Ciaspolando nella polvere……

una proposta per una domenica diversa, sulle ciaspole in un posto….fuori dal mondo

“ma hai presente che polvere c’è in giro? Saranno almeno 70/80 cm…..” “E se ci arriva tutta addosso?” Mia moglie interviene, non ha tutti i torti, ma non si può stare in casa con una neve così e con questo sole……“E se domenica andassimo a ciaspolare in un posto sicuro? Magari vista lago”, idea grandiosa.

Destinazione i Piani di Rest, in Valvestino, sopra il lago di Garda. Un occhiata al meteo di domani ed in quattro e quattr’otto faccio un giro di telefonate. Ok, siamo in sei, prendiamo il furgone di Fabio, che è un nove posti, così stiamo comodi e ci sta anche Gigio, il cane.

Il lago ci accoglie con un blu intenso increspato di ochette bianche 01

“Guarda che vento, potevamo uscire in barca”,…….” si a congelare sino al midollo” interviene  Danilo “Vedrai lassù che bello e poi a camminare fa caldo.”

Io e Danilo,  con la scusa di prestare le ciaspole  a Marina  e Giancarlo, siamo stati “costretti”  a portare  gli sci, una sgambata non fa male e poi, in discesa, ci spariamo  venti o trenta curve.

Passato il lago di Valvestino, un meraviglioso fiordo artificiale creato negli anni ’60, entriamo nella nebbia,02  ma dopo pochi km  arriviamo a Magasa, uno dei più piccoli comuni della provincia di Brescia che sino al 1918 era territorio austriaco e da qui sbuchiamo nel sole dell’altipiano di Rest.

L’azienda regionale delle foreste ha ristrutturato dei fienili con i tipici tetti spioventi ricoperti di paglia creando un ambiente fiabesco che ricorda la foresta nera in Germania.

Gli abeti sono ricoperti da una particolare formazione di cristalli di ghiaccio, le basse temperature e l’umidità hanno creato queste creature effimere che con l’arrivo del sole svaniranno nel nulla…proprio perché effimere decidiamo di dar loro un nome, ice-butterfly, farfalle di ghiaccio.

Cominciamo  un su e giù su morbidi panettoni immacolati; siamo solo noi sei, più il cane che corre come un pazzo eccitato dagli odori della selvaggina. Marghe, mia moglie, ha voluto mettergli il cappottino che abbiamo comperato in Canada, trooooppo giuuusto, ma dopo le foto di rito glielo faccio togliere. Sui versanti al sole segni di enormi valanghe.

Sulla neve vergine ci sono un sacco di tracce di animali, caprioli, cervi, lepri,cinghiali e più su, su quelle creste, dietro le quali fa capolino ancora la luna, ci sono certamente anche dei camosci. Con il binocolo ne vediamo alcuni. Mi torna alla mente la poesia del Carducci, imparata a memoria alle elementari e la cito con tono Gassmaniano:

Su le dentate, scintillanti vette salta il camoscio,tuona la valanga da’ghiacci immani rotolando per le selve croscianti. ma da i silenzi dell’effuso azzurro esce nel sole l’aquila e distende, in tarde ruote digradanti, il nero volo solenne……

Qui le aquile ci sono davvero e spesso si vedono volteggiare; la zona è molto selvaggia e poco frequentata anche se è a mezz’ora d’auto dalla riviera del lago e fa parte del parco dell’Alto Garda, una zona nota, soprattutto d’estate, ai mntbikers di mezza Europa. Peccato che noi italiani, padroni di casa, non la sappiamo apprezzare.

Attraversiamo, a fatica, una zona in ombra,” al vagg”, come si dice da noi, cioè esposta a nord , dove l’enorme quantità di neve ha fatto cadere numerosi faggi ed arriviamo ad una malga sommersa dalla neve, dove c’è un cagnolino bianco e nero ad aspettarci….chissà da dove arriva. Pochi istanti dopo lo capiamo, sentiamo delle voci ed il rumore di un elicottero che sta rifornendo la malga, isolata dalla neve, con il fieno per il bestiame.

Fabio si avvicina a guardare la neve che scivolata dal tetto disegna delle splendide cornici.

E’ già mezzogiorno e qualcuno reclama; ci fermiamo fuori da un fienile riadattato ad abitazione.

