Bled e Bohinj le due perle slovene

Bled e Bohinj perle slovene  privilegiano un turismo slow e fanno parte di Alpine Pearls un network di località alpine che hanno l’obiettivo comune della sostenibilità e della mobilità dolce

Ci sono luoghi dove è facile rilassarsi e dimenticare (seppure temporaneamente) le tante preoccupazioni quotidiane. Uno di questi è sicuramente la Slovenia, un “piccolo grande” Paese piantato nel cuore dell’Europa. Con una natura spettacolare, un mare cristallino,  colline, città, borghi storici e villaggi pieni di fascino e ricolmi di storia antica. A questo deve aggiungersi  un inesauribile fonte di sorprese. Tutte le bellezze d’Europa sembrano essersi date appuntamento qui tra le Alpi e l’Adriatico, dove dalle cime innevate delle Alpi Giulie si giunge in poco tempo sulla costa, ammirando paesaggi mozzafiato: vallate, foreste secolari, vigneti e le affascinanti quanto misteriose grotte del Carso.

Un Paese che si riconosce appieno nella sua capitale, Ljubljana (che in sloveno vuol dire “amata”), al tempo stesso dolce ed austera, punto di incontro delle culture occidentali ed orientali. Dalla capitale poi è facile raggiungere ogni angolo del territorio. In pochi chilometri si passa, in maniera sorprendente, dal mare alla montagna, dal Carso al litorale, dall’azzurro dei laghi alle sorgenti di salute e benessere. Andando verso nord est, in direzione dell’Austria, si incontrano Bled e Bohinj due meraviglie della natura. Due oasi di pace e tranquillità adagiate nel Parco Nazionale del Triglav, inserito a pieno titolo tra le sette meraviglie del mondo.

 Vacanza in mobilità dolce a Bled

 Ogni volta che si parla di Bled il pensiero corre veloce ai suoi tre simboli più conosciuti: il meraviglioso castello che dalla collina sovrasta l’intera vallata, lo splendido lago e la romantica isola con la chiesa gotica del XV secolo. Tre biglietti da visita che l’hanno fatto conoscere ed apprezzare in tutto il mondo.

Bled ed il suo lago con l’acqua verde smeraldo danno l’idea di vivere in simbiosi. La cittadina si è sviluppata attorno alle sponde del lago, quasi a volerne raccogliere, almeno in parte, la bellezza misteriosa e per certi versi magica. Basta fare una passeggiata lungo la riva per rendersi conto del cordone ombelicale che li lega.

Lungo il tragitto si passa davanti alla ex residenza privata di Tito oggi trasformata in un hotel di charme (Vila Bled) dal fascino antico. Se si ha ancora un pò di fiato, per affrontare una mezz’ora di camminata, si può arrivare in cima alla collina Osojnica, uno dei punti panoramici più belli dell’intera zona.

Bled e Bohinj le due perle slovene

Sul lago con la pletna (Foto Bled Tourist Board)

Comunque una volta a Bled ci sono cinque cose che debbono essere assolutamente fatte: nell’ordine, visitare lo splendido castello,  arrivare all’isola in mezzo al lago con la bella chiesa utilizzando con la tipica imbarcazione a remi (sul lago è vietata la navigazione a motore) a fondo piatto chiamata “pletna” con il grande tettuccio colorato, fare tappa alla maestosa Gola  del Vintgar (a circa quattro chilometri a nord est di Bled, nelle immediate vicinanze del villaggio di Gorje) concedersi un giro di un’ora circa  sulle “fijakerji” le tipiche carrozze trainate da cavalli e, da ultimo, assaggiare la “kremšnite”, la leggendaria e deliziosa sfogliatella alla crema pasticcera.

