Viaggio in Bhutan: le montagne dall’alto in basso

Orientamenti propone un viaggio in Bhutan: l’unica nazione che misura il “GNH” anzichè il PIL. GNH: Gross National Happiness, cioè Felicità Nazionale Lorda, festeggiata in marzo, con un giorno di vacanza.

Si tratta di un viaggio individuale e su misura, insolito, in alberghi belli, boutique hotel, hotel di charme; un viaggio esclusivo, dove atmosfere ed emozioni non sono disturbate da estranei che hanno sbagliato  vacanza.

Ecco il racconto del viaggio in Bhutan:

 01 giorno  volo per Kathmandu  Partiamo con volo di linea, con uno scalo, per Kathmandu . Notte in volo.

02 giorno   arrivo a – Kathmandu Eccoci a Kathmandu, porta di ingresso ai regni himalayani. Un primo assaggio delle atmosfere rarefatte che troveremo durante il viaggio. Namaste! benvenuti in Nepal, e in pochi minuti siamo arrivati al nostro albergo. Abbiamo scelto di farci un regalo: per questo viaggio, che è già speciale, alloggeremo in boutique hotel, alberghi di fascino, dove si respira l’atmosfera locale. Non vogliamo il lusso, non ci bastano  alberghi belli o confortevoli. Vogliamo che abbiano un’anima. A Kathmandu abbiamo scelto il Dwarika’s, Ci sembra di essere ospiti in una villa nepalese, o di alloggiare in un museo, lontano dal caos della città. Ci immergiamo da subito nella cultura e spiritualità Newari. Nel pomeriggio visitiamo la città: traffico e confusione, mezzi di trasporto di tutti i tipi, mercati e bancarelle. L’influenza indiana si percepisce nettamente nella zona moderna della città. Appena raggiungiamo Durban Square, con il palazzo della Kumari e i templi circostanti, ci rendiamo invece conto che Kathmandu non ha rinunciato alla sua anima ed è profondamente nepalese. Torniamo in albergo per la notte. Domani sarà una giornata impegnativa.

3° Giorno              KATHMANDU –  PARO – THIMPU  (Bhutan)  2.280 m slm Dopo la prima colazione prendiamo il volo per Paro, principale aeroporto del Bhutan. Anche dopo essersi alzati in volo, prima di aver superato il livello delle alture che coronano Kathmandu, non ci si rende conto che quelle montagne verdi nascondono la lunga, infinita, sequenza di monti bianchi di neve; e sono ancor più imponenti, perché sai che tra loro si nasconde la cima che più si avvicina al cielo. La minuscola ferita tra le montagne che forma la Valle di Paro, sorprendentemente nasconde anche una striscia asfaltata in cui atterrare. Il viaggio in Bhutan è cominciato e te ne accorgi. Dopo le formalità doganali e il rilascio del visto incontriamo la nostra guida locale parlante inglese che ci seguirà per tutto il viaggio in Bhutan. Appena usciamo dall’aeroporto, già esso strano, minuscolo, grazioso, qualcosa cambia. La strada percorre luoghi che appaiono subito “diversi dal conosciuto”. Ci colpiscono case e piccoli palazzi, tutti bianchi, ornati da interventi in legno e decori. Degni d’attenzione sono anche quegli inserti di vari materiali che abbelliscono le parti superiori degli edifici e che somigliano quasi a corone poggiate sul tetto. Il traffico è scarso. Ma partiamo subito per Thimphu, seconda città del paese. Ci voltiamo continuamente, con la sensazione che ci stiamo perdendo qualcosa…. Tranquilli, visiteremo Paro alla fine del nostro viaggio!   Arriveremo a Thimphu, la capitale del Bhutan, dopo 65 km e circa 2 ore di percorso panoramico: La strada costeggia i fiumi Paro e Thimphu, e regala scene di superba bellezza ad ogni tornante. Ed ecco Thimphu, sdraiata in una romantica vallata a 2.320 metri di altitudine. Una valle a quella quota? Siamo abituati a vedere cime, a quella quota! Il nostro albergo Terma Linka resort & SPA è una piacevole scoperta, a breve distanza dal centro di Thimphu, lungo le rive del fiume. Appena arrivi ti colpiscono la pace, la tranquillità, e lo splendido panorama. In due parole: semplicemente raffinato. Costruito in pietra locale, legno e grandi vetrate, rispetta l’architettura tradizionale nepalese; al ristorante prevale quello che scopriremo essere il colore preferito dai bhutanesi: il rosso, in tutte le sue sfumature. C’è movimento in città, è sabato, i venditori del mercato settimanale della domenica stanno già arrivando alla spicciolata dai vicini villaggi, vogliono prendere il posto migliore. La sera, noncuranti del freddo, facciamo due passi all’aperto per vedere il cielo stellato: sembra velluto e le stelle sono davvero vicine! In base al giorno di partenza l”ordine delle tappe potrebbe essere modificato per permettere di assistere al mercato domenicale di Thimphu.

