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Uniplaces: utili consigli per la convivenza con altri studenti

Uniplaces.it, la piattaforma leader per l’affitto di alloggi per studenti, ha chiesto a più di mille studenti europei quali siano i comportamenti che più odiano e li infastidiscono nella convivenza e ha stilato una guida per la perfetta convivenza tra persone con culture ed esperienze diverse.

Questa la classifica scaturita dalla ricerca.

Non pulire – vivere con altri studenti è divertente, non ci sono i genitori col fiato sul collo che ti obbligano a mettere in ordine, ma bisogna evitare il rischio che una situazione inizialmente rilassata sfugga di mano e vada completamente fuori controllo trasformandosi in un caos irrimediabile. In questo caso sono gli studenti spagnoli, seguiti dagli inglesi e italiani quelli che meno sopportano di vivere in un ambiente sporco ma più in generale ciò infastidisce la maggior parte degli studenti a prescindere dalla nazionalità.

Rubare il cibo – intense giornate di studio o di tempo di esame fanno sì che, in molti casi, fare la spesa diventi impossibile. I furti di cibo sono molto diffusi negli appartamenti condivisi e la linea di demarcazione fra il ladro occasionale per necessità e il predatore seriale non è sempre ben definita e ogni situazione richiede una diversa soluzione: fare la spesa condivisa oppure mettere le proprie scorte in cassaforte?  I tedeschi e gli inglesi sono quelli che meno sopportano la scomparsa di cibo in casa mentre gli italiani sono, tra tutti, i più indulgenti.

Portare troppi ospiti in casa – il divertimento e le feste fanno parte della vita di ogni studente, sempre che si abbia un posto a disposizione. Invitare qualcuno a dormire è abbastanza normale, ma alcuni ospiti, giustificati dal fatto che “non danno fastidio a nessuno”, si sentono incoraggiati a prolungare il proprio soggiorno, impattando così sui consumi e, più in generale, sull’atmosfera casalinga. Ai tedeschi e ai francesi non piace che il proprio spazio venga condiviso con ospiti e sconosciuti, anzi li fa arrabbiare parecchio. Al contrario per gli italiani avere ospiti in casa non rappresenta un problema di convivenza ma solo un’occasione in più per divertirsi.

Essere troppo rumorosi – è sempre difficile non fare rumore quando si rientra a tarda notte o quando parte la hit del momento sotto la doccia. Condividere una casa con altri studenti può risultare un po’ caotico ma, una volta garantito un minimo di civiltà, è bello anche lasciarsi un po’ andare e divertirsi. Basti sapere che gli spagnoli sono quelli che si lamentano di più del rumore e vivere in un ambiente tranquillo e rilassato nella quotidianità, è essenziale per avere un buon rapporto con loro. I portoghesi, invece, sono meno intransigenti in questo caso.

Non socializzare – ci sono universitari molto indipendenti che preferiscono la solitudine o una serie televisiva e che amano restare nella propria stanza, senza dover per forza condividere ogni aspetto della vita in casa. In questo senso, i tedeschi ben presto si annoiano a vivere con studenti asociali, tanto da cambiare casa se la situazione non migliora. Gli inglesi e i portoghesi, invece, si reputano molto indipendenti e la solitudine non è mai un problema per loro.

Non chiudere la porta a chiave – quando si esce di casa o prima di andare a letto, è un gesto che dovrebbe sempre essere fatto per proteggere la casa e molti studenti, per pigrizia o mancanza di abitudine, non lo fanno. Gli studenti inglesi si arrabbiano tantissimo perché si tratta di un comportamento che non supportano, mentre agli spagnoli e ai portoghesi poco importa se la porta viene chiusa o meno.

Secondo la ricerca anche la nazionalità del coinquilino ha la sua importanza: il 30% degli italiani vorrebbero condividere il proprio appartamento con gli spagnoli, il 32 % dei francesi con gli inglesi – a conferma del fatto che imparare una nuova lingua e affacciarsi a una nuova cultura rappresenta uno tra i principali motivi di condivisione di un appartamento -, mentre i tedeschi, inglesi, spagnoli e portoghesi solo con i propri connazionali.

Info: www.uniplaces.com/it/

Giovanni Scotti

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