SWISS lancia la campagna «Moments that last» e intervista Lutz Jäncke sui ricordi di viaggio

SWISS lancia la campagna «Moments that last» e intervista Lutz Jäncke sui ricordi di viaggio
SWISS
intervista il professor Lutz Jäncke sul  significato delle esperienze di viaggio a livello emozionale  e lancia la campagna «Moments that last».

«I ricordi di viaggio sono come una breve vacanza multisensoriale»

 Come esperto in neuropsicologia, il professor Lutz Jäncke spiega da un punto di vista scientifico per Swiss International Air Lines (SWISS) perché e come i viaggi e il loro ricordo ci influenzano.
Nell’intervista chiarisce come i momenti vissuti in vacanza non soltanto rimangono in memoria molto a lungo, ma ci restano anche con una particolare ricchezza di dettagli, e specifica anche cosa tutto questo ha a che fare con le nostre emozioni.

Professor Jäncke, spesso ci ricordiamo esperienze di vacanza o di viaggio in modo ben più intenso e prolungato rispetto alle situazioni quotidiane. Perché?
Professor Lutz Jäncke: La nostra memoria autobiografica contiene ricordi particolari della nostra vita: i tempi della scuola, il matrimonio o anche ricordi di viaggio. Questi ultimi vengono nutriti dalla leggerezza e della spensieratezza tipiche delle vacanze, dallo stimolo legato alle novità e dal dolce sapore di ciò che è estraneo ed esclusivo. Mentre ci abituiamo alla quotidianità, tutto ciò che è estraneo attiva istintivamente la nostra attenzione. La memoria autobiografica collega queste diverse informazioni in una storia composta da tante differenti esperienze sensoriali, in altre parole in una storia multisensoriale. Ricordiamo straordinariamente bene episodi di questo tipo che includono informazioni autobiografiche perché si tratta di noi stessi. Spesso ci vengono in mente apparentemente dal nulla, mentre siamo al lavoro o a casa.

Esattamente, come vengono richiamati questi ricordi di viaggio?
Jäncke: Per proiettare questo film multisensoriale nel nostro sistema percettivo interno è sufficiente uno stimolo peculiare. I profumi sono lo stimolo scatenante più frequente per tali ricordi perché il senso che li riceve è localizzato nella parte del cervello più antica dal punto di vista dello sviluppo. Accanto all’olfatto, la vista svolge un ruolo significativo, poiché l’evoluzione ci ha resi animali vedenti. Ma anche i messaggi acustici o i contatti fisici possono scatenare ricordi. Un prerequisito essenziale è tuttavia che un evento sia collegato a determinate emozioni che ancorano le esperienze nella nostra memoria.

Quale ruolo svolgono le emozioni su come ricordiamo determinate esperienze?
Jäncke: Le emozioni acuiscono le nostre esperienze: eventi particolarmente ricchi di emozioni possono successivamente tornarci in mente come un lampo di memoria (flashbulb memory). Le emozioni sono fondamentalmente il collante dei nostri ricordi. Questo vale particolarmente per i nostri ricordi di viaggio: grazie agli stimoli emotivi, restano ancorati in modo stabile nella nostra memoria autobiografica.

La stimolazione emotiva rilascia infatti ormoni e neurotrasmettitori come la noradrenalina e l’adrenalina, che favoriscono lo sviluppo delle connessioni sinaptiche. Gli stimoli emotivi vengono quasi «marchiati a fuoco» nella matrice della nostra memoria autobiografica.
In ultima analisi vale questa regola: più forte è lo stimolo emotivo durante l’evento, più intenso è il ricordo che ne deriva.

Non sempre i nostri ricordi sono accompagnati da emozioni intense. Ma allora come fanno a imprimersi nella nostra memoria?
Jäncke: Ha ragione, in vacanza spesso si tratta piuttosto di stati d’animo «silenti», ma prolungati, che tuttavia si ancorano esplicitamente nella memoria. Durante i nostri viaggi e in vacanza, il sistema percettivo riceve tanti stimoli nuovi e inusuali che il nostro cervello elabora in via prioritaria: essi lasciano solchi profondi nella matrice dei nostri ricordi.

