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La Cattedrale di Matera svela i suoi tesori d’arte e di fede

MateraDopo oltre un decennio di accurati e complessi lavori di restauro è finalmente stata restituita  al suo antico splendore la Cattedrale medievale di Matera.

L’inaugurazione ufficiale, infatti, è prevista per Sabato 5 Marzo 2016, alla presenza del Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, che dedicherà il nuovo altare maggiore e aprirà anche la Porta dell’Anno Santo della Misericordia 2016.

L’importanza del sito su cui sorse nel corso del XIII sec. la Cattedrale voluta dal Vescovo Andrea , il colle della Civita, è testimoniata dal fatto che su questa altura naturale, autentica “acropoli” dell’abitato protostorico, si sono succedute, quasi senza soluzione di continuità, una molteplicità di testimonianze archeologiche e di interventi costruttivi delle più svariate epoche.

Questi vanno dalla protostoria, all’età greca coloniale e romana, passando per il Medioevo, quando è documentata la presenza del monastero rupestre benedettino di S. Eustachio.

Tale complessità dei depositi archeologici ha richiesto una lunga durata dei lavori ed un notevole investimento che ha superato i 6 milioni di Euro.

Dopo questo lungo periodo di attesa, i visitatori possono tornare finalmente ad ammirare, tra gli altri capolavori qui custoditi, l’icona bizantina della Madonna della Bruna, il celebre presepe rinascimentale in pietra policroma di Altobello Persio, la grande pala d’altare attribuita a Fabrizio Santafede, grande interprete della pittura manierista napoletana.

Gli interventi a livello dei cassettoni dell’elegante soffitto ligneo barocco, il ripristino delle dorature degli stucchi settecenteschi  sono stati altri elementi qualificanti dell’intervento di restauro che ha permesso anche di individuare due cappelle nei livelli sottostanti la pavimentazione e di cui non era nota l’esistenza.

Gli ultimi interventi, portati a termine proprio nei primi mesi di quest’anno, hanno permesso, infine, di restituire alla facciata in stile romanico “pugliese” l’originaria vivace policromia e di ripristinare alcuni notevoli brani scultorei dovuti alle anonime maestranze operanti nel cantiere della Cattedrale.

Il restauro di questo, in attesa del completamento dei lavori di restauro e riqualificazione del Castello aragonese, è un’altra fondamentale tappa sul percorso che porterà Matera a diventare Capitale Europea della Cultura.

Luigi Traverso

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