balneare, ma punta anche al turismo naturalistico grazie alla presenza del Parco regionale e Area Marina Protetta, che organizza visite ed escursioni guidate, al Museo di Biologia marina, realizzato in collaborazione con l’Università del Salento. Inoltre abbiamo puntato anche sull’offerta culturale. Nella Torre Chianca, restaurata da poco, è possibile ammirare la copia della statuina del dio egizio Thot.
L’originale venne ritrovato nel 1932,
proprio nelle acque antistanti la Torre di Torre Chianca da alcuni pescatori. Si tratta di un esemplare unico al mondo”.

Il desiderio di fare un viaggio per conoscere un Salento fuori stagione, bello (e forse ancora di più) come quello che si può apprezzare nella bella stagione  è simboleggiato dalla  statuina del Dio Thot, custodita nella
torre di Torre Chianca, perché il dio Thot era il dio egizio della conoscenza e del sapere, protettore degli scribi, una sorta di  giornalisti ante litteram. 

 Perché viaggiare è conoscenza!

Dove dormire
Hotel Conchiglia Azzurra – Porto Cesareo
Dove acquistare prodotti tipici
Cantina Conti Zecca – Leverano
Cantina Vecchia Torre – Leverano
Cantina Marulli – Copertino
Cantina Vaglio Massa – Carmiano
Cantina Petrelli – Magliano
Panificio Rosetta – Carmiano
Panificio Peppino Imbriani – Arnesano
Cairo&Doutcher – vivai di fiori, piante ornamentali e alberi da frutto
– Copertino
Dove mangiare
Ristorante Malcandrino – Monteroni
Ristorante Villa Maresca – Carmiano
Agriturismo Costa – Copertino
Ristorante Li Spilusi – Arnesano
Ristorante Corte del Gusto – Lequile
Ristorante Conte Cavour – Veglie
Agriturismo Montetirena – Leverano

Anna Rubinetto 

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1 comment

Estate in Salento: una vacanza al mare e non solo - Viaggiare News Maggio 2022 at 13:48

[…] Salento è una terra ricca di cultura, tradizioni e luoghi incantevoli da visitare, che accoglie il turista […]

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