La particolarità del ricordo deriva quindi dal contrasto rispetto alla quotidianità e a ciò che percepiamo come normale.

Durante le vacanze percepiamo l’ambiente che ci circonda in modo diverso rispetto alla vita quotidiana? E questo ha effetti sui nostri ricordi di viaggio?
Jäncke: Sì, durante i viaggi percepiamo molti più dettagli rispetto alla vita a casa. Nella vita di tutti i giorni teniamo lontane le informazioni onerose, svolgendo molti compiti in modo automatico e limitando la nostra percezione.

In psicologia questo fenomeno viene chiamato «cecità funzionale». Ma in vacanza la nostra attenzione ha di nuovo possibilità di vagare.
Inspiriamo il profumo dei pini o ci godiamo in tranquillità la vista su una baia. In questi momenti, dettagli apparentemente irrilevanti diventano eventi percettivi centrali.
Possono ripresentarsi come un lampo nella nostra quotidianità e riportarci con il pensiero alle nostre vacanze.

Che cosa scatenano in noi, a livello di pensiero, questi «lampi di memoria» delle vacanze?
Jäncke:I lampi di ricordi, frammentari ma dettagliati, assumono ruoli importanti nell’intera struttura della nostra esistenza.Non sono soltanto colonne significative delle nostre cronache di vita, quanto piuttosto possenti protagonisti della maggior parte dei ricordi quotidiani. I ricordi legati alle vacanze, che diventano coscienti fin nel minimo dettaglio, sono ancorati profondamente nella memoria e si impongono con relativa facilità trasformandosi in fonte di motivazione e relax.

Si potrebbe interpretare questa condizione di consapevolezza come una breve vacanza multisensoriale, che come un flash ha la forza, nelle situazioni spiacevoli, di riportarci in una condizione positiva. Questi «lampi di memoria» legati ai viaggi sono fonte di motivazione: generano sensazioni di nostalgia, stimolano obiettivi e desideri che sprigionano in noi la forza di superare situazioni difficili, per poi poter vivere nella realtà queste esperienze di viaggio. I ricordi piacevoli e felici vengono ricordati con vivacità, mentre ciò che è spiacevole passa in secondo piano. Ma questo non basta: i ricordi di viaggio sono talmente potenti da influire anche sulla nostra personalità.

In che misura i viaggi, e i loro ricordi, forgiano la nostra personalità?
Jäncke: I ricordi di viaggio sono particolarmente ricchi di emozioni e dettagli che conferiscono loro particolare chiarezza e nitidezza. Ciò che li rende importanti è che formano la nostra personalità.

Con la frase «noi siamo i nostri ricordi», il famoso psicologo specializzato nella memoria Daniel Schacter è giunto a una conclusione: i ricordi di viaggio rappresentano una parte importante di ciò che siamo, anno parte della nostra esperienza di vita e costituiscono una componente significativa della nostra personalità. Senza i ricordi, la nostra personalità sarebbe più povera di alcune attraenti sfaccettature.

 

Professor Lutz Jäncke
Il professor Lutz Jäncke, dottore in scienze naturali, ha una cattedra di neuropsicologia presso l’istituto di psicologia dell’Università di Zurigo. Per conto di SWISS spiega la particolarità dei ricordi di viaggio e perché proprio questi siano per noi così importanti.

 «Moments that last»
Come compagnia aerea, SWISS trasporta le persone in tutto il mondo e consente ai propri viaggiatori viaggiatori esperienze di viaggio uniche. Con la campagna «Moments that last», SWISS vuole invitare i viaggiatori a scoprire il mondo con mente aperta, creando così ricordi di straordinarie esperienze, che restano per tutta la vita.

Maggiori informazioni su: swiss.com/moments.

By | 2019-05-06T06:00:34+02:00 Ottobre 2018|News|