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Nuove linee guida per gli aiuti di stato nel trasporto aereo

UE aereo 2

Il Commissario europeo per la Concorrenza Joaquìn Almunia ha presentato le nuove linee guida elaborate dalla Commissione per la regolazione degli aiuti di Stato nei confronti degli aeroporti europei e delle compagnie aeree ivi operanti.

”Dal 2001” – ha detto il Commissario – ”il settore del trasporto aereo è cambiato notevolmente sia in termini di sicurezza sia in riferimento a varie innovazioni infrastrutturali. La proposta della Commissione tiene conto di questa evoluzione e fornisce indicazioni ad hoc agli Stati membri su come possano sostenere i propri aeroporti e le compagnie aeree nel rispetto delle norme UE sugli aiuti di Stato La Commissione ha quindi messo a punto delle linee guida in materia con la speranza che possano essere adottate già all’inizio del 2014. Il nostro obiettivo” – ha aggiunto Almunia – ”è garantire che il denaro pubblico sia speso correttamente, evitando sprechi, raddoppiamenti e, soprattutto, garantendo l’accessibilità a regioni attualmente poco collegate, anche attraverso mezzi di trasporto differenti”.

Le nuove linee guida – applicabili a tutti gli scali aeroportuali con un numero di passeggeri superiore alle 250mila unità all’anno – toccano diversi punti fondamentali in materia. In primo luogo, gli aiuti di Stato per le infrastrutture aeroportuali sono consentiti solo se vi è una reale necessità di sostegno pubblico per garantire l’accessibilità di una regione. Le attuali linee guida, adottate nel 2004, prevedono che siano gli Stati a decidere la portata , dal punto di vista meramente finanziario, degli aiuti pubblici nel settore del trasporto aereo; le nuove norme, invece, definiscono il limite massimo ammissibile per gli aiuti, rapportandolo alle dimensioni effettive dell’aeroporto. Ciò consente di bilanciare investimenti pubblici e privati e garantisce anche che possano essere concessi aiuti più elevati per gli aeroporti di piccole-medie dimensioni. In secondo luogo, come ha evidenziato il Commissario Almunia in conferenza, ”le nuove linee guida accompagnano gli aeroporti verso un periodo di transizione, stimato in circa 10 anni, che consentirà loro di adeguare il proprio modello imprenditoriale’. Infine, gli aiuti possono incentivare le start-up, ad esempio l’apertura di una nuova rotta aerea, purché tale sostegno sia limitato a un breve lasso di tempo.

Il Commissario Almunia ha precisato  che sono 61 i casi in cui gli aiuti di Stato sono stati erogati senza rispettare la regolamentazione UE vigente. In 30 di questi casi sono già state avviate indagini formali. Per l’Italia, sono finiti sotto inchiesta gli aeroporti sardi (Cagliari, Alghero e Olbia),  gli scali di Milano (Malpensa e Linate) e l’aeroporto di Reggio Calabria. Il 23 gennaio di quest’anno la Commissione ha aperto un’indagine sugli aeroporti sardi ritenendo che ”dal 2010 gli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia hanno ricevuto anticipi sulle compensazioni ad essi accordate, tramite prestiti concessi dagli uffici finanziari della Regione Sardegna. Questi aeroporti hanno a loro volta versato contributi finanziari a vettori aerei, fra cui Ryanair, per i servizi di trasporto forniti. Per la selezione delle compagnie aeree non è stata indetta alcuna gara”. Nel dicembre 2012, per quanto riguarda gli aeroporti di Milano, ”la Commissione europea ha stabilito che l’aiuto di Stato dell’importo pari a circa 360 milioni di EUR concesso tra il 2002 e il 2010 da SEA, l’operatore pubblico che gestisce gli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate, alla sua controllata SEA Handling, operatore dell’assistenza a terra in tali aeroporti, è incompatibile con le norme UE in materia di aiuti di Stato. L’indagine della Commissione ha rivelato che gli apporti di capitale effettuati dagli azionisti pubblici di SEA Handling hanno procurato un indebito vantaggio economico a SEA Handling rispetto ai concorrenti che operano senza sovvenzioni da parte dello Stato. SEA Handling deve, quindi, restituire l’importo che le ha procurato tale indebito vantaggio con gli interessi”. In riferimento alla situazione dell’aeroporto di Reggio Calabria, l’indagine è stata aperta nel luglio 2010, dopo che la Regione Calabria aveva notificato alla Commissione, nell’ottobre 2008, l’intenzione di concedere aiuti, a copertura delle perdite finanziarie, a favore di So.G.A.S, l’impresa che gestisce l’Aeroporto dello Stretto. L’indagine è stata aperta ”poiché la Commissione nutre dubbi in merito al fatto che il contributo statale sia stato realizzato prima che la Commissione potesse prendere posizione in merito alla sua compatibilità con il mercato interno, e poiché la Commissione, nel corso dell’esame preliminare, ha constatato l’esistenza di altre misure di sostegno a favore dello stesso beneficiario che sembrano costituire aiuti di Stato già concessi, la misura è stata dunque registrata come aiuto non notificato”. Tra i 61 casi di aiuti di Stato per il settore del trasporto aereo erogati in contrasto con le regole dell’UE figurano anche gli aeroporti di Torino, Pisa, Grosseto, Falconara e Marina di Campo (Elba).

La nuova proposta di regolamentazione degli aiuti di Stato nel settore del trasporto aereo riflette i principi sanciti dal programma della Commissione per la modernizzazione degli aiuti di Stato: la politica dei finanziamenti pubblici, infatti, deve concentrarsi su  progetti che mirino a promuovere la crescita economica e  altri obiettivi di interesse comune europeo, scoraggiando d’altro canto aiuti dannosi che comportano distorsioni della concorrenza all’interno del mercato unico.

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