Bled e Bohinj le due perle slovene

Bled: la leggendaria “kremšnite”, deliziosa sfogliatella alla crema pasticcera

Si diceva dell’isoletta. Per arrivarci, l’unico mezzo è la “pletna”, che può trasportare fino a 20 persone. Viene condotta dal pletnar, il barcaiolo, che in piedi sulla tolda manovra con destrezza i due remi. Arrivati sull’isola bisogna salire i 99 gradini che separano l’attracco delle barche dal Santuario di Santa Maria Assunta e l’annesso campanile. L’interno del santuario è molto bello e suggestivo. Al centro della navata la corda che manovra la famosa “campana dei desideri”: basta farla suonare tre volte ed esprimere altrettanti desideri. Qualcuno dice che molto spesso almeno uno dei tre desideri espressi si avvera. Un’altra curiosità riguarda le coppie che decidono di unirsi in matrimonio in questa chiesa: tradizione vuole che lo sposo debba portare in braccio la “promessa” per l’intera scalinata. Si dice che sia “beneagurante” per il successo della vita a due.

Altra tappa d’obbligo il meraviglioso castello che ogni anno viene visitato da circa mezzo milione di persone. Più volte ricostruito, ampliato e modificato nel corso dei secoli oggi contiene una tipografia storica dove, pare, siano stati stampati nel 1550 “Katekizem” ed “Abecedarium” i primi libri in lingua slovena scritti da Primož Trubar, pastore della chiesa luterana, un museo, una cantina, la bottega del fabbro ed una ex cappella in stile gotico dedicata ai vescovi San Albuino e San Ingenuino.

Ultima tappa la Gola  del Vintgar un imponente monumento naturale lungo poco più di un chilometro e mezzo,  scavato tra le imponenti pareti verticali dei monti Hom e Boršt dal millenario fluire delle acque del torrente Radovna che forma altresì bellissime cascate, tonfani e rapide. Sopra la gola, un sentiero conduce attraverso ponti e gallerie e poi arriva alla cascata Šum  alta 13 metri.  Vintgar è luogo anche di due attrazioni create dall’uomo. Il ponte di pietra ad arco singolo della ferrovia di Bohinj, costruita nel 1906, che a 33 metri sopra il sentiero attraversa la gola e la diga, da dove l’acqua si dirige verso la piccola centrale idroelettrica di Vintgar sotto la cascata.

Bled e Bohinj le due perle slovene

Gola del Vintgar (Foto Bled Tourist Board)

Bohinj meraviglia della natura

A pochi chilometri da Bled si arriva a Bohinj il centro principale della Bohinjska Bistrica una regione dell’Alta Carniola. Una località da poco entrata in Alpine Pearls il network di località alpine (dove era presente da tempo Bled) che hanno l’obiettivo comune della sostenibilità e della mobilità dolce. E non c’è dubbio alcuno che una vacanza a Bohinj sia contrassegnata da ritmi sereni, lontani anni luce dal frastuono delle città, per pensare a riposarsi e ricaricare le batterie. Il periodo migliore per visitare questa terra è l’autunno ed in particolare da settembre a novembre, quando i boschi si colorano con splendide sfumature dorate. La valle è avvolta nella nebbia mentre l’alta montagna si riscalda al sole.

Nei dintorni di Bohinj  si incontrano un pò ovunque le tipiche tettoie a rastrelliera per l’essiccazione del fieno. Per la perfetta lavorazione, l’uso immutato nel tempo e la disposizione di gruppo ne fanno una caratteristica paesaggistica su scala mondiale.

Bled e Bohinj le due perle slovene

Bohinj:  le tipiche tettoie a rastrelliera per l’essiccazione del fieno

La cittadina ha un rapporto privilegiato con i fiori. Oltre due secoli fa Balthazar Hacquet, famoso naturalista bretone, oltre che viaggiatore ed esploratore, scrisse in un suo libro: “Oh, quante volte volevo vivere la mia vita qui come pastore, per poter esplorare questo paesaggio pieno di bellissimi fiori! Quanti fiori rari, che non riesco a vedere altrimenti, potrei trovare lì”. Ed infatti quando la natura si risveglia si assiste ad uno spettacolo, ogni giorno sempre diverso. In primavera i prati si colorano di un verde brillante ed i tanti fiori danno vita ad un caleidoscopio di colori. Per suggellare questo rapporto nel migliore dei modi è stato “inventato” il Festival internazionale dei fiori alpini, un palcoscenico di eventi (giunto alla undicesima edizione) lungo due settimane che ha come denominatore comune la presentazione, nel proprio habitat (corsi d’acqua, prati, colline, montagne) di tutta la flora alpina presente a Bohinj.

