Pirati, relitti e tesori: sorprendenti Isole Vergini Britanniche

Le Isole Vergini Britanniche (BVI) sono un arcipelago composto da 60 isole e isolotti, e si trovano a circa 50 miglia a est di Portorico, nell’area nord-occidentale del Mar dei Caraibi. Le isole principali sono Tortola – sulla quale sorge la capitale, Road Town – Virgin Gorda, Anegada e Jost Van Dyke.

Le BVI sono un vero paradiso terrestre: acque cristalline dalle mille sfumature, tramonti magnifici, parchi rigogliosi, riserve sottomarine brulicanti di vita e molte altre bellezze naturali hanno trovato il loro habitat perfetto su queste 60 isole. Ma le Isole Vergini Britanniche nascondono anche dei piccoli segreti tutti da scoprire, tra misteriose grotte marine e antichi relitti che testimoniano il grande traffico marittimo di cui le BVI sono sempre state teatro, fin dall’epoca delle prime esplorazioni.

La vita delle BVI si lega indissolubilmente con l’epopea della pirateria, in parte storia, in parte leggenda. Sono numerosi i personaggi che hanno lasciato la loro impronta sulle 60 isole che compongono l’arcipelago delle BVI. Nel XVI secolo, durante il periodo coloniale, la Spagna aveva reclamato il possesso delle Isole Vergini, pur non avendovi mai creato degli insediamenti. A causa proprio di questa effettiva assenza della corona spagnola in loco, le isole furono a lungo contese dalle maggiori potenze europee dell’epoca: olandesi, inglesi, spagnoli, francesi e danesi si scontrarono per la colonizzazione di questo fertile arcipelago, ambito soprattutto per la sua posizione strategica, e le isole divennero anche un celebre covo di pirati.

Uno di questi è ad esempio il noto corsaro olandese Jost Van Dyke, da cui prende il nome una delle isole. Ma il più noto fu Sir Francis Drake, forse il corsaro più famoso realmente esistito, tanto temuto dall’armata spagnola quanto amato invece dagli inglesi, che lo consideravano un vero e proprio eroe: secondo una leggenda popolare, se l’Inghilterra si fosse mai trovata in pericolo, le sarebbe bastato battere sul “tamburo di Francis Drake” per vederlo tornare in tempo per salvare la patria. Abile esploratore, nel 1581 Drake ricevette dalla Regina Elisabetta I d’Inghilterra il titolo di cavaliere, al ritorno dalla spedizione in cui portò a termine la seconda circumnavigazione del globo. In onore di questo grande avventuriero, fu dato il nome di “Sir Francis Drake Channel” allo stretto che separa Tortola, l’isola maggiore dell’arcipelago, dalle altre isole minori a sud. Questo canale naturale si presenta come una sorta di mare interno al centro dei Caraibi; grazie alle sue acque tranquille e protette e ai suoi venti costanti, il Canale di Drake è considerato dai velisti come un vero e proprio paradiso per la navigazione.

Appartiene invece alla fantasia la trama de “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson. Si narra che lo scrittore scozzese abbia tratto ispirazione per il suo celebre romanzo da Norman Island, isolotto sulla punta meridionale dell’arcipelago delle British Virgin Islands. Attualmente disabitata, l’isola nei secoli ha offerto ancoraggio sicuro a numerose bande di pirati, che sfruttavano grotte marine ed anfratti naturali per nascondere i loro ricchi bottini, frutto di scorribande e saccheggi. Si ha anche documentazione storica di un bottino pirata sull’isola: nel 1750 l’equipaggio del galeone spagnolo Nuestra Señora de Guadalupe si ammutinò, rubando i 55 forzieri di monete d’argento che la nave trasportava e occultandoli proprio su Norman Island. Buona parte del tesoro fu in seguito ritrovato, ma ancora oggi continuano a circolare voci sulla presenza di alcuni forzieri nascosti sull’isola.

Il fascino delle BVI si cela ancora sotto la superficie del mare: il richiamo delle Isole Vergini Britanniche è particolarmente irresistibile per i sub che amano andare a caccia di relitti, antiche navi che riposano adagiate sui fondali dell’arcipelago, molte delle quali visibili anche a profondità modeste.

Il punto migliore per andare in esplorazione di questi reperti è il Parco Marino Nazionale delle Isole Vergini Britanniche, il più famoso sito diving delle BVI nonchè il miglior sito di immersione di tutti i Caraibi a parere dei divers più esperti. Situato tra le isole di Salt Island e Dead Chest, a sud del Sir Francis Drake Channel, è anche noto come Rhone National Marine Park, dal nome della nave cargo inabissatasi durante una tempesta nel 1867, portando con sè le 125 persone che si trovavano a bordo.

Pur essendo diviso in due parti, questo relitto, lungo 95 metri, è ancora praticamente intatto: si possono ammirare il ponte, parti dell’equipaggiamento, il motore a vapore e l’elica. Il sito, inoltre, brulica di vita marina tipica della barriera corallina: miriadi di pesci, coralli e alghe marine colorano ogni immersione, rendendola un’esperienza ancor più indimenticabile.

Altri siti per immersioni mozzafiato all’interno del Parco Marino Nazionale sono il Rhone Reef, il Blonde Rock e Painted Walls.

Oltre al Rhone National Marine Park, sono presenti numerosi altri siti con relitti giacenti sul fondo del Mar dei Caraibi: per i sub alle prime armi, si consigliano aree di immersione a basse profondità come il Wreck Alley (sito che custudisce ben tre relitti: Marie L, Pat, e Beata), o il Fearless, al largo di Peter Island. I più esperti, invece, possono osservare il relitto del Rokus, al largo della punta a sud-est di Anegada, o il Chikuzen, al largo dell’East End di Tortola, dove sono presenti i resti dello scafo di acciaio di una nave frigorifera.

Anche senza la presenza di relitti da esplorare, le BVI offrono location incantevoli per gli amanti delle avventure sottomorarine. Nella Joe’s Cave, una grotta sottomarina a West Dog Island, i sub possono nuotare fianco a fianco con cernie giganti, pesci aquila e branchi di pesci vetro. A The Chimney, sulla Great Dog Island, vicino a Virgin Gorda, si possono ammirare un arco di corallo e una gola coperti da una varietà di spugne di mare e coralli, inclusi i rarissimi coralli bianchi. Immergendosi si possono ammirare crepacci e insenature che si perdono negli abissi fino a 30 metri di profondità, incontrare pesci argento, ricciole, tartarughe e squali, mentre si ascolta il canto delle balene.

Per ulteriori informazioni sulle BVI visitare il sito www.bvitourism.it

Ugo Dell’Arciprete

By | 2016-08-29T23:16:29+00:00 agosto 2016|Americhe, Destinazioni, sport|