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Nelle Valli del Mincio tra terra, acqua e storia

Panorami incantevoli che si immergono dolcemente nelle zone lacustri e palustri fatte di canne e fiori di loto, permeati dal dolce afflato che ancora aleggia sulle epiche gesta risorgimentali in tanti borghi di queste fertili e generose terre mantovane. Si tratta del Parco del Mincio, una lingua di terra lombarda che, dal lago di Garda lungo le anse e le aree umide del fiume Mincio, raggiunge e si getta nel fiume Po, come la foce del fiume che la nobilita e la vivifica.

Non può mancare all’esperienza turistica dell’attento viaggiatore un passaggio in percorsi turistici tutti da scoprire lungo le Valli del Mincio e risalendolo, fino all’anfiteatro naturale costituito dalla coline moreniche del Garda. Quindi a ritroso, seguendo il lento defluire del fiume Mincio, dal Garda fino alla nobile città d Mantova, fatta di terra, acqua e tanta storia.

Il Parco Regionale del Mincio – costituito dalla Provincia di Mantova e dai 13 Comuni rivieraschi – che si sviluppa per 75 chilometri di emergenze naturalistiche e paesaggistiche, dal Garda al Po, valorizza e salvaguarda al proprio interno, una zona umida di circa 15 chilometri lungo l’asta del fiume denominata Zona di Protezione Speciale “Valli del Mincio”, che include i tre laghi di Mantova, oltre che ricomprendere un’ampia zona umida d’acqua dolce, tra le maggiori del Nord, individuata come “Ansa e Valli del Mincio”.

Un tuffo dell’ambiente di grande impatto sensoriale in cui, vivendolo in barca, in bicicletta o a piedi, il tempo assume una dimensione più autentica. Lasciarsi sedurre dal dolce gorgoglìo del lento divenire del fiume, divertendosi ad ammirare numerose specie di uccelli, tra stanziali e migratrici magari utilizzando barche elettriche o in canoa. Mentre le rive sono attraversate da un reticolo di piste ciclopedonali che, oltre a permettere la visita delle zone umide, consentono di proseguire a nord verso il Garda ed a sud per gli argini del Po.

E che dire dei diversi centri rivieraschi, che si affacciano ed accompagnano il Mincio nel suo defluire verso il Po, come Rivalta sul Mincio; si tratta di una paese caratteristico, centro maggiore del Comune di Rodigo, il cui sono situati il centro Parco ed il Museo Etnografico dei mestieri del fiume. Quindi Curtatone, paese posto all’apice del Lago maggiore mantovano, in cui a due passi dalla riva destra del fiume, sorge il Santuario delle Grazie; questo splendido luogo sacro venne fatto costruire nel 1399 dai Gonzaga quale concreta implorazione alla Madonna mentre la peste ammorbava Mantova. Gli splendidi interni che inducono soggezione ed ammirazione al visitatore, in particolare nell’esposizione di numerose statue polimateriche, quali ex voto, raffiguranti nobili pellegrini di passaggio, credenti raccolti in preghiera ma anche miracolati sopravvissuti ad incidenti o all’esecuzione di pene capitali. Su sagrato del Santuario, ogni ferragosto, viene organizzato un atteso e frequentato concorso nazionale dei Madonnari che richiama spettatori e visitatori in grande numero per ammirare le splendide opere realizzate in gessetto, pronte ad essere cancellate dalla prima pioggia. A memoria e ricordo di numerose opere degli artisti madonnari, è dedicato il locale Museo che conserva veri capolavori e riproduzioni di opere su pannelli.

Da non perdere la natura affascinante e poco conosciuta che accompagna l’occhio del visitatore sulle Colline Moreniche del Garda, forgiate dai riflussi geologici delle glaciazioni in cui, in cromatico contrasto al verde delle colline macchiettate da boschi, sono coltivati vigneti ed uliveti.

Nelle colline, arroccate sui pendii od appena ai loro piedi, sorgono borghi che del loro passato risorgimentale traggono storia e fama; come Monzambano, paese rivierasco del Mincio ed il suo castello che nel 1805 fu sede di un incontro tra il Re Vittorio Emanuele II° e Cavour e teatro della vittoriosa battaglia del 1866 contro gli austriaci. Ed ancora, bordeggiando splendide distese coltivate a vigneto, può essere visitata Castellaro Lagusello, inserita tra i Borghi più Belli d’Italia e detentrice della bandiera arancione del Touring Club. Dalla costruzione datata 1100/1200, nel corso della millenaria storia, il maniero cambio spesso proprietario, da ultimi, i Gonzaga ed i Dogi della Veneta Republica. Attigua al borgo è presente una riserva naturale complesso morenico, caratterizzata dalla presenza di colli morenici e di una conca palustre formata a cuore. All’interno della Riserva è visitabile anche un sito archeologico con reperti risalente all’Età del Bronzo.

Infine, posto tra la pianura e le rive del Garda, il borgo di Solferino gode di un’invidiabile posizione collinare che ne fece un punto di osservazione strategica in periodo risorgimentale. Soprattutto nel giugno del 1859 quando, in quella zona si scontrarono gli eserciti francese ed austriaco che diedero vita ad una cruenta battaglia che lasciò sul campo migliaia di soldati. Segno tangibile di risposta agli orrori di quella battaglia fu la costituzione, da parte del mercante svizzero, Henry Duinant di passaggio subito dopo la carneficina, della Croce Rossa Internazionale. Da visitare, la millenaria Rocca, piazza Castello con la chiesa di San Nicola, il Museo Storico Risorgimentale ed il memoriale della Croce Rossa.

Info: www.parcodelmincio.it   – www.terredelmincio.it

Dove dormire:

– Agriturismo Corte Sette Frati
Via Strada Settefrati, 38, Loc. Rivalta sul Mincio, 46040 Rodigo (Mn);
www.cortesettefrati.it

– Agriturismo Solimago
Via Napoleone III,37, 46040 Solferino (Mn).
www.solimago.it

Dove mangiare:

– ristorante agriturismo Corte Sette Frati;
– ristorante agriturismo Solimago;
– ristorante “La Dispensa”

Via Castello, 15, Loc. Castellaro Lagusello, 46040 Monzambano (Mn),
www.ristoranteladispensa.com 

Piergiorgio Felletti

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