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Percorso letterario – cinematografico in Basilicata

Un invito a riscoprire il percorso letterario – cinematografico lungo il preistorico tracciato di Matera. Dal greco Meteora, cielo stellato, è la città che più profondamente esprime, nell’equilibrio perfetto di materia e spiritualità, il carattere magico della cultura lucana: il riconoscimento dell’UNESCO, che rende i Sassi Patrimonio dell’Umanità, esalta i grandi valori di armonia spaziale e culturale diffusi in tutta la Regione. Fra le città più antiche del mondo, un autentico museo a cielo aperto dell’avventura umana dall’Età della pietra ai giorni nostri, Capitale europea della Cultura 2019, Matera offre un percorso itinerante nei due anfiteatri naturali del Sasso Caveoso e Sasso Barisano, nel parco delle chiese rupestri, nei musei e nelle mostre dedicate ad autori letterari come Carlo Levi e autori cinematografi come Pier Paolo Pasolini per il film “Il vangelo secondo Matteo”, Mel Gibson, per il film “La passione di Cristo” di Mel Gibson.

Ma non è solo Matera ad incantare registi e letterati, è tutta la Basilicata con la forza dei suoi paesaggi, la ricchezza di linguaggi diversi, dagli sfondi naturali di mari e montagne ai piccoli e grandi insediamenti urbanistici, dall’architettura rupestre ai sapori dei luoghi incontaminati.

Oltre quaranta film, girati nell’ultimo cinquantennio in Basilicata. Neorealismo, film verità, cinematografia biblica, ritratti del mondo contadino, commedie all’italiana, melodrammi in costume, sogni, miracoli e magie hanno reso la Basilicata un set senza confini.Copia di IMG_20151231_150110

Sono varie le descrizioni di turisti intellettuali europei in visita a Matera, dal XVIII secolo ai nostri giorni, che con ammirazione annotavano: << La parte superiore della città, che guarda nell’imbuto è una normale cittadina pugliese. Vi sono belle chiese, una cattedrale romanica con sculture barbariche… i giri delle strade che vi scendono dentro i due Sassi, come di cerchia in cerchia, suggeriscono ai pigri il facile paragone con l’Inferno di dantesco… le vie sono ingombre di carri e delle frotte dei bambini; dentro le case e grotte, dalle porte socchiuse, si scorgono aratri, zappe, asini, muli e quei commestibili appesi, salumi, peperoni, cipolle, aglio, zucche, meloni, che assumono nel Sud quasi un valore ornamentale>>.

Secondo Carlo Levi, la Lucania – Basilicata, essendo rimasta contadina, sarebbe la sopravvissuta terra dell’uomo. A suo parere, la civiltà contadina era quella antica, preistorica e autenticamente umana, perché espressione della vera natura dell’uomo. Il contadino, in altre parole, incarnerebbe l’uomo nella vera essenza, sicché dire “civiltà contadina” sarebbe quanto dire civiltà dell’uomo per l’uomo.

Angelo Nolè

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