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Sauris un borgo carnico tutto da scoprire

La Carnia offre un paesaggio vario e suggestivo in ogni stagione. Anche ora che gli alberi cambiano colore e sembrano vestiti a festa con le loro sfumature autunnali.

Splendidi i panorami montani con folti boschi e ampi prati. Racchiusa tra montagne nella parte settentrionale del Friuli, in uno straordinario ambiente naturale, la Carnia custodisce alcuni borghi caratteristici, uno più bello dell’altro, che meritano di essere visitati.
Parlare di Sauris è ricordare il suo lago artificiale verde smeraldo dagli incredibili riflessi. Sembra una perla incastonata tra i monti. E’ stato costruito da una diga di sbarramento sul fiume Lumiei. D’estate è possibile andare in canoa o praticare la pesca.
Lontano dai centri abitati, si possono percorrere sentieri che si dipanano nel silenzio delle montagne che sembrano dipinte. Luoghi incantati fuori dal tempo, ricercati da chi vuole rallentare i ritmi frenetici che la città impone.
Sauris è conosciuto anche per il suo prosciutto crudo che ha ottenuto il marchio europeo IGP nel 2010.  Il borgo si trova a circa 900 m. di altitudine e le condizioni ambientali consentono l’allevamento di suini sani che daranno prosciutti molto gustosi. La loro caratteristica è la lieve affumicatura ottenuta dal legno di faggio, che cresce abbondante in questa zona. Il prosciutto di Sauris diventa così inconfondibile per quel suo lieve sapore affumicato.

L’artigianato che conquista

Sauris raddoppia. Le frazioni  Sauris di Sopra e Sauris di Sotto, con i loro borghi autentici fatti di case in pietra e legno, dimostrano come lo stereotipo, che gli abitanti della Carnia sono riservati e di poche parole, sia una falsa credenza. Protetti dalle loro montagne sanno invece aprirsi alle persone che vogliono visitare i loro luoghi e sanno essere molto ospitali.

Per rendersene conto basta entrare nelle botteghe artigianali in cui si lavorano tessuti o in quelle dove si intaglia il legno. Insieme ai manufatti anche la cordialità prende forma.

All’inizio del paese, accanto al Municipio, in una graziosa casetta tipica dell’architettura  saurana si trova la Tessitura Artigiana. Un artigianato artistico valorizzato dall’ambientazione calda della lana e del legno. Produce e vende tappeti, arazzi, scialli friulani ed altri oggetti tessili per arredare la casa. Tutti rigorosamente lavorati su telai a mano. Un’arte antica tramandata nei secoli, che è ben radicata nella cultura locale, e che ora rivive attraverso le mani delle sorelle Sandra e Adriana Schneider, proprietarie della Tessitura.

Impossibile resistere ai colori che  sono mutuati da quelli dell’autunno, catturati e intrecciati nelle sciarpe realizzate proprio in questo piccolo laboratorio. Le gradazioni del giallo, rosso-arancione e marrone coloreranno allegramente l’inverno ricordando al turista che le acquisterà l’incanto di Sauris. I disegni creati sui manufatti sono copiati da stoffe antiche della tradizione friulana. E’ superfluo ricordare che ogni pezzo è unico e originale. La passione per il lavoro fa usare alle due sorelle materie prime di qualità e tutte in fibra naturale come lana, lino, cotone e seta. Brevi corsi di tessitura sono proposti da Sandra e Adriana, perché non vadano persi i segreti di questo antico sapere (www.tessiturasauris.com).

Gastronomia ricca di golosità

Sauris come già detto è bello anche in veste autunnale. Non importa se la giornata è piovigginosa e fredda, specialmente se si pranzerà all’Albergo Ristorante Riglarhaus che nel dialetto saurano significa “la casa vicino al ruscello”. Il ruscello scorre accanto al locale, le sue acque si “tuffano” nel Lago di Sauris. Dentro un bel camino scoppiettante creerà subito la giusta atmosfera perché a tavola, oltre alla convivialità, trovi posto la conoscenza del territorio assaporando le pietanze della tradizione.

E’ facile, entrando nel locale, sentire che il personale e la gente del posto tra loro parlino una lingua molto particolare, simile a quella tedesca. Si tramandano da secoli questa parlata così come tramandate sono le antiche ricette che presto saranno servite nel piatto.

