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120 anni di storia, cultura, musica: visitare la Società Umanitaria significa riscoprire i valori della grande Milano

120 ANNI DI STORIA, CULTURA, MUSICA: VISITARE LA SOCIETÀ UMANITARIA SIGNIFICA RISCOPRIRE I VALORI DELLA GRANDE MILANO  

La Società Umanitaria è una delle istituzioni storiche di Milano. I suoi chiostri nella sede di Milano  sono da visitare e molteplici sono le iniziative aperte al pubblico che vi si tengono: dai concerti ai corsi, alle mostre. Nei suoi chiostri c’è anche la “Casa del Pane” che, con il suo forno, ha anche uno spaccio aperto al pubblico in cui si possono comperare pane, dolci, biscotti integrali e non, torte, pizzette  e vari manicaretti realizzati da giovani che hanno imparato il mestiere proprio all’Umanitaria.

Ente morale, è nata nel 1893 grazie al lascito testamentario di Prospero Moisè Loria, mecenate mantovano, che con l’aggettivo “umanitaria” non intendeva una semplice assistenza sotto forma di beneficenza, ma un’assistenza operativa, che fosse in grado di “mettere i diseredati, senza distinzione, in condizione di rilevarsi da sé medesimi, procurando loro appoggio, lavoro ed istruzione”. Da allora, l’Umanitaria si è fatta conoscere con oltre 120 anni di battaglie sociali, sempre a fianco dei più deboli, coniugando assistenza e lavoro, impegno sociale ed istruzione, progresso e formazione, emancipazione e cultura: dall’edilizia popolare alle Scuole d’arti e mestieri maschili e femminili, dal Teatro del Popolo alla Scuola del Libro, dagli uffici di assistenza agli emigranti alle decine di studi e ricerche su ogni aspetto del lavoro (disoccupazione, condizioni sanitarie, cooperazione, emigrazione, malattie del lavoro, formazione professionale, etc.). Oggi come allora, l’impronta Società Umanitaria rimane costante: “anticipare, sperimentare, risolvere”. Di recente, alla presenza del vicesindaco di Milano Ada Lucia De Cesaris, Carlo Tognoli, ex sindaco di Milano, del Presidente della Società Umanitaria dott. Amos Nannini e della dott.ssa Milena Polidoro, Direttore generale della Società Umanitaria oltre  un centinaio di cittadini milanesi hanno gremito i chiostri della Società Umanitaria proprio per festeggiare i 120 anni di questo ente morale di prestigio.glicini-2-300x400

In occasione del 120° anniversario della Società Umanitaria il vicesindaco di Milano ha sottolineato il ruolo fondamentale di enti così pragmatici, vicini ai cittadini, e  che organizzano corsi professionali che consentono un inserimento nel mondo del lavoro come la Casa del Pane interna alla Umanitaria che forma panettieri, pasticcieri. L’on. Tognoli ha spiegato come per Milano questo ente morale abbia rappresentato un tassello di storia fondato e gestito da riformisti che pensavano al bene dei cittadini e per loro dedicavano impegno costante.  Lo storico Ivano Granata dell’Università Statale di Milano e Graziano Gorla Segretario Generale Camera del Lavoro di Milano hanno discusso i contenuti di un libro celebrativo dei 120 anni dell’Umanitaria con gli autori Morris L. Ghezzi e Alfredo Canavero. Il titolo “Alle origini dell’Umanitaria – Un moderno concetto di assistenza nella bufera sociale di fine ’800” sottolinea come il libro parli del primo decennio di vita (1893-1903) di una benemerita istituzione milanese – la Società Umanitaria – istituita con Regio Decreto, grazie al lascito testamentario del mecenate mantovano Prospero Moisè Loria. Un decennio dove le finalità e i progetti del fondatore cominciarono a prendere forma e a divenire interventi concreti a favore e a sostegno degli umili, grazie al rigore morale ed all’impegno profuso da un gruppo coeso di uomini e donne che, pur essendo di ideologia non proprio allineata (“democratici e socialisti, laici senza partito, massoni, moderati e repubblicani” – ricordava Giovanni Spadolini), seppero fare fronte comune, dimostrando responsabilità e cuore nel fare vincere un’idea nuova di assistenza (mai più elemosiniera), di istruzione e di cultura. Il perché della pubblicazione , cui seguirà – a fine anno – un altro volume, basato interamente su documenti e fotografie dell’Archivio Storico, nelle parole del Presidente Piero Amos Nannini: “Tornare oggi alle origini dell’Umanitaria ci sembra un atto doveroso, sia per riscoprire quella matrice di pensiero laica e riformatrice, da cui scaturì un nuovo modo di concepire l’assistenza, sia per tracciare nuove vie per il domani e per continuare a svolgere un ruolo attivo nel tessuto sociale della città”.  Anche il Sindaco di Milano, che per impegni istituzionali precedenti, non potrà intervenire ha però sottolineato in uno scritto al Presidente Nannini che :”..questa interessante pubblicazione porta nuova luce ai cardini ispiratori di quella che oggi è una delle istituzioni storiche di Milano”.