4° Giorno    domenica    THIMPHU    (Mercato settimanale) Oggi è domenica. Comincia la visita di Thimphu, comincia la nostra immersione nella cultura bhutanese, così simile a quella tibetana, permeata dal buddismo, che è una filosofia di vita.   Visitiamo il Folk Heritage Museum e il Memorial Chorten (un grande stupa) costruito in memoria del terzo Re del Bhutan, il quale regnò per venti anni, dal 1952 al 1972. Quest’ultimo è meta della devozione quotidiana di molti abitanti della città e della scuola d’arte e artigianato dove gli studenti imparano a dipingere i tradizionali “thangka”, rappresentazioni religiose tipiche del buddismo tibetano. Finalmente arriviamo all’importante mercato settimanale, Sabji Bazaar, mercato locale di frutta e verdura gestito dai contadini locali. Vediamo che il mercato è luogo e tempo, oltre che di commercio, di incontri e socialità. Finalmente arriviamo al primo tempio: il Changangkha Lakhang, è uno dei più antichi monasteri di Thimpu; quindi visitiamo il Simtokha Dzong (monastero) con le sue 284 ruote di preghiera in ardesia ricoperte in lamina d’oro.  Sostiamo poi al National Institute of Traditional Medicine. La medicina tradizionale è ancora oggi tenuta in gran conto. Raggiunta Norzim Lam, la via principale dello shopping, curiosiamo tra le botteghe di abiti tradizionali quotidianamente indossati, ancora oggi, da tutti gli abitanti del Bhutan.

5° Giorno             THIMPHU – PUNAKHA (1.500 m slm ) Oggi lasciamo la capitale per un percorso che ricorda le montagne russe. Saliamo fino a 3150 m slm, al Dochula pass, per poi discendere  ai circa 1500 m slm di PunakhaAndiamo a sud, scendiamo di quota, farà caldo? Ci vogliono circa 3 ore di strada per raggiungere Punakha. Si attraversano boschi di conifere, e una volta raggiunto il Dochula pass il panorama spazia sulla parte bhutanese della catena himalayana. Se il cielo è sereno, si possono ammirare le vette del Masagang (7158m), Tsendagang (6960 m), Terigang (7060 m), Jejegangphugang (7158 m), Kangphugang (7170 m), Zongphugang (7060 m), e Puensum Gangkar, la vetta più alta del Bhutan (7497m.). Mentre osserviamo il panorama ripensiamo al motivo per cui abbiamo scelto il viaggio in Bhutan: per verificare il tasso di felicità… Dobbiamo dare ragione al sovrano: il GNH paga piu’ del PIL! Si nota dovunque, in particolare nella generale dolcezza della popolazione , nel sorriso dei bambini, nelle scene di vita quotidiana che si vedono  nell’attraversare le vallate. Dolcezza e  semplicità  in Bhutan sono sinonimo di  ricchezza interiore. Sono tutti coscienti di vivere in un paese privilegiato. Notiamo che l’abito tradizionale non è più indossato da tutti, solamente negli uffici governativi è obbligatorio; lo indossano ancora, orgogliosi, gli anziani e molte persone fuori città. In città e durante il week end  vedi tanti jeans e magliette…Ma forse anche questo fa parte della felicità. Riprendiamo il nostro viaggio in Bhutan. Scendendo, la strada è ornata da cipressi e abeti, oltre che da dafne, il cespuglio tradizionalmente usato per la produzione di una particolare carta. Man mano che si va verso la pianura, la vegetazione cambia ancora mostrando anche qualche cactus e banani. Lungo il percorso visitiamo il Chimi Lhakhang, luogo di pellegrinaggio raggiungibile con una breve passeggiata attraverso il villaggio e le risaie. La visita del Punakha Dzong conferma quanto abbiamo letto: è uno dei piu’ belli del Bhutan; e rimaniamo incantati e sorpresi dalla splendida collezione di pitture del Khamsum Yuelly Temple.  Arriviamo a Punakha e ci sistemiamo all’hotel Kunzang Zhing. Pietra, legno, vetro, sono il filo conduttore dei boutique hotel del Bhutan. Ci porta a pensare al simbolismo: la pietra per la resistenza e la forza, il legno per il calore, il vetro per la limpidezza dello stile di vita locale, permeato dal buddismo.  

