Tour in Oman, cercando di piu’

Si dice Oman, e si pensa all’incenso.

Si dice Oman, e si pensa alle spiagge infinite di sabbia bianchissima.

Si dice Oman, e si pensa alle carovane e ai cammelli.

Ma l’Oman è molto di piu’.

 L’Oman è città: A Muscat tre colori invadono il campo visivo: il bianco delle costruzioni, il verde di parchi e giardini, e l’azzurro del cielo e del mare.  Le rotonde qui sono enormi, e al centro vi sono i simboli della nazione, che diventano punti di riferimento: a destra “alla rotonda della caffettiera”, a sinistra “alla rotonda del dhow”. C’è traffico, e non te lo saresti mai immaginato. I cammelli oggi sono diventati passeggeri a bordo di pick up, non piu’ mezzi di trasporto: allevati per le corse, sono purosangue preziosi. Al mattino, nei souq, premurosi omaniti in abito bianco tradizionale acquistano tenero foraggio per i loro campioni. Nizwa è una piccola città dove si conservano le tradizioni: il forte protegge il souq che è vicino alla Moschea che è vicino al wadi, porta di accesso per i villaggi delle montagne. Salalah è città del sud, oasi sul mare: cubetti bianchi ingialliti dal tempo nella città vecchia, imponenti palazzi, al piano terra vetrine di moderni negozi con aria condizionata, nella città nuova.

L’Oman è montagne: Le montagne sono protagoniste del viaggio in Oman. Meravigliano le altitudini, due per tutte: l’altipiano verde, Jebel Akhder, circa 2000 metri; Il Jebel Shams, la montagna del sole, circa 3000 metri. Sul Jebel Akdher punteggiano l’altipiano piccoli villaggi bianchi arroccati sul ciglio della montagna a guardia delle infinite terrazze che hanno permesso di coltivare rose, albicocche, mandorle, uva, melograni. Un sentiero panoramico della durata di circa due ore permette di ammirare la “mezzaluna” dello strapiombo sul wadi sottostante, dove si intravede un altro villaggio. Dal Jebel Shams ci si affaccia sul canyon della gola del serpente: fa girare la testa! anche qui un sentiero permette di ammirare le particolari formazioni geologiche e raggiunge un piccolo villaggio, annidato nella sua oasi.

L’Oman è wadi: Strette gole serpeggiano nel fondovalle della catena dei monti Hajar. Sono gli “wadi”, i letti dei torrenti stagionali, quello che nel Sud dell’Italia sono le fiumare. Gli wadi nascondono e conservano l’acqua. Per questo l’uomo, nel corso dei secoli, ha sapientemente costruito chilometri e chilometri di canali di irrigazione, il falaj, che porta l’acqua, cioè la vita, al villaggio ed alle piantagioni.

L’Oman è villaggi:Attorno e lungo le oasi create dal wadi e dal falaj sono nati piccoli villaggi, di pietra o fango,  per secoli rifugio e riparo dal caldo e dal freddo. Il villaggio era il microcosmo in cui l’omanita trascorreva l’intera esistenza. Al Hamra, nel letto del wadi,  è un villaggio di case di fango, sapientemente e riccamente decorate. Una di queste è diventata un museo, affinchè non si perda la memoria. Perchè l’antico villaggio di case di fango è ora abbandonato, gli abitanti si sono spostati nel vicino villaggio moderno.  Misfat Al Abreeyn è invece un villaggio di case di pietra. Costruito in montagna, come un nido d’aquila domina la vallata. Sinaw è un villaggio beduino: anzi, il souq di Sinaw è il souq dei beduini, la cittadina è moderna.nel deserto del Wahiba non vi sono villaggi, solo singole abitazioni. I beduini si incontrano al mercato settimanale, dove si recano anche le donne. Indossano una curiosa mascherina di tela,ed abiti dai colori sgargianti. Una volta alla settimana, il giovedì, il mercato è importante, affollatissimo, dalle 0800 del mattino fino a mezzogiorno.

L’Oman è deserto: Le dune dell’Oman sono di mille colori. Dal bianco accecante delle dune che lambiscono il mare, al rosso fuoco del Wahiba al tramonto. In mezzo, una tavolozza di gialli, di ocra, di rosa, di grigi; piccoli animali lasciano le loro tracce sulla sabbia incontaminata, radi cespugli cercano di sopravvivere al caldo.  Il viaggio nel deserto evoca tempi perduti, in cui ci si sedeva intorno al fuoco, e il cantastorie raccontava. Il lungo cammino delle carovane era scandito dalle oasi.

L’Oman è tradizione nella modernità: Oggi un sultano illuminato ha deciso di migliorare la vita dei propri sudditi, con i proventi del petrolio. Ha così cominciato a  portare l’acqua, la luce e la strada asfaltata dovunque si potesse arrivare.

Sono tornata dal tour in Oman, ma ci ho lasciato un pezzetto di cuore.

By | 2015-01-14T00:02:35+01:00 Gennaio 2015|Ci siamo stati, Reportage|