Paola Schneider, titolare del ristorante e presidente di Federalberghi del Friuli, è anche la regina della cucina di questo ristorante. Per soddisfare la clientela, Paola punta sui piatti della tradizione uniti all’innovazione nel modo di cucinare mantenendo inalterati i sapori e le sensazioni. Attenta al “grasso”, porta in tavola gustosi piatti “misurati”, cucinati senza fretta, usando i prodotti della Carnia, che sceglie personalmente. Antiche ricette preparate con la stessa cura e arte di un tempo per piatti semplici dai sapori rustici.

Le tantissime erbe aromatiche, che in primavera-estate crescono spontanee in questi prati, danno un tocco di profumi e sapori dimenticati. Tarassaco, asparagi selvaggi, pimpinella, ortica, genziana solo per citarne qualcuna. Non sono ingredienti per una pozione magica ma, tutte ottime da mangiare, regalano aromi inediti che sanno di tradizione.

Il suo staff è tutto femminile, in linea con quello che capita in tutta la Carnia dove i ristoranti sono gestiti da donne. La Carnia è terra matriarcale come tutte le terre di migrazione. Gli uomini emigravano in cerca di lavoro e qui rimanevano le donne. Tutto era sulle spalle delle donne e naturalmente anche la conduzione della cucina. Idea che è rimasta diventando oggi il regno delle donne. Paola crede davvero sia così e con convinzione lo rimarca.

Insieme alla mamma e alla sorella Sonia e con l’aiuto della collaboratrice Katuscia, Paola ogni giorno accontenta con le sue pietanze anche i palati più raffinati e delicati. Un segreto c’è. Anzi due. Affiatamento con le collaboratrici che lavorano con lei in cucina e molto, molto impegno.

Per alzarsi da tavola soddisfatti e dire di aver conosciuto i panorami gastronomici della Carnia, bisogna ascoltare quello che Paola consiglia di ordinare.

Per iniziare, un assaggio dei leggendari salumi di Sauris e mues alla crema di formaggi di malga e polenta. D’estate è ottimo un carpaccio di trota.

Come primo, il piatto principe della tradizione carnica: i cjarsons; grandi ravioli a forma di mezza luna ripieni di erbe di campo e uvetta. Il ripieno varia a seconda delle varie ricette locali ma sempre si condiscono rigorosamente con burro fuso e ricotta affumicata grattugiata.

A seguire, i buongustai non possono rinunciare al piatto tipico chiamato  dunkatle, una polenta piuttosto liquida insaporita con bocconcini di carne di maiale, costine e salcicce. Davvero una insolita bontà. In alternativa selvaggina servita con i funghi che sprigionano un aroma pieno e intenso.

Per concludere alla grande, una bella fetta di strudel di mele, rustico e gustosissimo.

Per i più golosi è però possibile chiedere anche un assaggio di altre squisitezze, come la crostata ai frutti di bosco e la torta di pere con le noci. I dolci verranno serviti insieme in uno spettacolare piatto arricchito con della crema di cachi.

E’ incredibile come affettati, formaggi, funghi o frutti di bosco quando li assaporiamo in montagna appaiono al gusto più saporiti.

Sarà l’aria di montagna o, piuttosto, l’essere in vacanza che fanno apprezzare i piaceri della buona tavola.

Riscopriamo la Carnia, e Sauris in particolare, che offre tante e nuove emozioni come la gioia del mangiar bene.

Dove pernottare: si consiglia di provare il Riglarhaus.

Se invece si vuole vivere a stretto contatto con la natura, la scelta può essere uno dei 15 appartamenti costruiti recentemente in tre chalet di Borgo Eibn non lontano dal centro abitato di Sauris di Sotto.

La struttura è costruita con legni di oltre due secoli e pietre antiche, letteralmente circondata dalla bellezza della natura e tanto silenzio. Ci si potrà anche rilassare nella SPA con piscina. Per rispettare al massimo la natura circostante, Borgo Eibn ha pensato ad una valida alternativa green. Tutti gli ambienti sono riscaldati da una grande caldaia a biomassa estremamente ecologica e che garantisce il giusto comfort nei mesi invernali (www.borgoeibn.it).

Info: Carnia Welcome – www.carnia.it, www.riglarhaus.it

Testo e foto di Dorina Cocca

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