6° Giorno              PUNAKHA  WANGDUE PHODRANG –  PARO Oggi rientriamo a Paro, ripercorrendo la strada del Dochula Pass. Lungo il percorso visitiamo il Wangdue Phodrang Dzong, monastero strategicamente costruito su uno sperone roccioso, nella valle, alla confluenza tra due fiumi. Questo monastero, il piu’ antico della regione, ci fa pensare alla funzione di guardia dei castelli italiani o dei castelli dei crociati, ma anche alle antiche abbazie, dove sacro, profano e militare si fondevano per garantire ricchezza e protezione agli abitanti. Arriviamo nella bella valle di Paro, dominata dal Monte Chomolhari. Da sempre la città è il centro politico e commerciale del Bhutan. Qui passavano le merci che giungevano dal Tibet, ma questo era anche il crocevia culturale che ne ha fatto la memoria storica del paese. Il bianco dei templi, il verde della vegetazione dei campi e delle colline terrazzate, il blu intenso del cielo, nella luce dorata del tramonto che avvolge tutto, ci fanno pensare ai paesaggi degli acquarelli. Eccoci al nostro hotel di charme: lo Zhiwa Ling di Paro. A poca distanza dal centro, sul fiume, questo albergo è un vero e proprio monumento all’artigianato ed all’arte del Bhutan. Come una casa tradizionale è quasi “vestito” di legno scolpito e dipinto, non si salvano nemmeno i soffitti, come se si volessero ricordare i colori della breve  primavera durante tutto l’anno. Un’esplosione di colori, a contrasto con le cime innevate, il blu del cielo, ed il verde dominante della ricca vegetazione. Naturalmente anche qui pietra e legno, ma il vetro è sostituito dalle opere d’arte scolpite e dipinte, a  testimonianza delle capacità dell’uomo. 

7° Giorno                        PARO  Eccoci di nuovo al punto in cui siamo arrivati, o meglio, da cui siamo – a malincuore – partiti per il tour in Bhutan. La parte conclusiva del nostro viaggio, di sicuro affascinante come la precedente, comincia ora. Vediamo che anche la valle di Paro, nonostante la presenza dell’aeroporto e di progetti di sviluppo, ha conservato i colori e i  rumori tipici di queste zone himalayane. La maggior parte degli abitanti è tuttora impegnata in attività agricole con metodi tradizionali. Troviamo la città di Paro molto semplice, con un’unica via principale fiancheggiata da abitazioni in legno coloratissime e pochi negozietti.  Visitiamo il Museo Nazionale, noto anche come “Ta Dzong”. E’ l’antica torre di guardia risalente al XVII secolo riattata nel 1968 a museo e presenta aspetti specifici della vita sociale e religiosa locale. Il Paro Rinpung Dzong, uno dei monasteri più belli della nazione, costruito nel 1645, è oggi sede dell’amministrazione del distretto e della scuola monastica. Qui sono state girate alcune scene del film “Il Piccolo Budda” di Bertolucci. A 16 km dalla città troviamo il Drukgyal Dzong, monastero-fortezza.  Oggi è in  rovina, ma mantiene un grande significato storico, perchè permise di bloccare più volte gli invasori tibetani. Ci fermiamo a visitare una fattoria tradizionale: si tratta di case a due o tre piani, con i muri riccamente decorati e colorati.  Raggiungiamo quindi il Kyichu Lhakhang. Si pensa che questo tempio sia stato costruito nel 659!.