La storia della Società Umanitaria è fatta di uomini che hanno saputo sempre sperimentare, innovare e fare reteannullo filatelico (2) tra Comune, mondo cooperativo, Camera del lavoro, Unione femminile e coinvolgere tecnici ed artisti di chiara fama (da G.B. Pirelli a Mazzucotelli). Il lascito di Prospero Moisè Loria (10 milioni di lire) era a quel tempo pari a quasi la metà del bilancio del Comune di Milano (e con essi si sono avviati progetti fondamentali per i cittadini e per l’assistenza sociale e culturale, il mondo della formazione e del lavoro. “Siamo un tassello importante di storia,” dice Piero Amos Nannini, Presidente della Società Umanitaria, “e l’occasione del centoventesimo anniversario dalla costituzione della Società Umanitaria ci permette di fare chiarezza , grazie a questo importante libro, sul primo decennio (1893-1903) della nostra esistenza. Già sei mesi prima di essere ufficialmente riconosciuta, infatti l’Umanitaria c’era, era un Ente vivo, pulsante, pronto a darsi da fare e nel verbale della prima seduta (19 gennaio 1893) si fissarono subito le questioni prioritarie: natura e scopo dell’Istituzione, mezzi coi quali raggiungerlo, condizioni per essere socio, attribuzioni dell’Assemblea e sue modalità,composizione del Consiglio Direttivo . I risultati della accurata ricerca storica effettuata da Alfredo Canavero e da Morris Ghezzi ci consente di percorrere passo passo la nostra evoluzione dallo statuto (al 1901 ce n’erano tre versioni diverse), alla sede (quella odierna divenne ufficiale solo dopo varie peregrinazioni) e di conoscere i volti delle persone che vi hanno dedicato tempo e passione quali i consiglieri (la crème del mondo politico e imprenditoriale del tempo, Luigi Majno e Cesare Saldini in primis)”. Tramite queste pagine veniamo a conoscenza dei progetti, dei resoconti e degli ‘studi’ (cinque erano  le Commissioni attive già dal 1897), che hanno permesso nel 1902 di dare vita a strutture e iniziative di rilievo per Milano e per l’Italia. In tempi come questi, in cui si riscopre il valore dell’etica sociale e dell’impegno a favore dei derelitti, la dimensione della Società Umanitaria fa riscoprire le sue origini grazie a quest’opera per dare un messaggio positivo. I doveri della Società Umanitaria sono rimasti quelli che il suo fondatore era solito riassumere anche con questa immagine: “come la Croce Rossa soccorre i feriti di guerra, così la Società Umanitaria dovrà soccorrere i disoccupati”. I primi due lustri dell’Umanitaria non sono stati anni di stand-by, ma testimoniano l’impegno di un gruppo coeso di uomini e donne che, pur essendo di ideologia non proprio allineata (erano “democratici e socialisti, laici senza partito, massoni, moderati e repubblicani” – come ricordava Giovanni Spadolini), seppero fare fronte comune, dimostrando responsabilità e cuore nel fare vincere un’idea nuova di assistenza, di istruzione e di cultura. Ritroviamo in queste pagine la storia e il ricordo di riformatori convinti, che ancora oggi segnano la strada che l’Umanitaria sta percorrendo. In occasione dei 120 anni è stato effettuato anche un annullo filatelico con le cartoline create in serie limitata in occasione dell’iniziativa.

Oggi le sedi sono oltre alla sede storica di Milano, ad Alghero, Cagliari, Carbonia-Iglesias; Napoli; Roma e Vailate. Quest’ultima sede, l’ex convento di Santa Maria delle Grazie (eredità dell’ex consigliere dell’Umanitaria Felice Ferri), finalmente è tornata al suo splendore, dopo una lunga e accurata opera di risanamento, recupero e ristrutturazione edilizia, in accordo con la Sovrintendenza per i Beni Archeologici e per il Paesaggio della Lombardia e con il Comune di Vailate. “Diventerà sede di vari ed utili progetti sociali quali la Casa di Riccardo a favore dei ragazzi con la sindrome di Asperger; residenza per studenti in difficoltà e centro diurno per anziani”, dice Piero Amos Nannini.

Il calendario delle iniziative della Società Umanitaria è consultabile sul sito http://www.umanitaria.it/

Cinzia Boschiero

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