Dallo zaino esce un salame, del formaggio Tombea, tipico della zona, ed una bottiglia di rosso…..e il pane? “ L’ho portato io”  dice Anna e assieme al pane toglie dallo zaino una torta. “Complimenti !!! camminato un’ora, buttato fuori 1000 calorie, ne recuperiamo 3000 …….no, no, i conti non tornano. Noi saliamo ancora un pezzo con gli sci, tanto qui, pericolo zero.”

E via, dopo circa mezz’ora siamo su una balconata oltre la quale si apre uno splendido vallone immacolato e vergine. Che ne dici Danilo, ce lo spariamo? Guarda su, guarda che cornici, nei giorni scorsi ha fatto vento e se si stacca una di quelle ci viene addosso la montagna e poi guarda che crepe pronte a partire….dai accontentiamoci, bisogna saper rinunciare a qualcosa e se devo scegliere, scelgo il salame che ci aspetta giù e, detto fatto, togliamo le pelli e ci buttiamo giù dal panettone verso la nostra meta agognata….pane, salame e formaggio.

Siamo in due a “rovinare” quella neve immacolata e ci fermiamo ad ammirare le nostre tracce nella polvere;“Danilo, facciamo un otto con gli sci, siamo solo noi due, verrà benissimo” E infatti, dopo pochi minuti, siamo lì controllare se il disegno è riuscito; pare di si.

Divorato lo spuntino, mi attrezzo per prendere il sole, mentre gli altri bevono un caffè dal termos. L’acqua la prendiamo da una cascatella ghiacciata dietro la casa.

“Hei, guardate, un’aquila” vedi l’abbiamo nominata….ma no, non è un’aquila è un nibbio bruno, un falco, comunque bellissimo. “ non dicevo quello, guarda a destra, quella è un’aquila !” Fabio ha ragione, un’aquila reale, richiamata dalla poesia del Carducci distende, in tarde ruote digradanti, il nero volo solenne…… Fantastico !!!

Il rientro è  molto divertente; consigliamo alle ragazze di scendere correndo  per sollevare la  “polvere”, che in fotografia fa molta scena.

In un punto un po’ripido, Marina ha paura e toglie le ciaspole, si lascia scivolare sulla schiena e Gigio, il cane, sentendola urlare, pensa che sia in pericolo e cerca di trattenerla, tirandola per la giacca a vento.

03 (2)L’ambiente è stupendo e non vorremmo rientrare ma “domani  è un altro giorno”…… già domani, purtroppo, è lunedì…….

Il sole sta scendendo e disegna lunghe ombre sulla neve.

Lasciamo il lago di Garda con il suo tramonto e torniamo a casa facendo un percorso ad anello, scendendo verso il lago d’Idro  che è immerso nella nebbia, come per altro lo è stata, per tutto il giorno, tutta la città.

Arrivati a casa incontriamo alcuni amici intirizziti che ci vedono scendere dall’auto allegri e felici.

“Da dove arrivate ?”  ci domandano “Da un posto pieno di sole e di neve!!!! E voi che ci fate qui a marcire  nella nebbia ?……..

SVEGLIA!!!! “

Itinerario

In auto è consigliato un percorso ad anello che può essere fatto in entrambe i sensi.

Da Brescia: direzione Salò, Gargnano dove si gira a sin. per Navazzo, Valvestino, si percorre tutta la diga sino a Molino di Bollone, si prosegue in direzione Magasa e da qui per  Rest

In tutta questa zona vi sono numerosi altri itinerari possibili da fare sia con le ciaspole che, in  estate, a piedi o in mntbike.

C’è la possibilità di pernottare, in località Piani di Rest, in un tipico fienile trasformato in agriturismo.

Al ritorno, giunti in località Bersaglio si percorre la strada panoramica che attraversa i tipici paesini di Armo, Turano, Persone e Moerna e si arriva a Capovalle.oppure da Molino di Bollone, si sale a dx. direttamente a Capovalle e si scende poi a Idro da dove si prosegue per Brescia.

Brescia – Rest  km 80.

Foto ed immagini di Adriano Gatta

By | 2016-12-29T11:13:54+00:00 marzo 2015|Il mio viaggio, Reportage|