Il succedersi continuo di civiltà in un arco di tempo di almeno settemila anni fanno dell’Iran, nazione di vaste dimensioni (18° per superficie al mondo, grande oltre cinque volte l’Italia) del Medio Oriente, una delle culle più proficue della storia e dell’umanità.

A prima vista la geografia non appare affatto favorevole, in quanto si tratta di una delle regioni più montuose e al tempo stesso desertiche della terra, formato da un arido e assolato altipiano centrale a 1-1.500 m di altezza, circondato su tre lati da catene montuose alte oltre 5.000 m che impediscono alle piogge di bagnare la piana centrale, e sul quarto lato uno dei deserti più caldi ed inospitali del pianeta, con temperature fino a 70,7°C. Eppure, a partire fin dal Neolitico, vi si stabilirono comunità che diedero vita alle più antiche civiltà socialmente organizzate, ai primi nuclei urbani come Susa, risalente al lontano 4395 a.C., ad antichi regni come quello di Elam, nato nel 2800 a.C., e poi ad uno dei più vecchi imperi, quello achemenide esteso dall’Indo all’Egeo Egitto compreso, con la scrittura già in voga fin dal IV millennio a.C., come i Sumeri. Qui nel XII sec. a.C avvenne l’importante scoperta di cuocere al fuoco i mattoni di fango, fino allora seccati al sole; i monumenti precedenti sono andati distrutti dalle ingiurie del tempo. E se i Greci non avessero fermato l’espansione dei Persiani nella battaglia di Salamina, la storia del Mediterraneo sarebbe stata assai diversa. Da allora in questo territorio tra Mar Caspio (il maggior lago salato della terra) e Golfo Persico che non è né oriente né occidente, ma saldatura tra entrambi e tra il mondo arabo e quello centroasiatico, si sono succedute una infinità di civiltà e di vicende storiche – Achemenidi, Greci, Seleucidi, Parti. Sasanidi e Romani, quindi i Califfi islamici poi i Selgiuchidi e i Safavidi fino alla dinastia Pahlavi dell’ultimo scià e all’attuale regime di democrazia autocratica e teocratica – capaci di influenzare anche le vicende e il pensiero dell’Europa. Come la traumatica scissione islamica tra sciiti e sunniti che, pur avvenuta nel 637, fece della Persia l’unico paese sciita, con conseguenze destabilizzanti tuttora in atto in tutto il mondo musulmano. Poi, dopo le orde distruttrici di Gengis Khan e Tamerlano, lo splendore del rinascimento persiano portato in tutti i campi delle arti e della scienza dalla dinastia safavide, di cui l’architettura di Isfahan costituisce un mirabile esempio. E poi infine, per venire al presente, le brutalità degli ultimi scià, la ricchezza del petrolio, il rigore fanatico di Khomeini e degli ayatollah suoi successori, la violenza fondamentalista della sharyia, la distruttiva guerra con l’Iraq, il pericolo nucleare e gli embarghi, le ingerenze mediorientali e il sostegno al terrorismo internazionale, fino alle speranze di dialogo portate dal nuovo presidente moderato Rouhani.

In un paese tanto ricco di storia e di cultura, esiste solo l’imbarazzo nella scelta dell’itinerario, perché ovunque si vada si troverà sempre qualcosa di interessante. Un percorso abbastanza completo ed esauriente, tutto via terra, richiede almeno 16 giorni e parte da Ahvaz nel sud-ovest, ai confini con la Mesopotamia irachena, la Dallas persiana per la scoperta nel 1908 di ingenti giacimenti petroliferi, i cui monumenti risalenti ai Parti sono andati distrutti nell’ultimo conflitto, e si continua con i resti di Susa, la Babilonia persiana, una delle più antiche città in assoluto ed una delle prime ad essere stata scavata e studiata, capitale amministrativa del regno achemenide di Dario I, distrutta prima dal re assiro Assurbanipal e poi da Alessandro Magno. Nelle vicinanze si trovano Choqa Zambil (sito Unesco), importante per la presenza di una ziggurat, tempio mesopotamico ispirato alle montagne con la sua forma piramidale a gradoni tipo torre di Babele, alto in origine 50 m, e Bishapur, grandiosa capitale del più famoso re sasanide, Shapur I, che sconfisse per ben tre volte i Romani. Si passa all’elegante Shiraz, rinomata città medievale capitale nel XVIII sec. e centro artistico e culturale, e poi la maestosa Persepolis (sito Unesco) che fu la capitale imperiale di Dario il Grande fondata nel 512 a.C.; considerata uno dei più importanti complessi di rovine del pianeta, una monumentale scalinata conduce all’unica porta della città regale, dove i diversi palazzi sono decorati da straordinari bassorilievi inneggianti al Re dei Re; fu distrutta nel 331 a.C. da Alessandro, che salvò soltanto la biblioteca. Nella vicina necropoli reale achemenide di Naqsh-e-Rostam si possono ammirare 4 tombe a croce scavate nella roccia per Dario I e II, Serse e Artaserse. Pasargade (altro sito Unesco) fu la fugace capitale di Ciro il Grande: originale la tomba megalitica di Ciro nella sua maestosa essenzialità. Isfahan, sito Unesco famoso per le sue cupole verdi e turchesi, i curati giardini e i vocianti bazar, fu distrutta dai Mongoli e quindi capitale imperiale della dinastia safavide dal XVI sec.: presenta una monumentale piazza centrale, una delle maggiori al mondo, innumerevoli moschee e palazzi. Yazd (ancora sito Unesco) è una dei tre città più antiche in assoluto e importante nodo carovaniero sulla Via della Seta visitata anche da Marco Polo, a 1200 m di quota circondata da deserti: nel centro storico, protetto dall’Unesco, svettano le lugubri Torri del Silenzio, dove i corpi dei defunti vengono offerti agli avvoltoi, e le Torri del Vento, antico sistema architettonico di condizionamento termico, assai efficace, ecologico ed economico. Nel tempio zoroastriano del fuoco brucia una fiamma dal 470 a.C., e la sua santità la fece risparmiare dai saccheggi di Gengis Khan e Tamerlano. Infine per concludere Mashhad, nell’estremo nord-est al confine con Turkmenistan e Afganistan e ai bordi del deserto del Dasht-è Kevir, città santa e luogo di pellegrinaggio degli sciiti, e poi Chak-Ciak, importante tempio del fuoco zoroastriano, oggetto di pellegrinaggi fin dall’India.

L’operatore milanese “I Viaggi di Maurizio Levi”  www.viaggilevi.com, specializzato in percorsi culturali di scoperta archeologica e specialista sulla destinazione, propone in Iran un itinerario di 16 giorni che tocca tutte le principali località turistiche. Uniche partenze di gruppo con volo di linea Turkish Airlines da Milano (e da altre città) il 14 novembre, 5 marzo, 23 aprile e 14 maggio 2016, alloggio in hotel di buon livello con pensione completa, accompagnatore dall’Italia, quote da 3.560 euro in doppia. Le partenze di aprile e maggio verranno guidate da un archeologo professionista. In Iran Viaggi Levi propone anche altri tour, della durata di 9 e 12 giorni.

 

Giulio Badini

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