Bled e Bohinj le due perle slovene

Bohinj paradiso dei fiori

Una delle cose più belle comunque è il lago, Bohinjsko jezero in sloveno, il più grande della Slovenia.  Incontaminato, silenzioso e di una bellezza unica, merita sicuramente una tappa.Da maggio a novembre è possibile fare una gita in battello elettrico. L’imbarco è nei pressi della Chiesa di San Giovanni Battista (il simbolo di Bohinj) sulla riva orientale. Per l’attraversata (costo del biglietto 9 euro) si impiega una mezz’ora. Durante la rilassante navigazione anche un pò di storia del luogo condita con miti ed aneddoti raccontati in inglese e sloveno da uno dei componenti l’equipaggio. Le rive del lago sono anche un luogo di leggende, come quella dell’Auricorno ucciso da un cacciatore innamorato e cieco a causa della sua avidità.  La sua ferita guarì con l’aiuto del miracoloso fiore di Triglav.

Bled e Bohinj le due perle slovene

Sul Lago Bohinjsko jezero con il  battello elettrico

Giunti all’attracco varie sono le possibilità.  Si può pensare ad una “full immersion” nella natura fino alla Cascata Savica. Decantata da France Preseren, il massimo poeta sloveno, è un luogo molto suggestivo e per gli sloveni quasi mistico. La si raggiunge a mezzo di una scalinata in cemento di circa 500 gradini. Arrivati in cima si viene accolti da uno scenario incantevole, un meraviglioso angolo di paradiso dove si rincorrono tutte le tonalità di blu e verde. Assolutamente da non perdere. In alternativa si può salire, con la vicina funivia a gondola sul monte Vogel ed apprezzare un panorama mozzafiato sulle Alpi Giulie e sull’intera vallata circostante. Centro sciistico a 1534 metri d’altezza, il Vogel è meta ricercata anche d’estate per le tante possibilità di escursioni, percorsi in bici, paracadutismo e tanto altro ancora.

A tutto questo deve aggiungersi anche una interessante gastronomia. I tanti prodotti tipici traggono origine da una tradizione che affonda le sue radici in epoche antiche.  I piatti hanno gusti piacevoli e soprattutto genuini. Le tipicità di questa terra sono la salsiccia carniolana (Kranjska klobasa) con dominazione geografica protetta di Slovenia, molto spesso accompagnata al lardo, diversi formaggi fra cui il Mohant, un formaggio piccante del luogo, ed i grumi preparati con un mais autoctono chiamato Bohinjka. Questi ultimi vanno serviti con latte fermentato ed in combinazione con crauti, rape e patate. L’abbondanza di legumi e verdure selvatiche permette di preparare numerose minestre e zuppe saporite. Molto buoni anche i piatti a base di pesce fra cui l’eccellente trota ed il salmerino alpino e di selvaggina (molto gustoso il capriolo) e per finire la torta tipica locale.

Bled e Bohinj le due perle slovene

Gastronomia a Bohinj un piatto con alcuni dei  prodotti tipici

Dove dormire: le possibilità sono tante ed adatte a tutte le tasche a Bled come a Bohinj. A Bled se si vuole il “top” si può provare il Grand Hotel Toplice, un “cinquestelle” della catena Sava Hotels e Resorts, collocato nel centro di Bled sulle rive del lago. Molto belle le 87 stanze. Nei ristoranti, Grand e Julijana, è possibile assaggiare una delle tante specialità culinarie internazionali e slovene accompagnate da ottimi vini.

A Bohinj si può provare il Bohinj Eco Hotel (www.bohinj-eco-hotel.si)  un buon quattrostelle. L’unica struttura in Slovenia ad aver ricevuto il certificato di eco sostenibilità Green Globe. L’alto punteggio ottenuto lo classifica fra i migliori hotel eco sostenibili del mondo. Buona anche la zona benessere, all’ultimo piano, che permette di rilassarsi con davanti agli occhi il bellissimo panorama delle montagne in un’atmosfera davvero unica.

Info: www.bled.si/itwww.bohinj.si.

Foto di apertura: La chiesetta in mezzo al lago di Bled – Credits Jost Gantar e Bled Tourist Board

Articolo di Tiziano Argazzi

By | 2017-10-29T07:58:34+00:00 novembre 2017|Destinazioni|