8° Giorno                        PARO  – TAKSANG (nido della Tigre) – PARO Oggi ci aspetta una grande fatica: l’escursione al Monastero Taksang, il piu’ famoso del Bhutan. Da poco aperto ai visitatori, è situato in posizione dominante la valle di Paro, a circa 900 m di dislivello dal fondovalle (si raggiunge l’altitudine di 3.120 m slm). La leggenda narra che il Guru raggiunse questo luogo inaccessibile volando sul dorso di una tigre, da qui venne chiamato “il nido della tigre”.  Ma noi comuni mortali dobbiamo salire a piedi, tutt’al piu’ con l’aiuto degli asini. Il sentiero che porta al monastero di Taksang non e’ certo un sentierino per la passeggiata domenicale. (da 3 a 5 ore, secondo da dove si parte, fra andata e ritorno). Il sentiero sale decisamente ripido e sconnesso, passa in mezzo a boschi, fango, torrenti e rocce, ma soprattutto e’ perso e dimenticato in mezzo alla natura. Un’altra caratteristica di questo bosco è la presenza di un lichene che pende dagli alberi,  che qui si chiama ‘barba del vecchio”, e che rende il tutto decisamente spettrale. Una volta arrivati…. a contendersi lo spazio, a picco sullo strapiombo, si affollano piccoli templi, immagini statuarie, chorten (pagode), sorgenti sacre, grotte dove hanno meditato schiere di sant’uomini, porte intarsiate, simboli di saette, cortili, passaggi, tetti dorati, strutture murarie che sembrano far parte della roccia, ruote e bandiere di preghiera, elaborate finestre, decori sulle mura esterne ed interne…..e molto di piu’, perchè l’atmosfera magica di questo posto non è descrivibile.

9 ° giorno              PARO  – KATHMANDU Oggi torniamo in Nepal. Il volo è breve; troppo breve. Appena arriviamo, ci assale la sensazione di un “ritorno al futuro”. E’ tutto così diverso, ci sembra di aver vissuto in un sogno. Ci sistemiamo di nuovo all’hotel Dwarika’s, di nuovo il nostro hotel; nel pomeriggio ci rifugiamo a   Bhaktapur (Bhadgaon), città newari tra le piu’ antiche del Nepal. Qui è tutto di legno e mattoni, e tra i vicoli dove si affacciano le abitazioni tradizionali riscopriamo un fascino unico, diverso dal Bhutan, ma che ci colpisce ugualmente. Domani il sogno finisce del tutto, si torna a casa.

10 giorno KATHMANDU – ITALIA. Stanchi ma felici, affrontiamo il volo di rientro.

Scheda tecnica viaggio: Viaggio individuale, privato, esclusivo, dedicato a chi ama viaggiare FUORI dai gruppi e NON desidera condividere il viaggio con estranei. Esperte guide locali parlanti inglese.

Importante:

i voli per il Bhutan sono pochissimi, gli alberghi piccoli.  Anche le guide locali parlanti inglese sono in numero limitato. Per trovare posto bisogna quindi prenotare con grande anticipo. Durante l’alta stagione, soprattutto, vi sono nazionalità come i nordeuropei che prenotano anche un anno prima!

Non aspettare a prenotare il tuo viaggio in Bhutan! Non ci saranno offerte last minute!

Partenze garantite giornaliere dall’Italia con voli di linea. 
Viaggio di 10 giorni: 1 notte in volo, 08 notti in boutique hotel / hotel di charme

Periodo consigliato: tutto l’anno, inverno freddo, estate con temporali per lo piu’ notturni.

Soggiorno a Kathmandu e nel resto del Nepal prolungabile a piacere; Soggiorno mare: possibilità di completare il viaggio con soggiorno mare sulla costa della Turchia, negli Emirati, alle Maldive, in Thailandia

Richiedete quote speciali per piccoli gruppi che già si conoscono.

Hotel di lusso di catene internazionali, (Uma e Aman) quote su richiesta.

Quota individuale di partecipazione in camera doppia,

partenza da Milano o altra città italiana, voli di linea con scalo

In giugno, luglio e agosto, dicembre, gennaio, febbraio – viaggio esclusivo per

2 persone viaggianti insieme, Euro 4.100,00 a persona
4 persone viaggianti insieme, Euro 3.900,00 a persona

In marzo, aprile, maggio, settembre, ottobre, novembre – viaggio esclusivo per

2 persone viaggianti insieme, Euro 4.600,00 a persona
4 persone viaggianti insieme, Euro 4.400,00 a persona

**************************

www.orientamenti.it

By | 2018-09-02T09:54:22+02:00 Novembre 2014|Asia, Proposte, Suggeriti, tour operator|