Alla scoperta del Taburno

Tredicimila sono gli ettari del massiccio del Taburno, che insieme alle altre due cime Camposauro e Pentime hanno accolto un gruppo di giornalisti per andare alla scoperta delle eccellenze della zona su invito del GAL Taburno, una società consortile di tipo misto pubblico e privato, costituita nel 2009 per promuovere il territorio, nell’ambito del progetto di marketing territoriale.taburno

Montesarchio è il comune più grande della provincia sannita dopo Benevento e qui siamo stati accolti e guidati da Francesco Saverio Barbato per ripercorrere la storia dell’antica Caudium.

Da Montesarchio a Melizzano e poi Sant’Agata de’Goti il percorso ha previsto la visita a Montesarchio dell’Oleificio Mataluni – Olio Dante (www.oliodante.it).

In particolare l’Azienda sviluppa al proprio interno l’intero processo produttivo: frantoio; raffinazione; imbottigliamento in confezioni di vetro, PET e latta; produzione di bottiglie in PET, tappi, imballaggi ed etichette.

 La Mataluni, partendo da un piccolo frantoio a dimensione artigianale, oggi rappresenta uno tra i più rilevanti complessi agroindustriali oleari al mondo, che ha vinto di recente il premio “Coop for Kyoto” come azienda virtuosa per la dimensione dell’impianto fotovoltaico e di trigenerazione. L’obiettivo dell’azienda è quello di raggiungere il 50% del fabbisogno energetico dello stabilimento. Interessante anche la visita nel territorio di Frasso Telesino dove sono stati avviati campi sperimentali di orzo per la produzione della BirTa, la birra artigianale alla mela annurca. All’azienda di Raffaele Lombardi di Sant’Agata de’Goti, partner del progetto BirTa, che ha la peculiarità di essere stagionata in botti usate per affinare il vino aglianico, abbiamo provato le loro mele annurche coltivate e distribuite accanto a tante gustose torte accompagnate dall’ottima birra.

Tra le città più antiche dell’Italia Meridionale c’è poi Sant’Agata de’ Goti, che sorge su un costone tufaceo su cui, un tempo, si estendeva l’antica città caudina di Saticula i cui abitanti, i saticoli, sono citati da Virgilio nell’Eneide. Di recente ha conferito la cittadinanza onoraria a Bill De Blasio, Sindaco di New York. Il suo centro storico è un museo all’aperto. A guidarci alla scoperta di tanti tesori è stato l’ing. Della Ratta che ci ha aperto le porte di antiche chiese. Tra queste spicca il Duomo, intitolato all’assunzione della Madonna che è del 970.

Considerata come una comoda base per escursioni e visite guidate sul Monte Taburno e su Camposauro siamo poi giunti a Campoli del Monte Taburno dove, accolti dal Sindaco Tommaso Nicola Grasso, siamo andati alla scoperta di una città per lo più vocata all’agricoltura e che è operosa e attiva con i suoi mille e cinquecento abitanti (www.comune.campolidelmontetaburno.bn.it). Il motivo del nostro tour era proprio raccogliere le ciliege dagli alberi ed assistere alla Sagra, organizzata dalla Pro Loco con il presidente Mario Pedicini (www.prolocomontetaburno.it).

Insieme alla vicina Tocco Caudio, Campoli produce oltre il 50% delle ciliegie del Sannio. La varietà più pregiata è quella “imperiale” ma è molto saporita e apprezzata anche quella denominata “ferrovia”. A Campoli del Monte Taburno, fondata nel periodo normanno, si produce anche un ottimo pane casareccio cotto a legna.

Il sindaco, da poco eletto, ci ha parlato anche di un fiorire di iniziative in concomitanza con l’estate, dalla Sagra del fagiolo, che si svolgerà tra fine luglio e primi di agosto, alla Festa della Mietitura, in onore di San Donato, che si terrà il 6 e 7 agosto, che precede  “Calici di Stelle”,  prevista per l’8 il 9 e il 10 agosto.

Per promuovere il turismo e l’economia del territorio del Taburno, patria della biodiversità sono state interessate oltre 1100 imprese, istituzioni e associazioni di categoria che lavoreranno insieme nella promozione del territorio e dei prodotti tipici attraverso la creazione del Marchio d’Area (MdA) “Terre del Taburno”, uno dei pochi istituiti in Campania. Il marchio consentirà alle imprese appartenenti al GAL Taburno, ai comuni, al Parco naturale regionale del Taburno – Camposauro di potersi promuovere nell’ambito di una strategia di comunicazione integrata. Per il Presidente del GAL Taburno, Mario Grasso, con il marchio d’area beneficeranno di nuova visibilità vini come la Falanghina del Sannio, Taburno Docg e Sannio Doc, ma anche la Mela annurca campana, il famoso Caciocavallo Silano e il Pecorino del Sannio, lo stesso Parco naturale del Taburno, strutture ricettive e di ristorazione, agriturismi e centri sportivi. «Sotto un unico brand – egli dice – potremmo sviluppare un’offerta turistica integrata con ricadute importanti sull’economia locale, l’occupazione e lo sviluppo delle attività di promozione del territorio. Attraverso la promozione del Marchio d’Area sarà possibile costruire un’offerta territoriale integrata e conquistare l’attenzione del mercato turistico nazionale ed estero».

Il marchio d’area ha un logo che riporta lo slogan “Tutti i colori della terra”, che  vuole  comunicare un’ immagine di territorio essenzialmente rurale con alla base dei segni della storia e dove ancora oggi rimangono vive le tradizioni, i modi di vivere e i prodotti di una cultura contadina.

Per scoprire i 23 comuni appartenenti al GAL Taburno, che si estendono dalla Valle Caudina fino a Torrecuso, è disponibile, per smartphone e tablet IOS, anche una guida turistica multimediale, l’App Terre del Taburno, contenente informazioni per guidare il turista, nell’ambito del progetto promosso dallo stesso GAL. L’App Terre del Taburno è una piattaforma che offre informazioni generali sull’area, da cui si possono ottenere quelle su tutti i comuni per i quali sono disponibili informazioni sulla storia, i principali luoghi d’interesse, i prodotti tipici, nonché informazioni di utilità pubblica. L’applicazione offre, inoltre, i riferimenti di tutte le strutture di ristorazione e ricettive della zona. Un esempio è l’Hotel Costa Rama (www.hotelcostarama.it) di Cautano, situato alle falde dell’incantevole massiccio ”Taburno-Camposauro”, che domina la valle vitulanese, ricca di storia e di folclore e il nuovo resort La Pampa Relais (www.lapamparelais.it) di Melizzano, una country house, che nasce dal recupero di un vecchio casale, ridisegnata in armonia col paesaggio bucolico circostante, ma con tutte le carte in regola per il massimo comfort dell’ospite, dalle piscine, alla sauna, ai massaggi. Particolare attenzione è data alla cucina, a base di alimenti sani, preparati in modo da conservare tutte le priorità legate alla natura e alla produzione dell’orto, curata personalmente dallo chef Antonio Palmieri.

Harry di Prisco

By | 2015-07-28T11:01:45+00:00 luglio 2015|Ci siamo stati, Reportage|