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Memorie degli Estensi nel delta del Po

Quasi tutti identificano il casato degli Estensi con la città di Ferrara, e indubbiamente è vero che Ferrara è stata la loro sede principale, con i famosi Castello e Palazzo Ducale, ma pochi sanno che la parte orientale delle loro terre, quella confinante con il mare Adriatico, assunse negli ultimi anni del loro splendore una importanza addirittura maggiore del capoluogo.

La circostanza deriva dalle particolari regole dinastiche dell’epoca: infatti Ferrara era proprietà dello Stato Pontificio, ed era stata data in concessione alla famiglia degli Estensi con diritto di trasmetterla di padre in figlio, ma solo finchè ci fosse stato un erede. Purtroppo Alfonso II d’Este, nonostante il succedersi di tre mogli, non ebbe mai questa soddisfazione, e quindi si rese ben presto conto che alla sua morte Ferrara sarebbe tornata al Papa.

Però, essendo persona lungimirante, egli avviò un ambizioso progetto per lasciare comunque al proprio casato una sede degna, e pensò di costruire un “clone” di Ferrara nelle terre vicine al mare, che appartenevano a lui e non sarebbero state incamerate dal Vaticano. Si sviluppò così il paese di Mesola, con un impianto urbanistico che doveva ricordare Ferrara fino addirittura a riprendere gli stessi nomi per le vie, e naturalmente non poteva mancare un castello ducale.

Qui nasceva però un nuovo problema con l’altro ingombrante vicino degli Este, la Serenissima Repubblica di Venezia. I Dogi consideravano da sempre l’Adriatico come un “Mare nostrum”, su cui esercitare il dominio delle rotte commerciali, e mai avrebbero consentito lo sviluppo di un porto concorrente a così breve distanza dalla laguna.

Il furbo Alfonso II escogitò allora il trucco di dichiarare in tutte le sedi che lui intendeva solo realizzare una villa di campagna con annessa tenuta di caccia per gli svaghi suoi e della famiglia. Basta un’occhiata alla struttura massiccia e merlata dello splendido castello di Mesola per capire che la qualifica di villa è decisamente un understatement.

Fortunatamente per noi posteri, il risultato è che oggi i visitatori possono ammirare uno dei più bei castelli italiani, perfettamente restaurato, e percorrere al suo interno la sale che alle bellezze originarie degli interni e degli affreschi uniscono una interessante serie di pannelli. Grazie ad essi si può ripercorrere la storia degli Estensi, capire come il territorio circostante si è modificato nel corso dei secoli sia per intervento umano sia per l’azione del fiume Po, scoprire le particolarità floro-faunistiche del vicino Parco naturale della Mesola.

Naturalmente il passo successivo è andare a toccare con mano le bellezze del parco, che su oltre 1.000 ettari racchiude una estesa foresta di lecci nella quale vive una folta colonia di cervi (oltre alla fauna comune nei nostri boschi: volpi, ricci e piccoli roditori). I cervi della Mesola sono della specie cervo italico, una razza leggermente più piccola del cervo che si trova sulle Alpi e in genere in tutto il Nord Europa. Il cervo italico, una volta comune in tutta la penisola, sopravvive solo qui e in Sardegna, e dopo una fase in cui ha rischiato l’estinzione ha trovato nel Parco della Mesola l’ambiente protetto ideale per tornare a riprodursi in quantità sufficiente ad invertire il declino.

Ricordando anche le altre attrattive nelle vicinanze, dai sabbiosi lidi Estensi al richiamo naturalistico e gastronomico delle Valli di Comacchio, il territorio di Mesola costituisce una delle più interessanti destinazioni per una visita che può andare da un week-end per vedere lo stretto necessario a vari giorni, per chi vuole girare in modo rilassato i dintorni, sfruttando la vasta rete di piste ciclabili che il terreno pianeggiante mette alla portata di chiunque senza sforzo.

La base ideale per scoprire i gioielli del Delta del Po è Santa Giustina, nei pressi di Mesola, piccolo borgo contadino nel ferrarese, a pochi chilometri dal Po, che fu costruito ex novo nel 1954, in posizione baricentrica fra Mesola, Bosco Mesola e Goro, e che sorge a due passi da Torre Abate, uno dei “gioielli” architettonici dell’intero Delta.

Realizzata nel 1569, durante la Grande Bonificazione Estense, Torre Abate (foto nel titolo) fu un’opera di ingegneria idraulica all’avanguardia per il tempo: all’epoca sorgeva sulla riva del mare Adriatico. Restaurata alla fine degli anni Sessanta, è oggi meta fra le più suggestive del territorio, anche per gli ambienti naturali ricchi di fauna che la circondano.

A poche centinaia di metri da questo manufatto, appunto a Santa Giustina, la società Aqua – che si occupa da anni di turismo ambientale e valorizzazione del territorio da entrambi i lati del Po, sia nel ferrarese che in provincia di Rovigo – gestisce un articolato complesso di strutture che facevano parte del paese costruito nel 1954 e che oggi sono state convertite in un ostello, un ristorante tipico con annessa bottega di prodotti del territorio, e un grande centro didattico rivolto prevalentemente ai ragazzi.

Questa poliedrica struttura, aperta tutto l’anno, è la base per escursioni e visite guidate organizzate dalle guide di Aqua in tutte le più belle località dei dintorni: escursioni costruite ad hoc per tipologie di pubblico diverse – dalle famiglie ai cicloturisti, dalle gite scolastiche ai birdwatchers – e che si effettuano da primavera fino a fine autunno.

Gli immediati dintorni, del resto, contengono veri e propri gioielli: cittadine da scoprire (Comacchio con i suoi ponti e i suoi canali; Mesola con il citato castello di epoca Estense; Pomposa e la sua storica abbazia; Goro e gli altri villaggi di pescatori sulla foce del grande fiume) e straordinari ambienti naturali (il Bosco della Mesola con i cervi e i daini, le Valli di Comacchio, la parte finale del Delta), dove la vacanza migliore ha i ritmi lenti di una bicicletta, di un’escursione a piedi, di una barca a fondo piatto, e si abbina sempre alla bontà dei prodotti tipici, dall’anguilla al pesce del Delta (da non perdere il fritto misto del ristorante Uspa a Gorino!), dagli asparagi al Vino delle Sabbie.

La nostra è una terra a tradizione agricola – patate, carote, radicchio – ma in anni recenti ha saputo puntare con intelligenza sul turismo ambientale, grazie anche alla posizione centrale nel Parco del Delta del Po e al contributo operativo del Gal Delta 2000. E realtà come questa stanno dando grande impulso alla valorizzazione turistica di un territorio davvero singolare, dove ambiente e cultura si sposano come raramente accade altrove”, sottolineano il sindaco di Mesola, Gianni Padovani, e il presidente del Gal Delta 2000, Lorenzo Marchesini.

Per informazioni e prenotazioni www.torreabate.it tel. 0533 993176

Ugo Dell’Arciprete

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