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SudAfrica, natura in libertà con il fly end drive


“Il mondo in un solo paese” recita uno slogan del turismo sudafricano che, esagerazione a parte come in tutte le estreme sintesi, contiene però un gran fondo di verità.  Il Sudafrica infatti, grande quattro volte l’Italia, è una nazione estremamente varia e poliedrica, incredibilmente pieno di contrasti, dove i grattacieli convivono con le capanne di frasche e internet con le zagaglie degli Zulu. Un paese di tecnologia avanzata e di moderne infrastrutture, con le maggiori ricchezze naturali del mondo a cominciare da oro, diamanti e uranio, ubicato sotto il cielo e nella natura africana, per altro climaticamente temperata dalla presenza di due oceani e da alte montagne.  Una delle maggiori attrattive turistiche del Sudafrica, unitamente alle efficienti strutture ricettive, è sicuramente costituita dalla natura, riscontrabile un po’ ovunque in un paese capace di offrire un’estrema varietà ambientale che spazia dai deserti del Kalahari alle alte montagne del Drakensberg, fino alle acque dell’oceano Indiano popolate tra l’altro da otarie, pinguini, balene, squali e megattere, ma in particolare nelle numerose aree protette, che qui iniziarono ad essere istituite prima che altrove già negli ultimi anni del 1800. Oggi esiste una rete di parchi nazionali e di riserve pubbliche e private che non trova uguali nel mondo e che si autofinanziano proprio con il  turismo.  Per non parlare poi delle Game Farm, fattorie in cui al posto degli animali domestici vengono allevati animali selvatici come leoni, ghepardi, struzzi o coccodrilli. La natura protetta come business, una trovata efficace quanto elementare.  Non a caso la più antica norma protezionistica del paese, una serie di limitazioni alla caccia impensabili altrove e a maggior ragione in Africa, risale al lontano 1656, appena quattro anni dopo il primo insediamento bianco a Città del Capo, mentre l’emblema nazionale è costituito da una protea, una pianta che tutti vorremmo avere in giardino. Prima ancora della fauna, l’estrema varietà della flora rappresenta infatti la principale ricchezza ambientale del Sudafrica, con oltre 22 mila specie che rappresentano il 10 % di tutta la vegetazione terrestre; qui crescono spontanee molte piante che noi coltiviamo in giardino come margherite, gerani, gladioli, sterlizie e tante altre. La grande attrattiva per i turisti, interni ed esterni, è però costituita dagli animali, facilmente avvistabili nei parchi: qui vive il maggior mammifero del mondo, l’elefante africano, il secondo, il rinoceronte bianco, e il terzo, l’ippopotamo, ma anche il più alto, la giraffa, il più veloce, il ghepardo, e uno dei più piccoli, il toporagno pigmeo. Qui si possono incontrare i famosi big five – rinoceronte nero, bufalo, elefante, leopardo e leone -, ma anche i meno conosciuti cinque piccoli: scarabeo-rinoceronte, tessitore dei bufali, toporagno elefante, testuggine leopardina e formicaleone. Straordinaria anche la varietà degli uccelli, con ben 900 specie di cui 113 endemiche, che vanno dal maggior uccello del mondo, lo struzzo, al più grande in grado di volare, l’otarda di Kori, fino alle minuscole e coloratissime nettarine e al falco pigmeo, il rapace più piccolo in assoluto. Da qualche tempo però al Sudafrica non bastano più i suoi parchi, pur tra i più numerosi, ricchi ed estesi del continente: negli ultimi anni si stanno creando con le nazioni confinanti i megaparchi transnazionali, al momento ben cinque e caso unico al mondo, per consentire alla fauna di vivere nel posto migliore e di poter migrare a piacimento da una parte all’altra anche senza passaporto. Altra positiva caratteristica peculiare di questa nazione il fatto che, grazie ad una sicurezza generale, ad una funzionale rete stradale e ad un’ottima e diffusa ricettività alberghiera, anche all’interno dei parchi, la si possa visitare in assoluta libertà anche con viaggi individuali secondo la formula del fly and drive, che prevede le prenotazioni aeree e degli alberghi e il noleggio di un’auto con un dettagliato road-book. Basta parlare un po’ di inglese per cavarsela egregiamente ovunque e per poter osservare animali selvatici in completa solitudine.

Il tour operator milanese “I Viaggi di Maurizio Levi” (tel. 02 34 93 45 28, www.viaggilevi.com), specializzato con il proprio catalogo “Alla scoperta dell’insolito” in viaggi culturali a valenza ambientale e etnografica, propone in Sudafrica tre diversi itinerari diretti ad altrettante differenti aree geografiche in self-drive., con eventuali modifiche in base alle proprie personali esigenze. Il primo percorso (durata 12 giorni, quote da 3640 euro) risulta particolarmente adatto anche a famiglie con bambini, in quanto prevede la visita di un parco “malaria free”. Si tratta del Madikwe park, al confine con il Botswana, un habitat di savana e boscaglia con estrema varietà di ecosistemi dove risulta facile avvistare i big five. Due giorni a Città del Capo, una delle più belle metropoli del mondo, possono essere impiegati in escursioni al Capo di Buona Speranza, all’isola delle foche, alla spiaggia dei pinguini, ad un parco botanico o alla riserva dei babbuini, prima di attraversare la regione vitivinicola di Stellenbosh per raggiungere la riserva di Kagga Kamma con le sue suggestive pitture rupestri vecchie di 6.000 anni, lasciate dagli antenati di una comunità di boscimani che tuttora vive nella zona.  Il secondo itinerario (durata 12 giorni, quote da 2.350 euro) tocca alcuni dei più bei parchi sudafricani e attraversa il regno dello Swaziland. Dopo gli imponenti monti Drakensberg, ricchi di caverne con pitture boscimani, si attraversa il Natal, la terra degli Zulu, per osservare nel parco di Hluhluwe la maggior concentrazione al mondo di rinoceronti, quindi il parco Kruger al confine con Mozambico e Zimbabwe, uno dei maggiori parchi transnazionali all’avanguardia nella protezione ambientale. Infine il terzo percorso (durata 14 giorni, quote da 2.690 euro),  dopo Città del Capo e dintorni e la riserva di Kagga Kamma, attraversa a nord-ovest il Namaqualand (famoso per le sue fioriture primaverili) per raggiungere il parco Augrabies Fall, dove il fiume Orange forma suggestive cascate, e poi al confine con Botswana e Namibia il parco Kalagadi con le rosse dune del deserto del Kalahari e i leoni dalla criniera scura.  Per tutti partenze plurisettimanali per tutto l’anno con voli di linea da Milano e Roma, minimo 2 persone, auto di gruppo B a quattro porte con navigatore gps, servosterzo, abs, airbags e aria condizionata con chilometraggio illimitato, pernottamenti in confortevoli hotel e lodge con prima colazione in doppia.

 Giulio Badini

 

 

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